Per due minuti il Comune perse i finanziamenti

Foto: Copyright Michele Di Lonardo

La domanda è stata inviata con due minuti di ritardo. Ed il Comune di Cassino viene escluso dai finanziamenti. Trascinati nel buco nero anche Piedimonte e Roccasecca che avevano presentato la domanda insieme. Il triplo autogoal.

Marco SELLONE

per L’INCHIESTA QUOTIDIANO

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Dopo i due millimetri in meno dei ferri d’armatura usati nel cimitero di San Bartolomeo, l’amministrazione D’Alessandro è scivolata su due minuti in più. Centoventi secondi oltre i termini stabiliti dalla Regione Lazio per la presentazione delle domande nell’ambito di un bando da 1 milione di euro.

Uno “sforamento” che seppur minimo ha tagliato fuori il comune di Cassino da un contributo regionale per la «realizzazione di progetti/iniziative a favore di soggetti vittime e potenziali vittime del fenomeno dell’usura».

 

Roccasecca e Piedimonte trascinate nel buco

Ma non solo. Questa volta la municipalità cassinate aveva deciso di partecipare al bando in associazione temporanea di scopo assieme ad altri due comuni. La domanda è stata infatti presentata dall’ente di piazza De Gasperi assieme al comune di Piedimonte San Germano guidato dal sindaco Gioacchino Ferdinandi e a quello di Roccasecca di Giuseppe Sacco. E così l’errore compiuto da chi, nonostante il superamento dei termini, ha voluto inviare comunque gli incartamenti progettuali, ha trascinato nella black list degli enti esclusi dal finanziamento pure il comune roccaseccano e quello pedemontano.

 

Triplo autogoal

Un triplo autogoal che ha impedito a tre amministrazioni di accedere ad un fondo da 1milione e 50mila euro complessivi, distribuito al termine delle graduatorie sia ai Comuni del cosiddetto “cratere sismico” (Rieti, Leonessa, Borgovelino, Poggio Bustone e Cittàducale per 147mila euro) che agli altri enti laziali per i 902mila euro restanti.

Indicando i comuni esclusi dai fondi (quattro municipalità più l’Ats Cassino- Roccasecca-Piedimonte) accanto alla domanda presentata dall’amministrazione della città martire campeggia un messaggio lapidario: domanda «pervenuta successivamente al termine » stabilito «nell’avviso pubblico».

L’istanza doveva infatti «pervenire, a pena di esclusione, entro e non oltre le ore 12.00 del 9 maggio 2018», ma è pervenuta «il 9.5.2018 alle ore 12.02».

 

Promossi e bocciati

Una beffa colossale e clamorosa. Non tanto e non solo per i tre comuni, quanto per quelle famiglie o quegli imprenditori che avrebbero potuto fruire dei progetti anti-usura finanziabili con le risorse regionali.

Da annotare inoltre, che tra i Comuni della provincia di Frosinone che sono rientrati nei 27 enti locali o Ats che riceveranno il finanziamento, figurano realtà quali Torrice, Santopadre, Casalvieri, Castelliri, Monte San Biagio, Coreno, Castelnuovo Parano ed altri.

Tra le domande respinte invece, oltra a quella di Cassino-Roccasecca-Piedimonte, compare anche Isola Liri, ma in questo caso l’esclusione è sopraggiunta per l’assenza della delibera di approvazione del progetto.

 

I precedenti

Ma quello dei fondi anti-usura non è certo il primo bando (e probabilmente non sarà nemmeno l’ultimo) andato a vuoto per Cassino.

Ad aprile ad esempio, l’ente di piazza De Gasperi venne tagliato fuori da due finanziamenti da 4,7 mln complessivi per la “messa in sicurezza di edifici pubblici e territorio”.

Uno da 1,2 milioni, l’altro da 3,5. In quell’occasione il ministero dell’Interno bocciò i progetti per delle carenze documentali riscontrate nei prospetti inviati dal comune.

E meno male che questa amministrazione, come si disse dai palchi della campagna elettorale 2016, avrebbe dovuto distinguersi per la capacità di intercettare finanziamenti.

 

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