Effetto Provinciali/ Le conseguenze su Sora

Le conseguenze delle elezioni provinciali su Sora. La città non elegge Consiglieri. L'amarezza di Vinciguerra, buggerato alle urne. Ora il regolamento di conti al Bilancio. Il prezzo dell'isolamento politico

Quasi ventisettemila abitanti; fra le prime quattro città della provincia di Frosinone con una tradizione politica di tutto riguardo (il pensiero va a al quattro volte senatore Vincenzo Ignazio Senese sottosegretario al Commercio Estero, al compianto sindaco Cesidio Casinelli deputato nella XIII Legislatura, a Flavio Tanzilli deputato nella XII e nella XIV Legislatura e responsabile Giustizia della CdU, ad Enzo Di Stefano sindaco e consigliere regionale nonché presidente dell’Ater). Eppure, Sora, anche in questo giro elettorale per il rinnovo del Consiglio Provinciale non è riuscita ad esprimere un suo rappresentante.

Sembra un era fa quando il Gruppo consiliare di Forza Italia, con una sponda importante nell’ala Distefaniana, pur da una posizione di minoranza rispetto all’allora governo Tersigni, riuscì a far eleggere in Provincia il consigliere Vittorio Di Carlo che peraltro risultava essere uno dei consiglieri uscenti.

Nelle due successive tornate, regnante il sindaco Roberto De Donatis, Sora è rimasta al palo. Nonostante fosse stata presentata una sola candidatura, quella del dottor Augusto Vinciguerra, la debàcle odierna è stata tanto eclatante quanto prevista e largamente annunciata. Perché ha vinto l’egoismo, ognuno ha fatto una corsa per se stesso ed il suo schieramento. Non c’è stato un gioco di squadra.

L’amarezza di Vinciguerra

È lo stesso dottor Vinciguerra che racconta la sconfitta sulla sua pagina Facebook con un post che, apparentemente, rimanda ad una delle più belle pagine del libro Cuore. Ma che, più in profondità,  tracima delusione mista a rabbia e giustificato sentimento di redde rationem.

“Evviva! 298 voti in totale

 Nessuno dei Consiglieri comunali sorano si può più nascondere:

VINCIGUERRA 228 voti (il mio)

 DUE CARI AMICI 70 (voti).

 C’è chi mi ha addirittura telefonato x dirmi di essere andato a votar(mi)e.

 Altri non mi hanno guardato e/o salutato ieri, avevano già vergogna. 

 Se facessi il medico come questa gente fa la politica, non basterebbero le nostre tre valli x i M…..I che facevo giornalmente.

 Ringrazio comunque tutti”

Proviamo a tradurre politicamente lo sfogo del dottor Augusto Vinciguerra. Che, ad onor del vero, fu determinante per la vittoria dell’attuale sindaco Roberto De Donatis nel ballottaggio con l’allora sindaco uscente Ernesto Tersigni.

Evviva 298 voti in totale. Traduzione:  mi sento sbeffeggiato ed umiliato.

Nessuno dei consiglieri sorani si può più nascondere. Traduzione: nemmeno il Sindaco mi ha votato; per il rispetto che ancora gli porto non posso dire se il voto me lo aveva promesso (lascio alla vostra fantasia)

Vinciguerra 228 voti (il mio). Traduzione: meno male che mi sono votato altrimenti sarei passato alla Storia.

Due cari amici 70 (voti). Traduzione: l’amicizia fra persone che fanno politica è sentimento raro. 

C’è chi mi ha addirittura telefonato X dirmi di essere andato a votar(mi)e. Traduzione:spero che chi mi ha chiamato abbia almeno l’abbonamento telefonico all inclusive, altrimenti poteva risparmiarsi una telefonata dal sapore giudaico.

Altri non mi hanno guardato e/o salutato ieri, avevano già vergogna. Traduzione: omini, ominicchi e quaqquaraquà. Ricambierò a breve sguardi e saluti andando oltre la loro vigliaccheria.

Se facessi il medico come questa gente fa la politica, non basterebbero le nostre tre valli x i M…..I che facevo giornalmente. Traduzione: il sindaco in primis e tutti i consiglieri comunali di Sora sono dei veri e propri killer politici. Ma chi di killeraggio politico ferisce di killeraggio politico perisce.

Ringrazio comunque tutti. Traduzione: la colomba pasquale è già nei negozi e quindi anche quest’anno la mangerete; ma non illudetevi di poter sfilare giacca e cravatta (per quelli che la usano) alla prossima processione di Santa Restituta.

E ora il Consiglio sul Bilancio

Ora ci sarà il regolamento di conti in Consiglio comunale. Sul bilancio. La maggioranza del Sindaco Roberto De Donatis, nei fatti si è sfaldata alle Provinciali. Non ha corso su un nome unico: non ha fatto squadra, non ha cercato una strategia.

Molto ha pesato l’assenza di Alessandro Mosticone in una delle liste. Schierarlo in una delle Civiche in aperto sostegno al presidente Pompeo avrebbe aperto corridoi umanitari per il voto, sottraendolo a quelli di Partito. Ma solo in parte.

Il vero dato politico è che oggi l’amministrazione di Roberto De Donatis sconta il fatto di non avere bandiere, non avere referenti politici, avere voluto costruire la sua identità su una piattaforma civica obbligando i Partiti ad ammainare i simboli.

Civico è bello. Fa figo, sul momento. Ma poi porta conseguenze severe. Come l’isolamento politico confermato dalle urne in queste ore.

A pochi chilometri di distanza, Isola del Liri, per la quarta volta di fila elegge un suo Consigliere all’interno dell’assise provinciale.

I chilometri sono pochi. Le differenze politiche sono molte.

Re. So.

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