Ci poteva stare (ovvero Chievo – Frosinone, partita mai iniziata)

Stefano Pizzutelli

di STEFANO PIZZUTELLI

Blogger (quando ne ha tempo)

 

La pagina Facebook della Serie A dedica la copertina di Chievo – Frosinone alla doppietta di Pellissier. Nei commenti, i nostri tifosi lasciano intendere come un arbitro, tale russo da Nola, possa avere, col suo comportamento, condizionato la partita, anzi, ora come ora, condizionato il campionato. Un tifoso del Chievo scrive che l’espulsione di Ajeti ci poteva stare.
E’ vero, ci poteva stare.

Ci poteva stare il rigore non dato a Soddimo dopo due minuti, l’espulsione di Ajeti, il rigore per un contrasto di gioco, il terzo gol originato da un fallo da dietro e ci poteva stare pure l’espulsione di Chibsah, la cui colpa non è quella di avere le braccia, il che è già disdicevole per un nostro giocatore, ma il fatto ontologico di essere un nostro giocatore.

Certo, ci poteva stare e che volete che siano cinque episodi in una sola partita; Digne para un cross dentro l’area, Barzagli un tiro in porta di Frara, Dzeko un tiro da fuori area, Gonzalo fa un fallo da ultimo uomo, il Genoa segna i gol dopo aver azzoppato Kragl e nessuno fischia. Ci può stare.

Ci può stare che una squadra che gioca ogni partita con sette giocatori che due anni fa manco vincevano la Lega Pro, con un monte ingaggi, la cui somma è inferiore all’ingaggio del parrucchiere di Nainggolan, retroceda, becchi una caterva di gol a partita e si faccia perculare per tutto lo stivale.

Ma io ho comprato un treno e scrivo da dentro un albergo, e molti dei tifosi che stavano con me al Bentegodi stanno tornando, ora, alle sei e mezza di un giovedì mattina, sui pullmini, a Frosinone.
Noi abbiamo diritto di sapere se quella di ieri era una partita di calcio o era wrestling. Non nel senso di una massa di calci roteanti, ma nel senso di un intrattenimento mascherato da sport, dove tutto è già scritto, già sceneggiato e John Cena alla fine vince e il suo sparring partner alla fine perde dopo una doppia chiave articolare.

Quella di ieri era una partita o era una farsa, era sport o era un film la cui sceneggiatura è stata già scritta all’inizio dell’anno da chi vuole i bacini di utenza in serie A e i cugini di campagna in serie B?

Ma dato che questa cosa che si chiama Serie A è spettacolo e non sport, allora inventiamoci un’esibizione, un evento che sia intrattenimento ma che faccia capire che ci può stare che i signori di città prendano per culo noi contadini, ma che abbiamo imparato da tempo quanto è buono il formaggio con le pere.

Frosinone – Palermo: simpatici contadinotti contro grande bacino d’utenza, con mediaset premium come sponsor (cioè la Tv che vende gli abbonamenti delle partite di serie A dà soldi ad alcune squadre di serie A….): la curva Nord sta preparando una coreografia epocale.
Propongo allora una di questi eventi:

• Ci portiamo i fazzoletti bianchi e facciamo una meravigliosa panolada all’ingresso delle squadre

• Cantiamo l’inno tenendo le spalle al campo

• All’ingresso delle squadre ci mettiamo tutti con le spalle al campo, come la Lega volta le spalle a noi

• Ci bendiamo tutti, a protestare contro tutti i tagliaventi di questo mondo

Una protesta pacifica ma che se ne vada in giro per la rete, come emblema di tutte le piccole squadre di città sconosciute che lottano contro le metropoli. Che dite? Si incazzeranno? Ci daspano? E che ce frega. Tanto quello di ieri sera mica era calcio. Era una farsa.

E come sempre Forza Frosinone

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