Strade spianate agli alfaniani. Ma c’è chi mastica amaro

Ci manca solo che si mettano in macchina e li vadano a cercare sulla strada per caricarli. E riportarli a casa. Le porte di Forza Italia sono spalancate per tutti i fuoriusciti. (E noi lo avevamo detto: leggi qui)

Mario Abbruzzese ha detto che le strade sono spianate «per chi intende aderire al nuovo progetto, senza dimenticare però la storia e il “vissuto” di chi è sempre rimasto nel Partito». L’input gli è arrivato l’altro giorno durante l’incontro che ha avuto con Antonio Tajani, al quale la sollecitazione era arrivata direttamente da Silvio Berlusconi.

Angelino Alfano lo sa e in queste ore ha alzato le difese. «Ci attendono mesi faticosi. Dopo tutte le aggressioni di questi mesi, adesso sono arrivati all’aggressione finale: quella pre-elettorale».

Gli fa eco da Cassino l’ex vice sindaco Michele Nardone che prepara la sua candidatura a Montecitorio. «Ce lo aspettavamo, sapevamo benissimo che un centro moderato, unito, punto d’equilibrio per entrambi gli schieramenti, avrebbe dato fastidio. Allo stesso modo sappiamo bene che nei prossimi giorni lo scontro si alzerà e ci saranno altre defezioni. Non c’è futuro guardando al passato. Non saremo la “bad company” di qualcos’altro. Preferisco pensare all’autunno, a quando scenderà in campo quella che Alfano chiama la squadra titolare. Perché noi ci saremo. E conteremo».

Chi non vede di buon occhio la strada del rientro così libera e spianata è Samuel Battaglini. L’ispiratore di una delle liste di Nicola Ottaviani alle recenti Comunali ha recitato il de profundis per Alternativa Popolare, scrivendo che «il già NCD, è morto, defunto ed i protagonisti scappano addirittura prima del funerale. Spero che questi transfughi che non conoscono la dignità trovino la porta del Presidente Berlusconi chiusa, blindata».

Lo bacchetta l’ex assessore comunale di Frosinone Daniele Coalsanti, che è vicino al laeader regionale di Aternativa Popolare, Alfredo Pallone. « La Politica – sostiene Colasanti – quella vera, da sempre, è arte della mediazione… delle tesi e della sintesi e giammai dell’inutile scontro per gonfiare un effimero consenso. L’Italia democratica, post guerra, ha costruito un benessere inimmaginabile ai più che, guarda caso, ha iniziato il suo declino con la fine del proporzionale e l’inizio dell’era del maggioritario, con le opposte “fazioni” a scontrarsi su tutto. Per essere un buon politico, caro Samuel, e avere la possibilità di “crescere”, occorre imparare fin da subito che la mediazione è la via. Ricorda: in medio stat virtus!»

C’è il problema del confronto spigoloso avvenuto nel corso di questi anni. Come è normale quando si sta su fronti opposti. Battaglini ribatte «Concordo sulla mediazione, meno sul resto. Alfano e gli “alfaniani” hanno sputato su Berlusconi, su Forza Italia e sul centrodestra. Pensavano che Renzi avrebbe governato per vent’anni, ma hanno fatto male i conti. Ora cosa dovremmo fare? Farli salire sul carro che sta avanzando?»

Colasanti chiarisce «Non esistono carri… con gente sopra e gente sotto. Esiste un paese… che va spinto in avanti. Tutti giù a spingere… chi sale sul carro non è meno coglione di chi guida il carro e di quelli che stanno già sopra. Il paese non è una strada dove si sfidano i carri. Il paese è il carro e i politici… Tutti… sono i buoi che lo tirano».

In tutto questo, il coordinatore regionale Alfredo Pallone? E’ all’estero per un convegno sul futuro dell’Aerospaziale. Ne attende il rientro per concordare la strategia il vice presidente della Provincia Andrea Amata. Gli altri ‘colonnelli’? Tace Ernesto Tersigni con il quale i rapporti si sono raffreddati dalle scorse Comunali di Frosinone. Ha smesso di frequentare il fronte il presidente emerito della Provincia Giuseppe Patrizi. Parla solo con Beatrice Lorenzin il consigliere provinciale Massimiliano Mignanelli.

L’autunno è distante.

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