Caperna: “Eccovi tutta la verità su cosa sta accadendo nel Pd”

La scuola è quella di Giuseppe D’Onorio, silenzioso quanto efficace sindaco di Veroli negli anni passati. La matrice però è socialista, come le sezioni ed i comizi che ha iniziato a frequentare subito dopo avere abbandonato il girello e preso a camminare con le proprie gambe. Germano Caperna sarebbe piaciuto moltissimo a Romano Prodi e Walter Veltroni: perché è il prodotto ideale del laboratorio politico Pd, ecumenico come i democristiani e arrembante come i riformisti. Chi frequenta le sagrestie della politica assicura che senza il suo lavoro da ostinato passista della trattativa non si sarebbe mai riusciti a ricomporre la frattura che ha portato il Partito Democratico a spaccarsi alle scorse elezioni provinciali ed a presentarsi in aula con due gruppi distinti.

Alessioporcu.it – Scalia – De Angelis: è vera pace o tregua tattica?
Caperna – Sono dinamiche politiche. Alla ricerca di un Partito più sereno e meno diviso hanno smascherato i tanti che vivono sul loro dualismo senza idee, contenuti e nemmeno voti.

– A che gioco stanno giocando i due Franceschi?
Scalia e De Angelis stanno giocando intelligentemente la loro partita. Se giocano insieme possono vincerla, se giocano da separati possono perderla entrambi. Naturale.

– Il congresso scioglierà i nodi del Pd ciociaro?
Il Congresso non ha ancora una data (forse domani sapremo qualcosa di più). Sarà sicuramente un momento cruciale per il futuro della Federazione e del suo ruolo nei confronti dei cittadini e degli amministratori. Per molti servirà a capire cosa possono e vogliono fare da grandi. La vera sfida è questa.

– Perché il segretario provinciale Simone Costanzo non può essere una figura unitaria?
Perché è nato come figura unitaria ma nel corso del tempo non è riuscito a garantire tutte le anime della Federazione. Non era certamente un compito semplice ma arrivare ad ignorare e ad attaccare un senatore, un presidente della Provincia, quattro consiglieri provinciali e tanti altri amministratori è cosa molto diversa dal cercare di essere sopra le parti. (Traduzione dell’autore, non autorizzata: “Caro Simone, potevi limitarti a governare il Partito, ma siccome ci hai fatto la guerra ed hai sparato ad altezza di senatore, adesso che cambia il vento preparati a pagare il conto”)

Gruppo unitario in Provincia: Costanzo ed il presidente Antonio Pompeo se ne intestano la paternità, in realtà chi sono stati i veri pontieri?
Il merito in questi casi è sempre di tutti, anche di chi è semplicemente rimasto in silenzio. Il gruppo sta nascendo senza ingerenze esterne e per senso di responsabilità e attaccamento al territorio e al Partito da parte degli amministratori che sono in Provincia. 

– Perchè Simone Costanzo ed Antonio Pompeo tentano di intestarsi la paternità dell’operazione: di cosa hanno bisogno o per cosa vogliono accreditarsi?
Antonio Pompeo è il Presidente della Provincia, avere un gruppo unico del PD in Consiglio aumenta la sua autorevolezza anche all’interno del Partito, sarebbe stato strano se mi avesse chiesto di fermare questo processo di riunificazione. Simone Costanzo da Segretario della Federazione vorrebbe tornare ad essere super partes.

– Il nuovo gruppo unitario avrà bisogno di un capogruppo: Antonio Cinelli rivendica l’incarico. Impraticabile?
Per il bene del Partito sono pronto a fare un passo indietro rimettendo nelle mani del gruppo il mio incarico ma la sintesi di questa fusione non si deve basare sulla spartizione di ruoli ma sull’assunzione di responsabilità amministrative. (Traduzione dell’autore, non autorizzata: “Io posso pure dimettermi ma Cinelli non ci pensasse proprio a fare il capogruppo)

– Chi sarà il capogruppo?
Il capogruppo lo eleggeranno i consiglieri. Si potrebbe pensare anche ad un’alternanza fino alle prossime elezioni. (Traduzione dell’autore, non autorizzata: “Al limite, ma proprio se si rischia di rompere il giocattolo, potremmo considerare una staffetta”)

– Con il gruppo unitario nasce il problema Forza Italia: alla porta o alleata?
Il nodo Forza Italia non è solo una questione politica ma anche di rapporti personali che sono nati prima delle elezioni e si sono mantenuti anche dopo. La posizione molto critica di Di Carlo e Quadrini nei confronti del proprio Partito e il ruolo istituzionale di Magliocchetti per i lavori d’aula al momento permettono questa convivenza. La Provincia di oggi è un Ente molto diverso da quello pre-riforma Delrio: c’è da lavorare molto senza spazio a troppe chiacchiere. Ad oggi non ci sono stati momenti di particolare tensione tra i vari gruppi. (Traduzione dell’autore, non autorizzata: “Non vi cacciamo, ma non provate a fare la pipì fuori dal vaso)

– Il Pd sta compiendo in provincia di Frosinone lo stesso errore compiuto a suo tempo su scala nazionale: non valorizza i sindaci, soprattutto quelli che sono esempio di buon governo ma anche quelli che hanno esaurito il loro mandato (dicasi Giuseppe D’Onorio, Piergianni Fiorletta…), o quelli di area ma non tesserati (Creatro, Petrarcone…).
Un Partito che vuole rimanere ben oltre il 30% non può trascurare nessuno: né chi ha finito il proprio mandato né chi è vicino ma non tesserato. L’obsolescenza programmata, tanto in voga di questi tempi, funziona con gli elettrodomestici ma non in politica. Le persone nominate sono risorse fondamentali per il centrosinistra ed hanno dimostrato di essere efficaci amministratori. Il partito democratico deve dare spazio agli amministratori perché in tempo di campagne elettorali è a loro che si ricorre, sono loro che sono “in trincea” quotidianamente. (Traduzione dell’autore, non autorizzata:  Ragazzi, recuperiamo questa gente perché è la faccia pulita che possiamo ancor presentare davanti alla gente)

Altri clamorosi errori sono stati compiuti abbandonando sindaci che erano stati nel Partito, vedasi il caso di Isola del Liri
– Il sindaco di Isola del Liri è stato recuperato, il consigliere Quadrini di Isola sta operando ottimamente per conto del PD anche in Provincia. 

– Alfieri potrebbe essere un buon segretario?
Al momento, come ha detto più volte lui stesso, non è candidato. Se la sua figura servisse ad unire il Partito sicuramente non gli farei mancare il mio sostegno. (Traduzione dell’autore, non autorizzata: “Se ci viene fatta è Alfieri il nuovo Segretario provinciale)

– Si sta accreditando come figura ‘terza’ equidistante da Scalia quanto da De Angelis: una furbata pre elettorale?
Sta dimostrando di essere un ottimo amministratore; ha esperienza nel sindacato; nutre della stima di molti amministratori, sindaci e tesserati; in passato, pur essendo vicino a Scalia, ha dimostrato di essere indipendente e autonomo nelle scelte: vedi ultime elezioni europee e ultime elezioni regionali nelle quali ha sostenuto rispettivamente De Angelis e Buschini. 

Nel Pd di oggi c’è spazio anche per ex forzisti e berlusconiani convinti: non temete di perdere poco alla volta una parte della vostra anima politica?
Assolutamente no. Un Partito che non è di nicchia non può permettersi di fare l’analisi del dna a chi si avvicina. Sono gli elettori che scelgono e premiano la coerenza e l’impegno. Ha paura dell’altro chi è debole nei contenuti e insicuro della propria identità.

– Se ne sono andati Bianchi, Mirabella, Nichilò… questo Partito non è più di Sinistra?
Li ho salutati con dispiacere perché li ritenevo una risorsa per il Partito Democratico. Con Daniela ho parlato e mi ha spiegato le motivazioni alla base della sua scelta. Molto spesso le colpe se le prendono astrattamente i Partiti ma sono degli uomini. Io sono socialista e dentro il Partito Democratico sto bene: ognuno declina la propria tessera secondo i propri valori e principi. 

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