Strada per lo stadio, viadotto e piloni: solo chiacchiere e ‘patafisica’ (di L. D’Arpino)

Chiacchiere. Solo chiacchiere su tutti i principali problemi. Dalla strada per l'accesso allo stadio Stirpe al viadotto Biondi ed ai controlli sulle opere a rischio crollo. Al momento di passare al concreto non si fa più nulla. Si rischia il premio per la Patafisica

Luciano D'Arpino

Giornalista, Regista e Autore teatrale, dirige la redazione di Frosinone de 'Il Messaggero'

di Luciano D’ARPINO

per IL MESSAGGERO

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Uno rientra dalle vacanze e spera, spesso anche irrazionalmente, che qualcosa sia cambiato.

A Frosinone, ad esempio, il 25 luglio scorso, gli amministratori comunali avevano annunciato pubblicamente che era stato trovato l’accordo per sbloccare il progetto per realizzare la nuova strada d’accesso allo stadio Stirpe.

Bene, uno pensa, ora faranno i rilievi per il nuovo tracciato e in poco tempo partiranno i lavori. Macché: da allora è passato un mese e del nuovo elaborato non c’è nessuna traccia.

 

Dopo la tragedia di Genova del 14 agosto scorso, poi, tutti a sproloquiare sulla necessità di verifiche sulle strutture a rischio.

Nel capoluogo, facevano sapere dal Comune, non era più rinviabile, anzi era urgente, la verifica con le prove di carico sulle arcate dei Piloni di via De Gasperi che presentano lesioni in alcuni punti.

Sono passati più di 10 giorni e la data delle prove non è stata ancora fissata.

 

Sul viadotto Biondi, poi, si è detto tutto e il contrario di tutto: in primavera la Regione Lazio ha intimato al Comune capoluogo di smontare subito il ponte Bailey per poter ultimare i lavori di bonifica del versante franato.

Il comune ha risposto picche perché smontare la struttura, senza la certezza delle fine dei lavori prima della riapertura delle scuole, avrebbe significato la paralisi del traffico nella parte alta della città.

Il risultato dopo questo scontro? Nessuno, o meglio, il rinvio dello smontaggio del ponte e dei lavori alla prossima estate. Altro giro, altra giostra.

 

Tutti esempi di scarsa capacità di programmazione.

C’è chi pensa, però, che le cose non stiano esattamente così. Al contrario: molti amministratori pubblici comunali e regionali sarebbero in pole position per ricevere il premio Ubu 2018, dedicato alla Patafisica.

La Patafisica, inventata dallo scrittore d’avanguardia francese Alfred Jarry, è la «scienza delle soluzioni immaginarie». Il possibile più forte del reale.

Gli amministratori, allora, starebbero semplicemente indicando delle soluzioni immediate, ma immaginarie, dei problemi concreti che, sono convinti, presto diventeranno reali.

Se le cose stanno veramente così, allora: viva i patafisici!

 

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