Manutenzioni, il Comune mette a lavorare quelli del Reddito di Cittadinanza

Centro e periferia sono in attesa di lavori urgenti e con gli organici risicati il team Salera corre. Una ditta svolgerà i lavori e le 'truppe ausiliarie' verranno dai Servizi Sociali e da progetti specifici. Con loro anche 10 percettori di Reddito di Cittadinanza, i primi del Cassinate assieme ai colleghi di Coreno.

Massimo Gentile
Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Le strade dissestate sono molte a Cassino. Gli operai del settore Manutenzione sempre di meno. E neanche le assunzioni previste entro la fine dell’anno andranno a ricostituire l’organico. Ci vorrà tempo affinché la macchina del settore Manutenzione possa funzionare a pieno regime. A Cassino si va dunque verso la “privatizzazione o, più correttamente, verso l’esternalizzazione del servizio. Perché il tempo è poco e la città attende risposte immediate: tanto al centro e ancor di più in periferia.

L’amministrazione Salera ha di fatto dato il via all’iter. Come? Incaricando una ditta di svolgere in questi giorni di agosto alcuni lavori. La ditta ha iniziato venerdì, partendo dalla periferica via “Ai Patini”. Le strade interessate, sia nei punti centrali della città che in periferia, sono una ventina.

Quello delle buche nella strade cittadine è un grosso problema lamentato dagli automobilisti. Al quale però l’amministrazione può cominciare a far fronte solo ora. Grazie all’approvazione del Bilancio. E grazie alla riapertura dei centri di produzione dell’asfalto: anche loro erano fermi a causa del Covid19.

Quelli del Reddito di cittadinanza: al lavoro

Se alle buche ci pensa la ditta esterna, per il personale del settore Manutenzione allora c’è un’altra mission. Talmente importante che l’organico raddoppia.

Nei giorni scorsi gli addetti comunali hanno iniziato con il taglio delle erbacce e la ricostruzione di quello che un tempo si chiamava ‘decoro urbano‘. Perché è il biglietto da visita della città: il suo ordine, la sua pulizia, il modo e la puntualità con cui viene manutenuta.

Lo hanno fatto coadiuvati da quattro lavoratori del Consorzio Servizi Sociali del Cassinate. Con loro due extracomunitari, inseriti in uno specifico progetto.

Ma la vera novità è un’altra, prenderà il via domani: lunedì. Per la prima volta si vedranno all’opera i percettori del Reddito di Cittadinanza. Dieci di loro, per 16 ore settimanali ciascuno inizieranno a lavorare per il Comune. Lo faranno in applicazione della delibera numero 183 del 27 luglio scorso. Atto avente ad oggetto: “Disposizioni in materia di Reddito di Cittadinanza”.

Maccaro: un nuovo impulso
LA LOCANDINA DEL PROGETTO DI LUIGI MACCARO

L’assessore ai servizi sociali Luigi Maccaro non nasconde la soddisfazione.

«Le attività di selezione dei beneficiari di reddito di cittadinanza sarebbero cominciate a marzo. Ma poi il Covid ha sospeso tutto fino al 18 luglio quando gli assistenti sociali hanno ripreso i colloqui di orientamento. In pochi giorni il Comune di Cassino è pronto a partire. I 10 lavoratori saranno assegnati a funzioni di supporto ai dipendenti comunali. Svolgeranno mansioni riguardanti la pulizia e la manutenzione delle aree verdi delle scuole e dei parchi pubblici della città».

«Un nuovo impulso al settore delle manutenzioni che potrà così aumentare gli interventi di cura degli spazi verdi. Per i beneficiari del sussidio scatta dunque l’obbligo di svolgere i cosiddetti Puc, progetti di pubblica utilità. Lo prevede il decreto del ministero del Lavoro appena entrato in vigore con la pubblicazione sulla GU dell’8 gennaio 2020».

«Decreto che impone ai beneficiari di offrire, nell’ambito dei Patti per il lavoro e per l’inclusione sociale, la propria disponibilità. E di farlo per la partecipazione a progetti, utili alla collettività, da svolgere nel comune di residenza. La mancata adesione al patto da parte di uno dei componenti il nucleo familiare comporta la perdita del Reddito di Cittadinanza. Cassino – spiega Maccaro – insieme a Coreno Ausonio è il primo comune a partire in provincia di Frosinone».

Case rifugio, Cassino ne avrà una

Enzo Salera e Maria Concetta Tamburrini

E la città martire spicca in ambito regionale anche per quel che riguarda le case rifugio. Nel Lazio ne sorgeranno tre, una di queste a Cassino.

L’assessore con delega alle pari opportunità Mariaconcetta Tamburrini dice: «È un risultato importantissimo per la nostra città. Il riconoscimento della validità del progetto maturato all’interno dell’Assessorato alle Pari Opportunità nel percorso di lotta alla violenza sulle donne. Progetto che condividiamo con le operatrici dell’associazione Kalimes dello Sportello Antiviolenza comunale Ed anche con le operatrici dell’associazione Risorse Donna con la Casa Rifugio che sta per essere aperta».

«La delibera di oggi è un riconoscimento importante e fondamentale. Riconoscimento che però, non avrebbe mai potuto coinvolgere Cassino se non ci fosse stata già la Casa Rifugio».