Conte va alla guerra contro Salvini-Meloni. Ma Zingaretti resta… glaciale

Il premier si sente sempre più solo al comando e si riavvicina ai Cinque Stelle. Nel centrodestra Forza Italia si smarca da Lega e Fratelli d’Italia. Il Partito Democratico riflette. L’ombra di Mario Draghi rimane.

Giuseppe Conte ha rotto la tregua con le opposizioni attaccando frontalmente Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) e Matteo Salvini (Lega) sul Mes, cioè sul meccanismo attivato da anni dall’Unione Europea che ha come effetto quello di vincolare non poco l’Italia sul piano finanziario ed economico.

In attesa di capire se la richiesta italiana sugli eurobond verrà accolta o meno, si rimane in una fase sospesa. Con la politica spaccata. Quello che non voleva il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Giorgia Meloni durante la replica a Giuseppe Conte

A parte il fatto di aver sbagliato ad attaccare Salvini e Meloni nel corso della stessa conferenza nella quale aveva appena annunciato la proroga delle misure di distanziamento sociale e di sicurezza fino al 3 maggio, per poi iniziare una ripresa graduale delle attività, la mossa di Conte rivela un profondo cambiamento nel panorama politico italiano.

Nel centrodestra le posizioni sono diverse. Lega e Fratelli d’Italia all’attacco e adesso intenzionate a rendere pan per focaccia. Mentre Forza Italia, attraverso un intervento del numero due Antonio Tajani, ha parlato di passo in avanti. Seppure non ancora sufficiente. Con riferimento alla situazione in Europa. Ma è all’interno della maggioranza che le cose stanno cambiando. Forte del gradimento dei sondaggi, Giuseppe Conte si sente solo al comando. Oltre al fatto che nelle ultime settimane c’è stato un visibile riavvicinamento con il Movimento Cinque Stelle. Sull’atteggiamento da tenere in Europa e su tutto il resto.

Nicola Zingaretti

Il Partito Democratico di Nicola Zingaretti per il momento sta a guardare. Non ricorda a Conte di averlo blindato quando Matteo Renzi ne chiedeva la “testa”. E quando le spaccature all’interno dei pentastellati lo facevano traballare. La partita diplomatica in Europa la stanno giocando i Democrat, non il premier.

Infine, Mario Draghi. La figura dell’ex Governatore della Bce continua ad aleggiare. Fino a questo momento l’opzione (che piace a moltissimi in maniera trasversale) è stata stoppata da Zingaretti. Ma se Conte dovesse continuare con un atteggiamento da Marchese del Grillo, neppure Zingaretti potrebbe salvarlo stavolta.

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