Come ti avveleno il Calcio (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Giovanni Lanzi

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

Tappatevi il naso e tirate a campare finché il pallone rotola. Ma non bisognerà attendere molto per sentirsi prendere alla gola dai miasmi che aleggiano sul mondo del Calcio. Malato alla radice, ormai. Serie A e serie B infatti stanno rischiando concretamente di veder nascere altri casi-Parma (che hanno portato intanto alla squalifica sportiva di 5 anni del suo ex dg, Pietro Leonardi, da due stagioni riposizionato al Latina).

Con ‘nonchalance’, alla francese, per inno il famosissimo ‘The show must go on’ dei Queen. Si andrà avanti anche questa volta, in ragione delle centinaia di milioni di euro che ballano sulla porta di ingresso del Palazzo. In ragione delle tv e dei diritti ad esse connessi, anche stavolta i… rovesci verranno ingurgitati.

Le truppe cammellate, – avvocati di tutte le specie, borsa in mano, giacca e cravatta e una arringa (doppia r, non è un errore) – stanno già affilando gli articoli, modellando i codici – civile, penale e sportivo che sia – ad uso e consumo dei loro assistiti. Per cercare di restare aggrovigliati al ventre di vacca del calcio italiota. Si disse che il Calcio aveva bisogno di onorabilità. Ma l’’Anno Zero deve ancora arrivare se i risultati sono questi sotto gli occhi. Il presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, si era battuto per far passare questo principio-cardine ma evidentemente ha trovato resistenze.

 

UBI MAIOR…
In serie A a Crotone, risultato sportivo a parte (il ds Ursino disse a luglio “non faremo come il Frosinone..”, bontà sua sono già nella fossa con tutti e due i piedi con la partecipazione straordinaria di due ex giallazzurri, Tonev e Rosi) ci sono problemi serissimi per la proprietà: nel prossimo mese di dicembre si discuterà sul sequestro delle azioni della famiglia Vrenna, patron storici del club e padri putativi del calcio rossoblu da quelle parti. Con loro il Crotone è diventato grande, con loro rischia di non finire il campionato anche se l’’esercizio provvisorio è una ciambella di salvataggio buona (solo) per il calcio. Per Raffaele e Giovanni Vrenna infatti sono stati chiesti 2 anni e 6 mesi nello scorso settembre per una storia di intestazione fittizie di beni, reato che secondo l’’accusa sarebbe stato perpetrato quando i due erano sotto indagine.

Grazie all’’ex procuratore della Repubblica di Crotone, il dottor Tricoli, per il quale – intestatario di quei beni dopo la meritatissima pensione – è stata chiesta la condanna ad un anno e 8 mesi. Beninteso: un giochetto che, se fosse davvero accertato nei fatti (ma in Italia si sono tre gradi di giudizio, servirebbe un referendum anche per la Giustizia…) al di là del calcio non è affatto ad uso e consumo del solo ambiente crotonese. Il discrimine in quel caso è l’’indagine della Procura: lì si muove la Dda di Catanzaro guidata da un tale Nicola Gratteri. Altrove magari un magistrato di belle speranze. In A quindi tutti in attesa di capire quale la sarà la fine del Crotone che comunque calcisticamente è già andato (non libererà posto a nessuno) e oltre la vittoria col Chievo ha preso le briciole.

 

… MINOR NON CESSAT
Se Sparta piange, Atene non ride. In serie B al momento le situazioni particolari riguardano due squadre (Pisa e Latina) mentre l’’Ascoli ha il problema relativo alla struttura che ospita le gare interne.

Houston, abbiamo un problema: ma se per l’’iscrizione ai campionati, nel papiro richiesto dalle Leghe di competenza, c’’è anche l’’agibilità della struttura, quella dell’’Ascoli (14 punti) è saltata forse alla vista dell’’organismo competente? Perché il problema dell’’agibilità del ‘Del Duca’ pare riporti già al 2015, mese di giugno per una presunta inidoneità statica dell’impianto (problemi sulla tribuna Est e sulla curva Sud ben prima degli eventi sismici). Poi ci sono stati anche tre terremoti distinti tra loro (24 agosto, 26-27 ottobre e 31 ottobre scorsi) ma come detto il problema sembra essere antecedente. Anche qui cavilli e codicilli alzeranno nebbia sulla vicenda. L’’Ascoli si è comunque iscritta regolarmente.

Poi ci sono le squadre che rischiano di falsare il campionato. La questione del Pisa (15 punti) ha dell’incredibile: un club senza timone, iscritto regolarmente al campionato, senza fare la preparazione precampionato, senza fare mercato, con un allenatore-totem (Gattuso) che prima era fuggito e poi è tornato ed una banda di baldi giovani che chiedono ‘sesterzi’ mentre la società presunta tira dritto.… In tutto questo discorso ci ha rimesso ad esempio il Frosinone (0-0 al Comunale) che ha incontrato i neroazzurri quando viaggiavano con l’’illusione che il facoltoso finanziere d’’assalto Pablo Dana (riferimento di un Fondo di Dubai) desse seguito al preaccordo con il figlio del patron Petroni (il padre impossibilitato a firmare perché ai domiciliari aveva ceduto al figlio poco più che ventenne). E ci ha rimesso pesantemente chi ha perso col Pisa, come lo stesso Ascoli, il Brescia e il Novara.

La cosa buffa – che dovrebbe far inalberare gli altri presidenti della serie cadetta, almeno quelli che fanno della trasparenza il loro cavallo di battaglia – è che il presidente della Lega di serie B, Andrea Abodi, sta svolgendo di fatto le funzioni di ‘advisor’: in sostanza sta cercando grazie ad un lavoro di relazioni sicuramente impagabile (se il suo ruolo non fosse super-partes…) acquirenti per il Pisa. Il prossimo 23 novembre scade l’’offerta per l’’acquisto del club che ha visto sfilarsi il Fondo di Dubai e che vede in pista 3 cordate: il gruppo Magico srl della famiglia Colombo, Ipm del Gruppo Ruggeri e la Gunther Reforme Holding spa di Maurizio Mian, ex presidente nerazzurro.

Abodi ha dichiarato: «Le cose stanno andando nella giusta direzione…». A questo punto, se davvero valesse questo principio di mutualità tra un massimo esponente di categoria e un associato, anche una impresa artigianale, un’’azienda piccola, media o grande che versa in difficoltà potrà esigere il salvataggio.

Arriviamo ai ‘cuginastri’ del Latina (16 punti). Una polveriera dopo la quindicina di arresti dei giorni scorsi dell’’operazione ‘Olimpia’ e la richiesta di arresto per il patron di fatto del club, il deputato di Fratelli d’Italia, il dottor Pasquale Maietta, ex calciatore del Ceccano ai tempi della serie D. E’ di queste ore il blocco di quote del club pari a 2 milioni di euro. La macchina amministrativa rischia di bloccarsi. Con innegabili ripercussioni sui fatti di calcio. E da quanto emerge nelle carte, il club neroazzurro si sarebbe iscritto alla stagione 2014-’15 (dopo aver fallito la promozione in A nella finale col Cesena) grazie ad una cospicua iniezione di danaro (600mila euro) al centro di ‘attenzione’ da parte della Guardia di Finanza.

In estate infine c’era stato – per la terza stagione di fila – il caso-Brescia. Salvato ancora grazie all’’intervento di Ubi Banca e con la benedizione dell’’onnipresente presidente di Lega, Abodi.

 

LEGA PRO… DEBITI –
Più in basso, quella che una volta era la serie C1 e C2, sono rimaste 60 squadre. Qualcosa, per ora, è cambiato rispetto agli anni scorsi quando, nelle ultime 5 stagioni, erano stati accumulati ben 243 punti di penalizzazione (stipendi e contributi non pagati, irregolarità tecnico-amministrative, condanne per illeciti ecc..): finora si contano 8 punti nei tre gironi di Lega Pro (1 al Fondi e 7 al Catania, nel girone C). Ma lieviteranno, non ci sono dubbi. Perché i veleni della putrefazione non perdonano nessuno. Ma lo spettacolo deve andare avanti…

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