La Consulta: «Chi vuole mandare via Acea si faccia avanti»

Chi vuole mandare via Acea si faccia avanti. Ma l’impressione è che adesso il gioco sia ‘a chi resta in mano il cerino acceso?‘.

Su un fronte ci sono i sindaci che vogliono chiudere l’esperienza con Acea. Sull’altro ci sono i sindaci che vogliono farlo ma sostengono che non ci siano le condizioni. Né tecniche né giuridiche.

E oggi, per decidere cosa fare, si è riunita la Consulta d’Ambito. E’ l’organismo ristretto che deve preparare i lavori per l’assemblea dei Comuni serviti dal gestore idrico romano.

Ha stabilito che chi vuole rompere con Acea deve preparare la delibera e portarla in aula per farla discutere e approvare. Ci si vede entro il 15 novembre.

Perché è un gioco a chi si scotta? Perché chi sbaglia paga. Forse pagheranno i cittadini, come sempre. Ma almeno ci sarà nome e cognome di chi ha scelto di imboccare una strada. E chi ha deciso di prenderne un’altra.

Per capire. Durante l’assemblea di febbraio i sindaci hanno fatto una serie di contestazioni ad Acea concedendogli 180 giorni per adempiere. Poi, nella scorsa assemblea, un paio di settimana fa, la maggioranza dei sindaci ha respinto le tesi di Acea. E anche quelle dei consulenti che loro stessi avevano incaricato. Tecnici e avvocati dicevano che Acea ha adempiuto, la situazione non è come sei mesi fa e non ci sono le condizioni per rompere il contratto.

Il presidente Pompeo e buona parte del centrosinistra sono convinti che in questo modo si stia andando incontro ad un contenzioso milionario. Perché Acea deve avere circa 180 milioni di euro già riconosciuti dall’autorità che fissa le tariffe. Colpa dei ritardi accumulati dai sindaci nel fare la loro parte e che hanno determinato i famigerati conguagli che oggi abbiamo in bolletta. E poi deve avere i soldi per gli investimenti fatti e non ammortizzati. In attesa del nuovo gestore, Acea resterebbe a Frosinone da 6 mesi a due anni. Una volta andata via, nulla può vietargli di partecipare alla gara per riassegnare il servizio. E considerato che è uno dei principali player in Europa, potrebbe rientrare dalla porte dopo essere stata gettata dalla finestra. Con le tasche piene.

Il presidente Antonio Pompeo (al quale la volta scorsa era stato lasciato il cerino) oggi lo ha passato a Nicola Ottaviani ed agli altri sindaci di centrodestra che vogliono rompere. E in sostanza gli ha detto: bene, mettete a punto la delibera e portatela.

Ottaviani ha accettato la sfida. E prima di metà novembre ha detto che porterà in votazione il testo.

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