I sassolini nella scarpa di Michele Marini

ALESSANDRO REDIROSSI per L’INCHIESTA QUOTIDIANO

Si dice pronto a correre come candidato sindaco anche al di fuori delle eventuali primarie, se prima non verrà condotta un’analisi seria su quanto accaduto alle elezioni del 2012 e spiega la sua scelta per la segreteria provinciale, ricaduta su Simone Costanzo, affermando la propria autonomia rispetto alle “casacche”. È un fiume in piena l’ex sindaco di Frosinone e attuale capogruppo consiliare del Pd Michele Marini sulle vicende interne del Pd.

Non mancano frecciate politiche, nemmeno troppo velate, a Fabrizio Cristofari (uno dei nomi più caldi per la candidatura a sindaco e segretario cittadino del partito fino alle dimissioni proprio a ridosso delle elezioni del 2012) e ai Socialisti.

A proposito della sua scelta di sostenere Simone Costanzo per la segreteria provinciale del Pd, Angelo Pizzutelli si dice basìto, in quanto da una parte lei condanna quanto avvenuto alle amministrative del 2012 mentre al Congresso “ha sostenuto la componente di De Angelis” non sciegliendo, secondo il consigliere, un candidato che rappresenti l’alternativa.
«Non voglio assolutamente entrare in polemica con Pizzutelli, visti i nostri rapporti e in considerazione del fatto che lo ritengo un patrimonio del Pd, tanto che ho giocato anche un ruolo importante per il suo ingresso nel partito. Io ho appoggiato Simone Costanzo, non la componente di De Angelis. Mi sembra, poi, che non siano da mettere in relazione l’aspetto del congresso del Pd con i fatti del 2012 a Frosinone, su cui la mia posizione è stata sempre netta. Io appoggio Costanzo in totale libertà e autonomia. Credo di rappresentare qualcosa a Frosinone, non sono sotto l’ala protrettrice di nessuno: non è che devo appoggiare questo o quello perchè indosso la casacca di qualcuno. Io ho casa mia, non devo andare in altre case. E scelgo in base ai contenuti delle proposte: per me la scelta migliore è quella di Costanzo. Simone si è trovato a gestire una situazione difficile nel partito, in cui la barca poteva affondare. Aver tenuto duro in un momento così difficile è sicuramente un suo merito. Pizzutelli sostiene che con Alfieri si va verso un’alternativa? Ma quali sono i contenuti di questa alternativa? Io non li ho capiti. In base a questi aspetti ho valutato le proposte in campo e i fatti del 2012 a Frosinone non c’entrano nulla con questo».

A proposito della spaccatura del centrosinistra alle amministrative del 2012, sembra che i conti siano ancora aperti. Qual è la situazione attuale?
«Su quanto avvenuto in quelle elezioni io ho sempre assunto una posizione netta e chiara, che ho sostenuto anche al Congresso. In questo partito chi ha disertato nei momenti difficili non può tornare a fare il “generale”. Mi riferisco a chi nel 2012 a pochi mesi dalle elezioni ha abbandonato il partito avendo l’importante ruolo di segretario cittadino. Anche quando la nave rischia di affondare, il capitano dovrebbe essere l’ultimo ad abbandonarla. Inoltre in base a cosa si è convinti che chi in quell’occasione ruppe l’alleanza con il Pd (e il riferimento sembra essere al Psi,ndr), dimostrandosi inaffidabile, possa sedersi di nuovo al tavolo con il Pd? Come possiamo fidarci? Non dico “no” a priori, ma è un’alleanza tutta da costruire: intanto bisogna di nuovo fidarsi e non è un percorso semplice. Sono quattro anni che non se ne parla. Senza un’opera di confronto e mediazione i nodi politici restano al loro posto. Anzi si stringono ancora di più».

Oggi si parla insistentemente di primarie per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra, cosa ne pensa?
«In questo momento se il partito o la coalizione, o chi per essi, hanno in mente di fare questo percorso senza prima chiarire quello che c’è da chiarire sui fatti del 2012 , sia internamente al partito che sulle alleanze, io non metto da parte un mio impegno ad essere candidato sindaco fuori da eventuali primarie. Per come stanno le cose ad oggi, io non scarto la possibilità di candidarmi alle prossime elezioni. Ognuno è libero di fare quello che vuole. Io faccio parte di questo partito, ma nessuno può darmi lezioni di attaccamento al Pd e di rispetto delle regole. Soprattutto chi, quando le doveva rispettare, non le ha rispettate. Perchè allora io oggi dovrei sentirmi vincolato?»

Rispetto a quanto dice si aspetta un segnale dal partito?
«Non mi aspetto nulla. Dico solo quello che penso liberamente, non avendo “padrini” e padroni».

 

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