Pd senza pace, nuovo terremoto

CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

Nuova bufera nel Partito Democratico. L’ennesima, che però stavolta potrebbe innescare un effetto domino in grado di far saltare diversi assetti. A dare fuoco alle polveri è stato il consigliere provinciale Domenico Alfieri, uomo di punta dell’area del senatore Francesco Scalia e probabile candidato alla segreteria in antitesi a Simone Costanzo. Dice: «Mi sorprendono le considerazioni della segreteria provinciale del Pd (ndr: Costanzo) rispetto alla nomina del nuovo assessore a Sora Celli Catarinelli. Il voler mettere il cappello necessariamente a tutte le operazioni delle Amministrazioni dei circoli del Pd sul territorio mi disgusta politicamente. Con piacere apprendo anche che la segreteria provinciale a Sora sostenga la ricandidatura a sindaco di Tersigni, iscritto al Nuovo Centrodestra, mentre in Provincia pretenda che salti l’accordo con lo stesso partito. Siamo nel caos più totale. Sono sempre più convinto che sia necessario un congresso straordinario che ci faccia uscire da questa confusione totale e tracci una linea politica precisa per il nostro partito. Tutti annunciano la volontà di svolgerlo al più presto ma nessuno ci crede veramente. Io sì e sono pronto a dare il mio contributo».

Non si è fatta attendere la replica del segretario provinciale Simone Costanzo, che rileva: «Su Sora mi sono raccordato con il segretario regionale Fabio Melilli, con il vicesegretario provinciale Francesca Gatta (ndr: area Scalia), con il segretario cittadino, con il consigliere, con il neo assessore e con la maggior parte dei riferimenti locali. Considerando che in un anno il direttivo si è riunito in una sola occasione, con 4 membri su 29 presenti e con una linea politica ondivaga. La coalizione che si sta provando ad organizzare è parametrata sul Governo nazionale di Matteo Renzi, con Forza Italia all’opposizione, cosa diversa dall’Amministrazione Provinciale, dove è organicamente in maggioranza. Per quanto riguarda il congresso straordinario, ripeto che sono prontissimo e che conto di vincerlo con il 70%. Con buona pace dei soliti detrattori di professione».

Un botta e risposta al vetriolo, che a questo punto rimischia ulteriormente le carte. Domenico Alfieri è uno dei quattro consiglieri provinciali della lista Democratici per Pompeo, che ha chiesto di aderire al gruppo del Pd alla Provincia.

La direzione provinciale del partito dovrà pronunciarsi. Non sfugge a nessuno che il capogruppo dei Democrat all’ente di piazza Gramsci è Antonio Cinelli, vicinissimo a Simone Costanzo. E a questo punto tutti gli “indizi” politici portano ad ipotizzare che il vero scontro in questo momento sia tra il senatore Francesco Scalia e il segretario Simone Costanzo.

Proprio nel momento in cui il presidente della Provincia Antonio Pompeo (delfino di Scalia) ha iniziato un fitto confronto con Costanzo.

Una presa di distanza che il senatore ha voluto marcare? Probabilmente sì. Ci sono poi anche altri elementi: sempre ieri Alfieri, nel sottolineare positivamente l’assunzione di 22 medici nella sanità ciociara da parte della Regione, ha citato il consigliere regionale Mauro Buschini, uomo di spicco dell’area di Francesco De Angelis. La sensazione è che Francesco Scalia e Simone Costanzo stiano cercando di isolare politicamente… l’altro. In vista di un congresso che prima o poi dovrà pur svolgersi. Intanto però attacchi e colpi bassi aumentano ogni giorno.

L’eterna tela
di Penelope
dei due Francesco che sfianca il partito
IL PUNTO
Tra i due Francesco ci può essere una terza via tra la “guerra” e la “pace”. È la via del silenzio, anzi dell’indifferenza. Ma il punto è molto semplice: prima o poi Scalia e De Angelis dovranno riprendere a parlarsi (non lo fanno più dall’elezione del secondo alla presidenza del Consorzio Asi). In assenza di questo il Pd non potrà ritrovare l’unità. E i due Francesco seguiranno la logica della tele di Penelope: di giorno si cuce, di notte si disfa. Inutile pure girarci intorno: servirebbe un’intesa sulle candidature al Parlamento e anche alla Regione. Altrimenti resterà complicato trovare una “sintesi” nei Comuni.

Francesco Scalia punta alla ricandidatura alla Camera, possibilmente come capolista. Ma comunque ci sarà. Francesco De Angelis, primo dei non eletti all’europarlamento, cerca uno sbocco diverso dalla sola presidenza dell’Asi. È evidente che Camera o Senato possono essere degli obiettivi. Ma a Montecitorio vuole concorrere anche la senatrice Maria Spilabotte, ex pupilla politica di De Angelis. E poi c’è la Regione: Mauro Buschini sa perfettamente che potrebbe trovarsi come avversario interno Antonio Pompeo. Però a questo punto la domanda è: il senatore Scalia prefirerebbe che Pompeo andasse alla Regione o che restasse sul territorio come sindaco di Ferentino e presidente della Provincia? La sensazione che si sia aperta una fase di confronto interno all’area di Scalia è forte. Nella componente di De Angelis e Buschini, invece, all’ordine del giorno c’è la riflessione sulle alleanze nel partito. Al momento l’accordo con Simone Costanzo (area di Franceschini) e Sara Battisti (area di Orfini) regge. Ma la situazione nazionale è in evoluzione.

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