Che Dire! Lega giù, sù Pd e FdI: cosa significa il successo di Conte

Il risultato del sondaggio Dire Tecne' forografa il momento politico. La Lega 'urlata' non funziona più. Salgono Pd e Fratelli d'Italia. Risorge Renzi. Ma è il dato di Conte a dover essere studiato con attenzione

Le urla in piazza non convincono più, l’ondata di coronavirus sta dimostrando che avevano torto quelli che non indossano la mascherina, i miliardi messi nella flebo dalla Ue per Mes e Recovery stanno togliendo argomenti a chi ha sempre sparato contro l’Europa matrigna. La Lega modello Salvini perde il suo fascino: resta il primo partito in Italia ma perde ancora consenso. Scende al 24,1%.

In teoria è un calo da nulla rispetto al 24,4% (-0,3%) registrato nella rilevazione del 18 luglio. Invece è un segnale chiaro. Perché in mezzo ci sono state le elezioni Regionali, c’è stata la vittoria del centrosinistra in Toscana che è stata una sconfitta della Lega, nella altre Regioni i Fratelli d’Italia hanno piazzato la bandierina. Sopratutto salgono Pd e Fdi.

La formazione di Nicola Zingaretti e quella di Giorgia Meloni ora sono rispettivamente secondo e terzo partito. Il Pd sta al 20,4% (+0,2) e FdI tocca quota al 16,7% (+0,4). 

Il sondaggio di Monitor Italia, nato dalla collaborazione tra Agenzia Dire e Istituto Tecne’, fotografa gli orientamenti che già il voto aveva messo in evidenza. Ma quella era una consultazione regionale, a macchia di leopardo. Questo invece è un sondaggio nazionale con interviste effettuate l’1 e 2 ottobre su un campione di 1000 casi rappresentativi della popolazione.

Il dato che sorprende è la resurrezione di Matteo Renzi con Italia Viva, proprio ora che il leader sta abbassando i toni e già qualcuno ha imboccato la via del ritorno nel Pd. Come ha fatto un paio di giorni fa il deputato Nicola Carè spiegando “Lascio Renzi e torno nel Pd per dare forza alle idee riformiste. La strada intrapresa non era quella giusta”, sottolineando come “non sia più il tempo di percorsi velleitari né di chiudersi dentro recinti sempre più stretti”.

Eppure, proprio in quei giorni Italia viva recupera un +0,8% ed arriva al 3,5%. Scavalca La Sinistra che guadagna lo 0,1% e si attesta al 3,2%.

Nella rilevazione Dire – Tecne’ sono in calo invece il Movimento 5 Stelle al 15,5% (-0,3%), Forza Italia all’8% (-0,4%), Azione al 2,4% (-0,1%), +Europa all’1,9% (-0,1%), Verdi all’1,5% (-0,1%). (Leggi qui i dati Swg Crollo dopo le elezioni: giù la Lega, stabili Pd e M5S).

Tutto da Dire: fiducia in Conte

Il sondaggio Dire certifica la fiducia in Conte

Nicola Zingaretti ha vinto anche la scommessa di puntare su Giuseppe Conte. Il sondaggio registra che la fiducia nel Governo cresce de arriva al 34,5% rispetto al 30,6% di luglio.

La cartina di tornasole sta nella domanda contraria. Non ha fiducia il 60,9% delle persone interpellate mentre il 18 luglio erano il 64,2%. Senza opinione il 4,6%.

Giuseppe Conte ha indovinato non tanto la sua opacità, la sua evanescenza ma l’immagine del premier che non si infila nelle beghe della politica ma si chiude dentro Palazzo Chigi a Governare, facendo la politica dei piccoli passi.

Paga la capacità di proporsi sempre più come estraneo ad un mondo che gli elettori comprendono sempre meno e vedono sempre più distante: colpa di una preferenza che non c’è, di un legame spezzato tra il territorio ed i parlamentari del posto.

Un dato sul quale Nicola Zingaretti e gli altri leader impegnati nel definire la nuova legge elettorale non potranno evitare di riflettere.

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