«Aiutare le imprese significa fare l’interesse dell’Italia».

Foto © Imagoeconomica, Sergio Oliverio

Il richiamo della foresta di Silvio Berlusconi: «Sarebbe assurdo escludere da questo un'azienda come Fca. Contributi a fondo perduto alle industrie, ai commercianti e agli artigiani, ai professionisti e al lavoro autonomo per recuperare almeno una parte dei mancati introiti. Occorre, poi, un anno sabbatico del fisco: cioè nessuna imposta e sanzione per tutto il 2020»

Il suo richiamo della foresta è quello per il mondo imprenditoriale, perché lui, Silvio Berlusconi, è un imprenditore prima di essere anche un politico. Per questo in un’intervista radiofonica su Rtl 102,5, il fondatore di Forza Italia ha detto: «Oggi aiutare le imprese non significa fare un piacere alle aziende o ai loro proprietari, vuol dire fare l’interesse dell’Italia, salvaguardando il nostro sistema produttivo».

Il riferimento del leader di Forza Italia è a Fca. Infatti ha spiegato: «Sarebbe assurdo escludere da questo un’azienda come Fca, una grande impresa con una forte componente italiana, che ha molti stabilimenti in Italia, che dà lavoro a moltissime persone in Italia, direttamente e attraverso l’indotto, che paga le tasse in Italia».

Anche io ho la sede in Olanda

Silvio Berlusconi Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

Ancora: «Il fatto di avere la sede legale in Olanda non significa nulla. Del resto anche una nuova società del gruppo che ho fondato, come molte altre grandi società italiane, ha da poco trasferito la sua sede legale in Olanda. Questo non per ottenere vantaggi fiscali, come spesso viene raccontato, visto che le tasse continueranno ad essere pagate in Italia, ma perché la legge olandese tutela meglio, nelle società quotate, il ruolo dell’azionista di maggioranza rispetto a possibili scalate o turbative.

È una scelta nell’interesse della stabilità societaria. Una scelta con nulla toglie all’italianità dell’azienda, del suo lavoro e dei suoi prodotti. Quello che deve essere chiaro, comunque, è che con queste garanzie dello Stato alle banche sui prestiti nei confronti delle aziende, non si tratta di favorire questo o quello, si tratta di sostenere l’economia del nostro Paese e di salvaguardare la piena occupazione che per me è un bene pubblico inderogabile. Questo è nell’interesse di tutti noi e servirà a rendere meno aspra la crisi, a restituire la speranza e a rendere più vicina la ripresa».

La strada della ripresa

Silvio Berlusconi © Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica

Nelle stesse ore, sempre da imprenditore, Berlusconi aveva indicato la strada per la ripresa. Rilevando: «Innanzitutto contributi a fondo perduto alle industrie, ai commercianti e agli artigiani, ai professionisti e al lavoro autonomo per recuperare almeno una parte dei mancati introiti. Occorre, poi, un anno sabbatico del fisco: cioè nessuna imposta e sanzione per tutto il 2020. Occorre che la cassa di integrazione sia versata subito.

Per aprire i cantieri delle opere pubbliche e delle costruzioni private (l’edilizia a marzo ha subito una flessione del 35,4%) occorre abolire le autorizzazioni preventive passando ai controlli ex-post dei Comuni. E infine nel caso di contagi in una azienda bisogna introdurre uno scudo penale per i datori di lavoro che hanno rispettato le norme sanitarie.

E poi ci sono molti altri interventi per giustizia, scuole paritarie, turismo, agricoltura, disabili».

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