Taglio del 30% dei contributi: il ministro valuta il piano Mancini – De Angelis

Presentata la proposta di estensione della Fiscalità di Vantaggio per le aree delle province di Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti. Il disegno del presidente Asi Francesco De Angelis e dell'onorevole Claudio Mancini. D'Amico: "È Roma a tagliarci fuori”

Un taglio alle tasse per chi fa impresa in provincia di Frosinone. Il provvedimento è sul tavolo del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Chiede di tornare ai confini della ex cassa per il Mezzogiorno, quella che consentì di costruire quasi tutto il tessuto industriale in Ciociaria. E all‘interno, applicare le tasse agevolate previste dalle norme sulla Fiscalità di vantaggio. A definire il testo del provvedimento sono stati l’onorevole Claudio Mancini (Pd) originario di Picinisco ed il presidente del Consorzio Asi di Frosinone Francesco De Angelis.

La fiscalità di vantaggio

Il ministro Roberto Gualtieri

La fiscalità di vantaggio è un insieme di norme che servono a garantire vantaggi di natura fiscale alle imprese che si trovano nelle aree svantaggiate di una Regione Europea.

È già prevista e codificata nel nostro Diritto Tributario. Lì viene definita “l’insieme delle disposizioni tributarie studiate per fornire incentivi a particolari aree geografiche di uno Stato, o a settori sociali e imprenditoriali, per favorirne lo sviluppo“.

La provincia di Frosinone ne aveva usufruito quando era un territorio praticamente senza fabbriche. Fu grazie a quegli incentivi e ad una serie di politiche mirate che i colossi industriali vennero a mettere le loro sedi in Ciociaria. Erano gli anni della Cassa per il Mezzogiorno e di Giulio Andreotti.

Negli anni successivi, quando ormai l’industria aveva messo le sue radici, negli anni Ottanta le aree della Cassa vennero divise in aree ad Obiettivo 1 e ad Obiettivo 2. Le prime avevano ancora un sistema industriale assente o al collasso, le seconde lo avevano in declino. La provincia di Frosinone venne inserita in Ob2. E fu una catastrofe. Perché la Campania era Ob1. E molti sbullonarono gli impianti per spostarli d’una ventina di chilometri in linea d’aria. Cioè da aree 2 ad aree 1.

Ridateci i confini

Foto © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

Il presidente dell’Asi Francesco De Angelis ci ha lavorato in silenzio per mesi con i suoi tecnici. Una volta tracciato il perimetro è andato a Montecitorio ed ha incontrato Claudio Mancini. Insieme hanno individuato il percorso normativo che estenderebbe alle imprese della provincia di Frosinone la possibilità di usufruire dei vantaggi previsti oggi solo per il meridione.

La notizia è uscita perché lo ha rivelato oggi direttamente il ministro Roberto Gualtieri. Lo ha detto nel corso dell’audizione sulla Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Il governo non mancherà di approfondire il tema dei confini della fiscalità di vantaggio” ha detto il ministro dell’Economia rispondendo a una domanda sulla possibile estensione della fiscalità di vantaggio per il Sud ad altre aree in difficoltà, all’interno dei confini della vecchia Cassa del Mezzogiorno.

Nel testo definito dall’onorevole Claudio Mancini e dal presidente Francesco De Angelis si chiede di “utilizzare per la decontribuzione il criterio degli indicatori economici provinciali e non solo di quelli regionali, come avviene nell’ambito dei fondi europei“. Viene ricordato che “nel Lazio l’utilizzo di corretti parametri socioeconomici porterebbe all’estensione della decontribuzione alle province di Latina, Frosinone e Rieti che hanno, purtroppo, dati analoghi a quelli di gran parte delle province meridionali“.

D’Amico (Confimprese): “Vale 5 miliardi”

Un’estensione della Fiscalità di Vantaggio era stata auspicata dal vice presidenteb regionale di Unindustria Giovanni Turriziani. (Leggi qui L’ultimo consiglio di Turriziani: pensare e agire come Lazio Meridionale).

GUIDO D’AMICO. FOTO © PAOLO CERRONI / IMAGOECONOMICA

Così come da Guido D’Amico, presidente nazionale di Confimprese Italia. Il quale calcola che i provvedimenti di decontribuzione per le aree svantaggiate ai quali stanno puntando Claudio Mancini e Francesco De Angelisvalgono una posta pari a 5 miliardi annui”. 

Nei giorni scorsi anche D’Amico aveva sollecitato una revisione del provvedimento. Spiegando che “è previsto che il PIL regionale derivi dalla media di quello delle singole provincie, In diversi casi, se prese individualmente sono, in termini di gap economici, pari o addirittura sotto la media del Mezzogiorno d’Italia. Ma purtroppo sono escluse dall’agevolazione perché risentono dell’incidenza del PIL complessivo regionale”.

Tutta colpa di Roma

In linguaggio meno tecnico? Prendete il Lazio: le province hanno subito il crollo del Pil. Ma vengono trascinate in alto dal Pil di Roma che essendo alimentata da uffici e servizi continua a fatturare. Le province del Lazio, se prese in considerazione una alla volta, hanno tutte diritto alle agevolazioni. Ma prese nel loro insieme, mettendoci anche Roma, non ne hanno diritto.

 La misura principale prevista dal ministro è il taglio dei contributi previdenziali del 30% e valida fino al 31 dicembre. “La misura – spiega il Presidente D’Amico, prevede che la sede di lavoro deve essere situata nelle Regioni che nel 2018 presentavano un prodotto interno lordo pro capite, inferiore al 75% della media EU27 o compreso tra il 75% e il 90%, e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale”.  

Se tutto questo si applica nel Lazio, come intera area geografica e quindi economica, interi territori vengono tirati su dall’influenza economica della Capitale.

Dq qui la richiesta di calcolare i confini in maniera diversa. Che il ministro Roberto Gualtieri ora si è impegnato a verificare. 

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