Daniela porta Fausto da Zingaretti: doppio smacco al Pd

Nicola Zingaretti riceve in settimana il sindaco di Anagni Fausto Bassetta. Ad accompagnarlo sarà Daniela Bianchi. Il doppio segnale al Pd.

Fausto Bassetta incontrerà Nicola Zingaretti prima della fine della settimana.

Per la prima volta il Governatore spalanca la porta del suo ufficio al sindaco che attendeva quell’apertura dal giorno in cui è iniziata la crisi politica nel Comune di Anagni.

La porta era rimasta chiusa anche e soprattutto nei giorni in cui il non politico prestato alla politica, Bassetta, accusava la politica d’averlo lasciato con il cerino acceso in mano: di avergli fatto mettere la faccia davanti alla città promettendo cose che poi non gli sono state più date.

Prima su tutte l’ospedale cittadino: non un policlinico ma un semplice reparto ospedaliero con annessi laboratori per le analisi elementari. Una chiamata di correo diretta fatta alla Regione.

 

La porta chiusa è stato il minimo che potesse capitare. Aprirla in quel momento avrebbe significato accogliere quelle accuse e tentare di giustificarsi. Invece Fausto Bassetta era stato ricevuto dall’uomo che governa la cabina di regia della Sanità nel Lazio, Alessio D’Amato. Al termine di quel confronto, rientrando ad Anagni per riferire alla sua maggioranza e con le dimissioni ancora firmate ed in scadenza sul tavolo, il sindaco aveva giudicato quell’incontro «Una schifezza!».

 

Ad accompagnare Fausto Bassetta a Roma questa volta e ad aprirgli la porta, sarà Daniela Bianchi, consigliera regionale di Insieme per il Lazio.

 

La volta scorsa, da Alessio D’Amato nessuno l’aveva accompagnato: né Mauro Buschini che in estate aveva inaugurato Degenza Infermieristica dando il pretesto per lo scontro culminato nelle dimissioni poi ritirate dal sindaco; né Francesco De Angelis diventato l’ambasciatore che ha rincollato i pezzi del Circolo, né Francesco Scalia che esprime la maggioranza in quel Circolo.

 

La stessa Daniela Bianchi è stata l’ospite principale della cena tenuta venerdì sera ad Anagni, organizzata dal sindaco, alla quale erano presenti praticamente tutti gli esponenti di Progetto Anagni, della lista Fausto Bassetta Sindaco, di L’AltrAnagni, e di Anagni Democratica. Insomma, tutta la maggioranza. Tranne il Pd.

 

Che Fausto Bassetta non sia più in sintonia con i Dem è evidente come la luce del sole. Che abbia una maggiore facilità di interlocuzione con la consigliera di Insieme è altrettanto chiaro. Le due cose – come scriviamo da tempo – rendono lecito pensare che il sindaco stia costruendo una solidità della sua maggioranza basandola su equilibri diversi. Diversi da quelli che – nel suo modo di vedere – l’hanno preso in giro facendogli giocare la faccia, promettendo cose che poi non sono arrivate. E per un non politico si tratta di faccenda seria.

 

Nicola Zingaretti non è estraneo a queste dinamiche. Anche aprire o tenere chiusa la porta del suo ufficio rappresenta un segnale. Non al sindaco che ha dovuto aspettare. ma al Pd, soprattutto quello della provincia di Frosinone. Dal quale anche lui, come Fausto Bassetta, forse si aspettava cose differenti da quelle poi ottenute nel corso di questi cinque anni.

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