Formisano prof deluso (e appiedato): «Dobbiamo rivedere le cose»

Dicono che si sia arrabbiato. E nemmeno poco. Il professor Vincenzo Formisano è vice presidente del principale istituto di credito del territorio: la Banca Popolare del Cassinate è la prima nel Lazio per creazione di valore, in base alle classifiche del 2015. E’ stato nel ristretto pool che ha ideato il nuovo modello di filiali senza porte blindate, con le nursery e le aree giochi; c’è lui dietro alla strategia di espansione che ha moltiplicato gli sportelli Bpc sul territorio in pochi anni; con il presidente (e padre) Donato Formisano è tra i più convinti nel sostenere le iniziative culturali e sportive di ogni genere «perché – sostengono – è un dovere morale e comunque anche la cultura e lo sport creano economia».

Ma questa volta qualcosa sta per rompersi. C’è chi giura di avere sentito il vice presidente commentare «E’ arrivato il momento di rivedere le cose. Dobbiamo fermarci a riflettere, soprattutto a fare due conti: non si può continuare ad investire su eventi che in poche ore bruciano grosse cifre senza restituire niente al territorio». Il commento è arrivato mentre parlavano dei prossimi campionati mondiali di corsa campestre che si disputeranno sulla pista interna al campus Folcara tra un mese. Non si riferiva a quell’evento. O non solo a quello. Il professore pare sia rimasto deluso dai risultati ottenuti con la LXVII edizione dei Campionati Nazionali Universitari  ospitati in città nel 2013.

La riflessione rubata all’economista più che al banchiere è stata «In proporzione a quello che il territorio ha dato in termini economici per ospitare quell’evento, ha ricevuto praticamente nulla: forse è possibile aiutare il territorio e l’università in maniera diversa, dirottando quei fondi verso un altro obiettivo più duraturo, come i lavori di manutenzione o una donazione con cui ampliare l’offerta didattica».

Se la riflessione verrà portata in Consiglio d’Amministrazione, Banca Popolare del Cassinate potrebbe rivedere le sue politiche di sostegno agli eventi organizzati dal Centro Universitario Sportivo. Le indiscrezioni parlano di rapporti molto freddi con l’ex rettore Ciro Attaianese, che dei Campionati Universitari fu uno dei principali sostenitori ed oggi è presidente del comitato organizzatore dei prossimi nazionali di Cross Country. Formisano jr sarebbe rimasto molto deluso dai risultati economici in termini di crescita per il territorio con i Campionati Universitari e pare e non sia convinto nemmeno dei benefici legati ai prossimi giochi.

Un giudizio che sarebbe esteso anche ad altre scelte strategiche operate dalla scorsa gestione dell’Ateneo. Una delle quali, nelle ore scorse ha costretto il professore – che fa parte del corpo docente dell’Università di Cassino – a percorrere a piedi il lungo tragitto che collega i parcheggi esterni dello stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco con la Palazzina Uffici: un incidente diplomatico (dicono quelli educati), una figuraccia (dicono gli altri). Pare che la delegazione ristretta dell’Università di Cassino che si è presentata in Campania per selezionare gli studenti vincitori di un concorso messo a punto tra Fiat Chrysler, Uniclam e Università di Napoli, abbia provato a varcare i cancelli dello stabilimento di Pomigliano a bordo della Bmw d’istituto comprata su indicazione dell’allora rettore Ciro Attaianese, ignorando chi gli faceva notare la questione di opportunità, considerati i rapporti con il vicino stabilimento di Piedimonte: negli stabilimenti ex Fiat possono entrare solo auto del gruppo, non dei marchi concorrenti. «Un altro regalo di Ciro» ha sbottato il prof.

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