Da Anagni a Tex Willer: Sandro Scascitelli si racconta

Dalla Ciociaria alla corte di Sergio Bonelli. La storia di Sandro, il disegnatore che non voleva andare in fabbrica.

Marco Stanzione

Non invitatemi mai a bere...

Tex Willer e Sandro Scascitelli sono quasi coetanei, entrambi nati verso la fine degli anni ’40. Il primo è ciociaro, il secondo vive in un mondo immaginario ma più o meno in Arizona. Da una decina d’anni le loro strade si sono incrociate ed ora vanno a braccetto. Tranquilli non è un crossover di rubriche dove il sottoscritto dopo una visita in cantina per Nunc est bibendum si mette a scrivere idiozie in preda ai fumi dell’alcol.

Siamo su Outsiders ma la storia di oggi va a ritroso nei decenni, parte da Anagni e incontra il mito. Il mito in questione è Tex Willer, il protagonista della storica serie di fumetti, il nostro racconto però è dedicato ad una persona che nell’ultimo decennio ha dedicato la sua vita a disegnarlo Tex: Sandro Scascitelli.

Il mito: Tex Willer

Sandro è ciociaro DOC, nato ad Anagni e lì residente ma il cammino che l’ha portato alla corte di Sergio Bonelli parte nei primi anni ’60 del secolo scorso.

“All’epoca ad Anagni l’unica possibilità per coltivare il disegno era l’Istituto d’Arte anche se la specializzazione finale era in maestro del rame sbalzato, cesellato e del ferro battuto. Un diploma che, sul nostro territorio, ti portava quasi inesorabilmente a lavorare in una delle tante fabbriche trasferite sul nostro territorio dalla Cassa per il Mezzogiorno”

Futuro in fabbrica? Giammai!

Piuttosto faccio il pendolare! Disse. E treno fu, per tre anni, direzione Capitale per frequentare l’Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione. Entrando nel mondo dei cartoni animati prima, della tv poi.

Per qualche anno ho partecipato alla realizzazione di spot pubblicitari televisivi e lavori cinematografici. Ma in Italia in questo settore c’era poco spazio e quindi negli anni ’70 dovetti trovare impiego nei fumetti che invece offrivano varie opportunità di lavoro. Ho cominciato a disegnare solo a matita dato che non avevo alcuna esperienza nel settore, allora non esistevano le scuole di fumetto, si imparava tutto sul campo”.

E sul campo Sandro ha fatto la sua gavetta: palestre di vita come il Cartoon Studio di Roma diretto da Felmang  o la CEPES dove si realizzava la Storia di Roma e delle Antiche Civiltà Mediterranee. Poi alla Lancio con una cinquantina di racconti pubblicati su Lanciostory e Skorpio, fino ad arrivare  alla Comic Art diretta da Rinaldo Traini. Dove, oltre ad inchiostro e china Sandro portò con se una buona dose di tradizione Ciociara. Propose infatti a Rinaldo una serie di 15 episodi sul Brigantaggio Ciociaro che vennero pubblicati sulla prestigiosa rivista l’Eternauta.

Arriva poi a disegnare per la Mondadori-DeAgostini  due episodi de “I Grandi Miti Greci” ideata da Luciano De Crescenzo, insomma, un’escalation niente male per il giovane che non voleva andare in fabbrica!

Sergio Bonelli e Tex Willer, soggezione e rispetto.

Tex Willer visto da Sandro Scascitelli

Sergio Scascitelli diventa una garanzia e viene così assoldato dalla prestigiosa Sergio Bonelli Editore per disegnare quello che era ed è un vero e proprio culto per gli amanti dei fumetti, Tex. Chissà la matita quanto pesava.

“L’importanza del personaggio all’inizio mette un po’ di soggezione , stiamo parlando di una serie che va avanti da più di settant’anni e che ha visto all’opera grandi maestri del fumetto”.

Ma oltre la soggezione c’è la responsabilità, quella che si deve ad un mito: “Indubbiamente un onore ma anche un onere, sia nei confronti di tutto quello che il mitico ranger è stato fino ad oggi, sia nei confronti dei lettori. E i lettori dei Tex sono fedeli, appassionati ed esigenti. Pian piano ho preso le giuste misure e la tensione è diminuita col passare del tempo  ma ho sempre cercato di mantenere intatta l’attenzione e il rispetto che questo personaggio richiede”.

Il fumettista di Provincia

Sandro Scascitelli, in mezzo

Sandro ormai è diventato un punto fermo del team Sergio Bonelli, collabora al fumetto Tex da più di dieci anni ma resta saldamente ancorato alla provincia di Frosinone, alla sua amata Anagni dove vive e lavora.

Oggi questo è possibile perché la tecnologia lo permette, ma dalla Città dei Papi ne ha fatti Sandro di chilometri: “Gli anni da pendolare mi hanno forgiato ma oggi lavoro per Bonelli senza essere mai andato nella loro azienda a Milano!”.

Può dunque un giovane costruire il proprio percorso lavorativo in questo ambito senza fare il pendolare? “Non in senso stretto, gavetta ed esperienza servono però vivere in provincia oggi credo che non sia più limitante come lo era anni fa. Questo poteva essere vero ai miei tempi, oggi credo che con la tecnologia a disposizione ci si possa affacciare e proporre dove si vuole”.

Addirittura può essere un qualcosa di unico: Secondo me vivere e lavorare nel paese d’origine può anche costituire un tratto distintivo, addirittura una particolarità da sfruttare a proprio vantaggio e a vantaggio del territorio stesso”. E se lo dice chi disegna Tex…

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