Ex assessore Martini, fuori i nomi

Mettiamo subito le cose in chiaro: non siamo politici e non adotteremo il linguaggio doppio della politica. Siamo Giornalisti e per questo useremo il linguaggio che ci è proprio: quello della chiarezza.
Fuori i nomi. Lo diciamo all’ex assessore comunale di Frosinone Stefania Martini. Tiri fuori i nomi dei nostri suggeritori occulti. E fuori le prove che siamo al loro servizio: quale è la somma, il bene, l’utilità con la quale vengono pagati i nostri servigi. 
Metto a disposizione della Guardia di Finanza di Frosinone tutti i miei conti correnti e quelli dei miei familiari, da oggi e per qualsiasi periodo di tempo Lei chiederà. 
Fuori i nomi dei suggeritori. E fuori il prezzo dell’infamia. 
Dopo trenta anni, vuole che vada a giocarmi la faccia per trenta, o per trecento, o tremila denari? A differenza di tanti politici, io una faccia ce l’ho ancora. E la metto sul blog e su ogni cosa che faccio.
Le uniche bufale che pascolano da queste parti sono le sue accuse. Per tre ordini di motivi: 1) Se prima di scrivere avesse letto tutto quello che c’è nel blog avrebbe scoperto che su queste pagine non abbiamo risparmiato nessuno; non abbiamo fatto sconti a nessuna delle anime del Pd, raccontando cose che tutti avrebbero preferito restassero sotto traccia. Allo stesso modo scoprirà che non abbiamo fatto sconti a nessuna delle anime di Forza Italia e di Ncd e delle altre parti politiche. Protestano e si lamentano tutti. Significa che stiamo facendo bene il nostro lavoro. 2) Non ho scritto io l’articolo che ha provocato la sua accusa di essere manovrato da un ‘suggeritore’: è scritto in maniera molto chiara. Prima di sparare nel mucchio prenda la mira: eviterà di fare vittime innocenti. 3) Il mio obiettivo sarebbe quello di “mettere in difficoltà una parte di Partito“? No grazie: ci riuscite benissimo già da soli a mettervi in difficoltà. E non aggiungo dettagli per carità di Patria. E di Partito.
Se fosse vero quello che insinua lei, signora ex assessore, dovrebbero esserci troppi burattinai. Ed i fili si intreccerebbero. 
La realtà è che stiamo dando fastidio. A tanti. E più in fretta di quanto avessimo immaginato quando abbiamo iniziato questa avventura. Abbiamo già detto troppe cose che non si dovevano scrivere, abbiamo già raccontato troppi accordi che dovevano restare segreti. 
Perché il manovratore non va disturbato e gli elettori non devono capire: ma devono continuare ad andare a votare senza sapere. Tanto c’è il capobastone a dire dove bisogna mettere la croce e quale nome bisogna scrivere. E se non sei convinto, o “è il Partito che te lo chiede” o “otturati il naso e vota”.
La verità è che ha letto male, ha letto in fretta ed ha letto in maniera distratta, signora Martini. Ed ha dato giudizi. Che queste pagine, se vorrà sfogliarle, smentiscono con chiarezza.
Sappia che abbiamo rispetto massimo per la sua opinione contraria a ciò che abbiamo scritto: e se ce lo avesse comunicato attraverso la casella di posta che è a disposizione di tutti, sulla Home, in alto a destra, avremmo volentieri pubblicato anche il suo punto di vista.
Ma non lo ha fatto. Ha preferito buttarla in caciara, accusarci di essere manovrati. 
Allora faccia i nomi. Dica chi abbiamo favorito e noi le tireremo fuori il link dei fastidi che abbiamo arrecato anche a quella parte.
Fuori i nomi. Oppure taccia.
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