Il male del nostro territorio ha nomi precisi (di A.Baldassarra – Ceo Seeweb)

Antonio Baldassarra

CEO & founder Seeweb

Ho letto l’interessante articolo ‘Politici non pervenuti, e se toccasse agli imprenditori…‘ (leggi qui) . Non faccio parte sicuramente dei grandi imprenditori illuminati che hanno dato lustro alla nostra terra, diciamo banalmente che sono tra quelli che, avendo iniziato qui, si ostinano tra non poche difficoltà a rimanervi.

Se mi chiedessero, tra i posti nei quali faccio impresa, quello che preferisco dovrei onestamente dire che Frosinone è sicuramente il posto più “ostile” e meno conveniente dove farlo.

E quindi la prima cosa che ti chiedo è, almeno tu, non usare la solita frase: “dobbiamo attrarre investimenti nella nostra terra“. Cominciamo col chiederci perché gli stessi imprenditori del territorio trovano così inappropriato investirvi.

E non concordo nemmeno nella tua chiamata “alle armi” rivolta agli imprenditori. Storicamente le “discese in campo” degli imprenditori hanno finito, nell’intento di curare i propri spiccioli interessi personali, a nuocere sia alle imprese, sia alla politica, sia alla collettività.

Il “male” del nostro territorio (che poi è anche il male dell’Italia se non con piccole eccezioni) siamo noi, noi tutti… politici, imprenditori, cittadini. Ognuno di noi che non fa tutto quello che è nelle condizioni di fare senza celarsi dietro facili alibi, o peggio, girandosi dall’altra parte è il responsabile.

Tutte le mattine, quando parto da Sora per andare in azienda nell’area industriale di Frosinone, vedo decine di motivi ognuno dei quali giustifica perfettamente il degrado e l’abbandono della nostra terra. E ognuno di questi ha un preciso responsabile, a volte con nome e cognome.

Cominciamo da questo, cominciamo da noi e dalle nostre mancanze.

Cominciamo dall’evitare di lanciare per strada la busta dell’immondizia, cominciamo con il chiederci chi non fa la manutenzione del ciglio stradale, chi non fa quella delle strade, chi dovrebbe essere responsabile delle infrastrutture e le lascia nel più totale abbandono.

Cominciamo dalle cose banali, non esistono le grandi strategie senza le piccole quotidiane tattiche per conseguirle.

E cominciamo dal diffidare da chi ci dice: “non abbiamo soldi“. E’ il più grande alibi di sempre. Tutti hanno “troppi” soldi per i risultati che producono: o tagliamo i soldi o pretendiamo risultati all’altezza della spesa.

Tu hai una posizione privilegiata e, per ognuna di queste mancanze, puoi mettere con le spalle al muro chi ne è responsabile sia esso un politico, un imprenditore, un funzionario, un cittadino.

Non abbiamo bisogno di eroi, abbiamo bisogno di gente di buon senso che faccia il proprio lavoro con amor proprio, passione e dedizione partendo dall’essere cittadino.

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