Diario del giorno – Sabato 22 VII 2017

I DELITTI PERFETTI DEL PD

Il fuoco continua a divampare all’interno del Partito Democratico. A mettere nuova legna ad ardere è l’ex capogruppo in Provincia Antonio Cinelli: l’uomo che più di tutti ha lavorato per riunificare il Partito, sanare la spaccatura che l’aveva portato a presentarsi diviso su due candidati alle provinciali di due anni e mezzo fa (Antonio Pompeo per l’area Francesco Scalia e Enrico Pittiglio per l’area di Francesco De Angelis). Gli avevano chiesto un’altra mission impossible: candidarsi di nuovo a sindaco di Monte San Giovanni campano. E lui, per disciplina di Partito, l’aveva fatto, pur sapendo che non sarebbe stato facile. Ora rivela ad Alessioporcu.it «alcuni fedelissimi dei big Provinciali si sono candidati altrove o hanno preferito fare melina. Questi “delitti politici” attendono, ancora oggi, un giudizio. E per essi nessuno ne ha risposto politicamente».

Il giudizio è ancora più duro quando si allarga il campo. «Da quando abbiamo fondato il PD nel 2007, non c’è stato mai nessuno nella nostra Provincia, che abbia pagato per delle responsabilità politiche, a seguito di veri e propri attentati all’esistenza del Partito per interessi di corrente, ma si è cercato sempre una giustificazione, con discorsi ben fatti ma inconferenti e con scambio di accuse ed a volte. I responsabili delle disfatte politico-amministrative sono stati addirittura “premiati”».

 

L’ORGOGLIO DI PILOZZI

Un altro squillo di tromba arriva da Nazzareno Pilozzi. Il deputato Pd (area Gennaro Migliore) è preoccupato per la piega che sta prendendo il dibattito interno al Partito. Chiede di riscoprire l’orgoglio di appartenenza al Pd. Ma punta anche il dito verso il segretario provinciale Simone Costanzo ed il gruppo dirigente. Sostenendo che «La Federazione non può tirarsi indietro di fronte a tutte queste sconfitte a raffica. E’ necessario fare una seria analisi delle sconfitte. E delle ragioni che le hanno determinate. Il nemico non è al nostro interno».

Pilozzi viene segnalato come molto attivo a Roma. Ha ben chiaro che in alcun modo le dinamiche locali influenzeranno le possibilità di una sua ricandidatura. Anzi, il caso Frosinone, a Roma ha suscitato più di qualche malumore. meglio allora prendere le distanze e far capire ai romani d’esserne del tutto estraneo.

 

IL SILENZIO DI MICHELE

Michele Marini tace. Inutile inseguirlo per avere una sua replica alle parole pronunciate ieri su Alessioporcu.it da Fabrizio Cristofari. (leggi qui ‘Michele? Un sabotatore’). Il segnale è chiaro: ‘parlo solo nelle sedi deputate al dibattito politico’.

 

LO SCOOTER DI FARDELLI

Il consigliere regionale Marino Fardelli ha trascorso la mattinata tra i Comuni del suo collegio. O, come dice lui “#periterritori“. E’ stato a Fontana Liri, Colli di Monte San Giovanni Campano, Castrocielo, Sant’Elia Fiumerapido.

C’è andato in scooter: con giacca, camicia bianca e cravatta. Nel pomeriggio scrive «Ho una camicia ridotta uno straccio… Grazie agli amici che mi hanno accolto».

Va bene tutto. Ma qualcuno spieghi al Consigliere che il casco non va calzato come un caso da notte: la linguetta nella parte inferiore va stretta attorno al mento. Tenerla così sbragata come usa lui, equivale a non portarla. Sarà  più scomodo, ma così siamo tutti più sicuri che alle prossime elezioni regionali ci sarà.

 

ALFIERI FA ACQUA
In mattinata i giornali hanno rilanciato l’allarme di Nicola Zingaretti: «A Roma sta finendo l’acqua, problema grave»“. Il governatore lo ha detto dopo aver preso la decisione di fermare il prelievo dell’acqua nel lago di Bracciano. Una notizia che invece fa gongolare il presidente provinciale del Partito Democratico Domenico Alfieri, consigliere provinciale e soprattutto sindaco di Paliano.

Il suo è l’ultimo Comune ad avere resistito ad Acea ed a non avere ancora consegnato gli impianti municipali al gestore unico. Ha scritto «Nella nostra Città invece l’acqua non manca mai grazie ad una eccellente gestione della nostra partecipata Amea (difendiamocela e teniamocela stretta) con costi per i Cittadini inferiori del 30% rispetto alle bollette Acea Ato 5».

Prosegue il sindaco – presidente. «Noi continueremo la nostra battaglia giudiziaria affinché il servizio idrico resti ad Amea (siamo l’ultima Città della Provincia di Frosinone rimasta fuori dalla gestione Acea Ato 5) perché siamo convinti che ci siano tutti gli elementi giuridici che ce lo permettano. Intanto vi informo che per Dicembre è stata fissata udienza per discutere il ricorso Acea nei confronti di Amea e del comune di Paliano».

 

L’EMANUELE QUOTIDIANO

Emanuele Lanfranchi, capo della comunicazione del Governatore Nicola Zingaretti, prosegue nella sua quotidiana missione di pungere con uno spillo l’evanescente mondo grillino.

In giornata, il suo bersaglio è stata la Sindaca, sora Virginia Raggi. «Qualcuno ricordi al sindaco di Roma, che si estranea dal problema acqua, che il comune di Roma è azionista di maggioranza di Acea».

 

Domani è un altro giorno.

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