Segnali di rottura: ad Anagni c’è aria di campagna elettorale (di F.Ducato)

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

 

di Franco DUCATO
Conte del Piglio
(ma non) in Purezza

 

 

Ad Anagni è cominciata la campagna elettorale. Con due anni di anticipo sulla scadenza naturale della consiliatura i gruppi cominciano a misurare il proprio peso politico in vista delle elezioni del 2019.

Non si può interpretare altrimenti quello che è successo nell’ultimo consiglio comunale. Un’assurdità, se lo si vede in termini logici: un’assise che, dovendo approvare delle variazioni di bilancio, ascolta la relazione dell’assessore al ramo. Il quale, al netto delle cifre, dice sostanzialmente che “ i tempi difficili stanno per passare. Da ora in poi finalmente non dobbiamo più preoccuparci dei buffi lasciati da Fiorito e Noto e, anzi, possiamo cominciare a spendere per la città”.

E la maggioranza che fa? Approva. Ma con i due gruppi principali, Pd e Progetto Anagni ( il Pd addirittura per iscritto, e dunque senza nemmeno la giustificazione dell’ondata emotiva), che si smarcano in modo plateale. Che accusano la giunta ( più esattamente parte di essa) di condividere poco di quello che si fa. Di non ascoltare i consiglieri. Di fare da soli.

Uno spettacolo, durante, il consiglio, guardare le facce dei consiglieri non piddini che ascoltavano Egidio Proietti leggere un documento in cui si parlava di auspicare un “cambio di passo”, di mancanza di “condivisione” tra giunta e maggioranza, di assessori che non sentono questa “necessità”.

Facce sbigottite, sia in maggioranza che in opposizione.

Pare che, nello specifico, gli strali del Pd anagnino vadano soprattutto contro un assessore molto importante, accusato di aver voluto fare tutto da solo ( o da sola..) senza peraltro risolvere molti dei problemi di sua competenza.

Ma è chiaro che il problema è più ampio. Perché se anche Progetto Anagni dice le stesse cose, è evidente che tra maggioranza consiliare e giunta qualcosa non funziona più come prima.

E l’unica lettura possibile è quella elettorale: più di qualcuno ( anche fra quelli che non siedono in consiglio comunale, ma che vengono ad osservare cosa accade) vuole tenersi le mani libere per le prossime manovre.

E, per poterlo fare, comincia a rimarcare la distanza dalla giunta del sindaco. La cui ricandidatura, a questo punto, potrebbe non essere così sicura.

Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente” diceva Mao Tse Tung.

Che forse non conosceva Anagni. Ma è bene non esserne troppo sicuri.

 

 

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