Spilabotte: «Amazon? Colpa anche degli imprenditori»

da L’INCHIESTA QUOTIDIANO

Il via libera del cda del consorzio industriale di Rieti al la società Vailog srl (braccio operativo di Amazon) a costruire un capannone da 61mila metri quadrati, nel polo della lo- gistica di Passo Corese, ha riacceso le polemiche in provincia di Frosinone sul mancato investimento nella martoriata area industriale che va dal capoluogo ad Anagni. «Bisogna essere realisti: è un’occasione persa – commenta secca la senatrice dem, Maria Spilabotte -. Perché avevamo tutti gridato con gioia che un colosso come Amazon era sul punto di investire sul nostro territorio. Non so quali siano le cause per le quali alla fine la multinazionale Usa abbia deciso di insediarsi altrove».

Lei un’idea ce l’ha?
«Siamo un territorio in cui ancora la banda larga è un progetto, le infrastrutture carenti, le strade purtroppo difficilmente percorribili. Abbiamo fatto politiche nazionali per favorire gli investimenti e rendere le regole del lavoro più chiare ma questo non è bastato perché in Ciociaria c’è bisogno di un sal to di qualità diverso».

A cosa si riferisce?
«Il nostro è un territorio abbandonato da troppi anni e fortemente minato dalla crisi economica che ha depauperato il nostro comparto industriale. Sia le grandi aziende che le medie e piccole sono in difficoltà e basta percorrere l’autostrada per rendersene conto. Non dò sempre la colpa ai politici perché penso che a riflettere debba essere la classe dirigente nel suo complesso. Anche le associazioni di categoria non hanno saputo creare reti d’impresa per accedere ai fondi europei, non hanno saputo creare associazioni temporanee per i bandi dell’area Videocon, non hanno saputo approfittare degli 80 milioni dell’area di crisi. Insom ma la politica può attivare gli strumenti ma se l’altra parte della classe dirigente non fa la sua parte, lo sforzo si vanifica».

Amazon intanto è a Rieti, vuoi vedere che è quello il modello di riferimento per la Ciociaria (che pure in fatto di industrializzazione dovrebbe dare lezioni a tutto il Centro-Sud)?
«Non so delle motivazioni di Amazon. Ma, di sicuro, a Rieti hanno modultato un accordo di programma facendo bandi da 4 milioni di euro a cui possono partecipare pmi del territorio. Qui da noi abbiamo previsto dei contratti da 20 milioni di eu ro e, quindi, hanno concorso solo quattro grandi realtà, di cui due ammesse. Ma non vedo investimenti».

Mica si può restare con le mani in mano…
«Certo che no. Io lavorerò affinché si possa rimodulare l’accordo di programma per l’area di crisi Frosinone-Anagni ma con bandi di minore valore». Va detto che delle sorti dell’accordo di programma per l’area di crisi Frosinone-Anagni s’è tornato a parlare proprio ad inizio marzo al Ministero dello Sviluppo Economico ed alla Regione Lazio. Il Comitato tecnico che dovrà tornare a riunirsi nelle prossime settimane è composto da un rappresentante per ogni assessorato regionale competente in materia di lavoro, formazione, sviluppo economico, ambien – te, bilancio e agricoltura; un rappresentante delle organizzazioni sindacali e un rappresentante delle organizzazioni datoriali più rappresentative.

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