La magia dell’acqua frizzante (il Duro del weekend)

Luciano Duro

Narratore e Sognatore

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Luciano Duro
di LUCIANO DURO
Narratore e Sognatore

 

Eccomi seduto davanti al tavolo, in una calda sera di luglio, nella casa di Piazza Boncompagni, dove sono nato. Alle dieci, tra qualche ora, tornerà mio padre dal turno pomeridiano, il vino rosso ed il cocomero sono già nel fresco della bagnarola con un grande pezzo di ghiaccio dalla forma perfetta di parallelepipede. Quando tornerà, la prima cosa che farà per placare l’arsura, un lungo sorso, alla bottiglia, di acqua frizzante, fresca, di quella che lascia un leggero, piacevole, ma breve, “friccichio” in gola. La bottiglia di vetro verde, da un litro, con agganciato al collo, il tappo di porcellana, fornito di guarnizione di gomma, è piena di acqua che ho già preso alla fontana sotto casa.

Le polveri Alberani con quella scatola di un bel verdone aggressivo mi affascina, è come una magia, una reazione chimica che trasforma la normale acqua di fonte in una dissetante bibita frizzante. Alcuni, come lo zio Antonio, usano l’Idrolitina, forse per una imposizione della zia perchè la scatola contiene anche i punti Star. Mio padre, preferisce Alberani, l’altra, sostiene, che abbia un eccessivo gusto salino, io non trovo differenza.

La preparazione richiede una tecnica raffinata e una certa destrezza ed attenzione. Le due bustine sono numerate e di diverso colore, la prima una volta versata bastano pochi secondi e la polvere si scioglie, come inghiottita voracemente dall’acqua, la seconda è più problematica, provoca una vulcanica reazione nella bottiglia e bisogna chiudere subito ed ermeticamente il tappo, premendo su di esso con forza, per impedire l’uscita della ribollente acqua, ma anche la fuga dei gas. Mia madre durante la preparazione mi fa allontanare perché dice che è pericoloso, ha sentito al mercato che una bottiglia è deflagrata come una bomba ferendo al viso un uomo.

Trascorrono tre minuti, il tempo necessario e l’acqua frizzante è pronta, ora bisogna metterla in fresco. L’Idrolitina e meno esplosiva e più docile, si può anche agitare per favorire lo scioglimento delle polveri. Su quella scatola gialla c’è in evidenza una sorta di poesia che mi diverte molto. Gli zii, quando sono a pranzo da loro, mi fanno salire sulla sedia per ripeterla, ridono del modo di atteggiarmi, del recitare con una grazia esagerata e innaturale, tipico di chi intende ottenere qualche concessione, infatti ci guadagno venti lire e un bicchiere d’acqua frizzante, corretta con una lacrima di vino, così mi presto volentieri:

Diceva l’oste al vino, tu mi diventi vecchio, ti voglio maritare, all’acqua del mio secchio. Rispose il vino all’oste,fai le pubblicazioni. sposo l’Idrolitina, del cavalier Gazzoni !”.

Tra poco la sirena della fabbrica annuncerà il passaggio al turno successivo e mio padre sta tornando pensando già a quel lungo sorso, alla bottiglia, perché c’è più gusto, andrà in bagno, indosserà il pigiama e si accomoderà a tavola: la cena, la brocca del vino rosso con dentro le pesche e la frizzante Alberani.

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