Anche al vescovo ogni tanto gli girano

ELENA PITTIGLIO per IL MESSAGGERO ED.FROSINONE

I segnali di ripresa sono lontani. La condizione sociale peggiora per la mancanza di lavoro. E, intanto, si continua a parlare di promozione del territorio. Ma ai fatti concreti la promozione sembra non volerla nessuno. É il senso dell’intervento del vescovo di Sora Cassino Aquino Pontecorvo Gerardo Antonazzo. Che ieri, nel tradizionale scambio di auguri di Natale con gli operatori della comunicazione ha picconato gli amministratori locali.

Il vescovo Gerardo ha iniziato prima nello scattare la fotografia delle emergenze sociali del territorio diocesano per dire che «ci sono segnali di ulteriori affossamento».

«Le persone – sottolineachiedono al vescovo continuo aiuto. Ci sono intere famiglie in crisi. La crisi delle famiglie – precisa – è una crisi relazionale che diventa anche crisi economica. Cosa fare? E’ la domanda di sempre».

É a questo punto che il vescovo Antonazzo sferza gli amministratori locali.

«Si parla spesso di promozione del territorio ma siamo tutti davvero intenzionati, come amministrazioni locali, a promuovere il territorio o siamo intenzionati a promuovere giochi, giochini?»

Il pastore della diocesi fa riferimento a due precisi fatti. Il primo: la costruzione della chiesa della Sacra Famiglia a Cassino, bloccata a causa di una mancata trascrizione di un atto di esproprio per una striscia di terreno, dove insiste una baracca adibita alla vendita di frutta e verdura. Il secondo: il Progetto culturale il Cammino di Canneto.

Inizia con Cassino. «Possiamo parlare di promozione del territorio quando si rende impossibile cantierizzare la realizzazione di un complesso parrocchiale che comporta la spesa di sei milioni di euro? Io cerco una risposta». I lavori dell’opera, che deve sorgere tra via Garigliano e via Rapido a Cassino, sarebbero dovuti iniziare nel mese di giugno scorso. A bloccarli la presenza della baracca: il proprietario rivendica i soldi dell’esproprio. Secondo il comune l’esproprio sarebbe stato già pagato venti anni fa, ma agli atti non risulta la trascrizione dell’avvenuto pagamento. Il proprietario sostiene di non aver percepito nulla. In questo modo il Comune rischia di pagare due volte l’esproprio e la Diocesi di perdere i sei milioni di euro finanziati per l’opera, tre dei quali dalla Conferenza Episcopale Italiana dai fondi dell’8 per mille. «I fondi – precisa Antonazzo – rischiano di essere revocati per la scadenza dei termini. Mica si possono tenere bloccati all’infinito».

Passa, poi, al secondo esempio. «Possiamo parlare di promozione del territorio se teniamo conto che la diocesi sta promuovendo da tempo il progetto culturale denominato il Cammino di Canneto; un grande parco culturale sostenuto anche dalla Cei. Dei 40 sindaci della diocesi appartenenti alla Regione Lazio dovendo, a tale scopo, produrre una Delibera di consiglio comunale per accompagnare l’istanza presso la Regione al fine di far acquisire tale Cammino nella Legge regionale che sta per essere portata alla discussione definitiva, ad oggi solo 6 Consigli comunali hanno prodotto tale Delibera. Nonostante gli incontri e le spiegazioni date», ha chiosato al termine il vescovo Gerardo .

Foto: copyright Michele Di Lonardo, per gentile concessione dell’autore

 

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