La collera di Alfieri: «A Cassino, o dentro o fuori dal Pd»

O dentro o fuori dal Pd. Anche Domenico Alfieri dice basta al caos nel circolo di Cassino (leggi qui Capolinea Cassino, il Pd si arrende). Una situazione che nelle ore scorse ha portato il segretario provinciale Simone Costanzo a dimettersi dall’incarico di commissario per «assenza delle condizioni minime di agibilità politica». (Leggi qui le dimissioni di Costanzo)

Alfieri è l’altro commissario che insieme a Costanzo stava tentando di gestire la situazione, costruire le condizioni per pacificare il Circolo. Provare a reincollare i cocci di un Partito finito in frantumi.

Ma il suo approccio è diverso da quello del Segretario. «Non mi dimetterò dal ruolo di commissario, anzi affronterò con ancora più determinazione le problematiche inerenti il Circolo».

Metodo diverso ma sintonia totale con il Segretario Provinciale: «Esprimo solidarietà all’amico Simone Costanzo. Comprendendo che non è facile affrontare alcune situazioni e comportamenti».

Il presidente provinciale del Partito denuncia il tentativo di creare un caso, sul tesseramento in città. «Non ci sto al fatto che venga buttato fango sul Pd. Non ci sto al tentativo di costituire ad arte storie su un presunto tesseramento anomalo. Non esiste. Sono voci che hanno come unico obiettivo di buttarla in caciara. Due anni fa nessuno si scandalizzava per il tesseramento a Cassino eppure era più alto di quest’anno. Il tesseramento a Cassino si è svolto come in tutto il resto della provincia di Frosinone: nella massima libertà e trasparenza».

C’è però il fatto che nessuno abbia visto code davanti alla Sezione per andare a sottoscrivere la tessera. «Personalmente ho assistito ad un’iniziativa di Giuseppe Golini Petrarcone e Marino Fardelli. Dinanzi ai miei occhi, duecento cittadini si sono iscritti ai banchi pubblici che loro hanno organizzato in strada».

Alfieri indica la strada. La soluzione per Cassino c’è. Ma ci vuole coraggio perché potrebbe avere conseguenze laceranti. «Nei prossimi giorni convocherò un direttivo di Circolo dove proporrò, concertandolo con il Segretario Provinciale, una data per lo svolgimento del congresso cittadino».

Chi vuole starci, ci sta. Chi no, resti fuori. Perchè, quello che non dice Alfieri è nascosto tra le righe: qualcuno vuole buttarla in caciara proprio per evitare che si arrivi al congresso. E ci si conti. Determinando una maggioranza ed una minoranza interne.

Ora però la strada è indicata: o dentro o fuori dal Pd.

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