Don Giorgio dai poveri di Frosinone all’abbraccio con il Papa

A Frosinone era segretario del vescovo e di notte andava ad assistere i poveri. A Maputo, in Mozambico, regge una cattedrale. Domani accoglierà Papa Francesco in visita. Che in volo ha portatro un libro in cui si parla anche del caso Trisulti

A Maputo lo chiamano padre George. A Frosinone tutti lo ricordano come don Giorgio. Al secolo: Ferretti, già segretario del vescovo Ambrogio Spreafico presidente della commissione per il Dialogo Interreligioso nella conferenza dei vescovi italiani.

don Giorgio Ferretti

Troppo comoda la diocesi, troppo ‘normale’ il lavoro d’ufficio. Don Giorgio / padre Geroge la sera usciva dal suo alloggio e andava in giro per la stazione ferroviaria di Frosinone: a portare coperte per coprire i senzatetto, un piatto di pasta calda per chi non aveva mangiato. Roba che toglie il sonno a quelli della Comunità di Sant’Egidio.

Le comodità di Frosinone hanno iniziato a far sentire troppo stretto don Giorgio. Che qualche hanno fa ha comunicato al suo vescovo l’intenzione di mettere in uno zaino le sue poche cose. E andarsene dove ci sono i poveri in ogni angolo di strada: Mozambico. È partito con un biglietto aereo per Maputo, nella diocesi retta da monsignor Francisco Chimoio.

Lì è stato nominato parroco della Cattedrale dedicata a Nostra Signora dell’Immacolata Concezione. È una parrocchia molto grande: abbraccia tutto il centro di Maputo, riunisce la zona storica con l’area difficile del porto. Solo lo scorso anno sono stati mille i cresimandi tra giovani e adulti. 

Don Giorgio è il parroco che giovedì pomeriggio riceverà Papa Francesco nel suo viaggio apostolico in Mozambico, Madagascar e Mauritius. Lo riceverà nella Cattedrale di Maputo.

Il viaggio in Africa

La diocesi di Maputo attende il Papa

Francesco è atterrato nel tardo pomeriggio a Maputo; venerdì volerà in Madagascar e lunedì prossimo raggiungerà le isole Mauritius, prima di rientrare a Roma martedì.

Non è una tappa a caso quella in Mozambico: Papa Francesco va a sostenere il processo di pace iniziato con l’accordo del ’92; in agenda c’è la visita al centro per bambini di strada ed al centro medico per la cura dei malati di Aids, realizzati anche con la collaborazione di don Giorgio.

Gli attacchi americani

Ironia della sorte: sul volo che lo ha portato in Africa, Papa Francesco ha tenuto tra le mani un volume che parla di una zona nella qualedon Giorgio ha operato moltoi da vicino.

Steve Bannon – Foto Imagoeconomica – Rocco Pettini

È il libro Comment l’Amérique veut changer de Pape (Come l’America vuole cambiare Papa) scritto dal giornalista Nicolas Senèze, del quotidiano cattolico La Croix. Diffuso da oggi nelle librerie di tutta la Francia, il volume ricostruisce le manovre condotte nell’ultimo anno dall’estrema destra cattolica Usa per cercare di spingere il Papa alle dimissioni e orientare un nuovo conclave. A partire dalla lettera dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, ex nunzio negli Usa, che nell’agosto dell’anno scorso arrivò a chiedere le dimissioni di Francesco, accusandolo di avere coperto casi di pedofilia dei quali era a conoscenza. Il testo venne diffuso da una rete di blog conservatori tra Usa e Italia.

Il libro di Senèze elenca tutti gli attacchi arrivati al Papa da ambienti statunistensi nell’ultimo anno, neindividua il comune denominatore: un ristretto ambiente americano di matrice sovranista, rappresentato da personaggi come Steve Bannon: l’uomo che voleva realizzare a Trisulti l’accademia per il sovraniosmo mondiale, accanto ad una scuola di natura cattolica di natrice conservatrice e contraria ala corrente dìi papa Bergoglio.

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