Il buio della coscienza e la lampada che l’illumina (di P. Alviti)

Potremmo essere accecati dall’ira, dalla rabbia o dall’avidità, dalla passione, dalla superbia e così le nostre capacità di giudizio andrebbero per aria. Insomma è come se fossimo ciechi e non ci accorgessimo di quello che ci accade attorno. Ecco allora che...

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Lampada ai miei passi. Il Signore illumina i ciechi – Il collirio della fede

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Cosa capiamo di ciò che ci accade?

Siamo spesso chiamati a decidere, anche di cose importantissime, che riguardano magari la nostra vita o anche quella di altri ma potremmo in quel momento non essere capaci di guardare con attenzione, di capire pienamente le implicazioni dei nostri gesti.

Potremmo essere accecati dall’ira, dalla rabbia o dall’avidità, dalla passione, dalla superbia e così le nostre capacità di giudizio andrebbero per aria, potremmo scambiare il male con il bene.

Potremmo addirittura pensare di vedere, di capire, e perciò di seguire la strada giusta quando invece non siamo altro che ciechi: questo può accadere alla nostra coscienza che invece di discernere il bene dal male e guidare così le nostre azioni potrebbe essere talmente condizionata da eventi, culture, modi di pensare, tradizioni, spinte conformistiche da spingerci a compiere atti malvagi piuttosto che aiutarci invece ad evitare il male.

Tutta la sapienza antica (Omero, Tiresia, Edipo sono o diventano ciechi…) si interrogava sulla capacità dell’uomo di riuscire a discernere bene le situazioni della vita e a scoprire invece gli inganni di cui è piena la nostra esistenza per cui riteniamo più importante avere cose piuttosto che relazioni, oggetti invece che affetti. posizioni di dominio piuttosto che renderci utili agli altri.

Insomma è come se fossimo ciechi e non ci accorgessimo di quello che ci accade attorno.

E può anche succedere che ci abituiamo talmente a questa condizione terribile che non ci accorgiamo di essere sprofondati nei comportamenti malvagi, li mettiamo in pratica non percependone più la gravità.

Insomma avrebbe ragione il padre Dante: staremmo nella selva oscura, senza nemmeno saperlo.

Ecco allora la Parola di Dio, lampada ai nostri passi, collirio della fede sugli occhi chiusi dalle malattie dello spirito, dell’essenza dell’uomo, di ciò che lo fa essere un uomo. Quel collirio ci aiuta a vedere, a capire, a discernere, finalmente, il bene dal male, ad essere, appunto, uomini degni di questo nome.

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