Egato: tutto rinviato ma Frosinone resta valida

Troppe polemiche. La Regione Lazio scarica al prossimo Consiglio la patata bollente degli Egato. Assemblee costitutive rinviate a dopo le elezioni Regionali. Resta valida quella di Frosinone. Ecco perché.

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Tutto rinviato a dopo le elezioni regionali del 12 febbraio 2023. Ovvero: la patata bollente degli Egato passa alla futura giunta e soprattutto al futuro Consiglio regionale. La Regione Lazio ha stabilito il rinvio per le assemblee dei sindaci chiamate ad eleggere gli organi dei nuovi enti che dovranno gestire la raccolta dei rifiuti nei loro territori. (Leggi qui: vRifiuti, Regione al bivio tra riforma e fallimento).

Troppe polemiche

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A decidere per il rinvio è stato il presidente vicario della Regione Daniele Leodori. Troppe polemiche in questi giorni, troppi veleni. Gli Egato sono previsti da una norma nazionale e già operano in molte regioni ma nel Lazio sono passati come un poltronificio del Pd; polemiche sono state sollevate anche sugli importi previsti per i Consiglieri d’amministrazione. Tutto rischiava di diventare materia di scontro nella campagna elettorale che inizierà tra qualche settimana.

Daniele Leodori ha congelato tutto «al fine di liberare dalla discussione elettorale la costituzione degli Egato». Nella nota con cui annuncia lo stop, ribadisce che sono «enti importanti che come prevedono le norme nazionali e regionali, hanno il compito fondamentale della gestione integrata del ciclo dei rifiuti secondo criteri di efficienza, sostenibilità ambientale e autosufficienza».

Le convocazioni dei sindaci vengono rinviate «per evitare polemiche e strumentalizzazioni. Saranno aggiornate dopo il voto del prossimo 12 febbraio. Il nuovo consiglio regionale, se lo riterrà opportuno, interverrà sulla remunerazione degli organismi direttivi».

Ma c’è anche un altro aspetto. Sollevato dall’ex assessore agli Affari Istituzionali nella giunta Storace, Donato Robilotta. Sospetta che il decreto di convocazione delle assemblee, non sia valido se firmato dal presidente vicario Daniele Leodori. Perché? Può adottare solo provvedimenti di ordinaria amministrazione o di somma urgenza. E l’assemblea Egato non è affatto detto che lo sia.

Perché Frosinone si

Il presidente dell’Egato di Frosinone, Mauro Buschini

Il provvedimento di rinvio riguarda «le assemblee per gli Egato mancanti»: significa che la costituzione dell’Egato della provincia di Frosinone resta valida ed altrettanto è valida l’elezione del presidente Mauro Buschini. (Leggi qui: Egato, Buschini presidente: la Lega caccia Quadrini e Girolami).

Perché? L’elezione di presidenti e Consigli d’amministrazione rappresenta il primo passo per la costituzione degli Egato. Solo dopo infatti si può passare alla redazione dello Statuto, che successivamente dovrà essere inviato in Regione per valutazione e approvazione. E solo una volta che un Egato sia formalmente costituito può anche affrontare eventuali valutazioni sul proprio territorio provinciale, ad esempio sugli impianti.

Ma è la Regione a stabilire la data di convocazione dei sindaci per la loro prima assemblea. Per Frosinone è stato fatto subito, in quanto la Provincia andava al rinnovo. Per le altre, si dovrà attendere. Ed è un’attesa lunga, in una Regione, come il Lazio, in cui alcuni territori soffrono per carenze impiantistiche.

Il tira e molla di Latina

Latina, ad esempio è ora preda di un curioso tira e molla. Perché il rinvio deciso oggi dilata i dempi. Ma la stessa Regione impone a Latina tempi rapidi per l’individuazione della discarica dove sotterrare ciò che avanza dalla lavorazione dei rifiuti; scelta per la quale sarà necessario avere un Egato costituito e funzionale.

Gerardo Stefanelli

Dopo il commissariamento imposto dalla Regione nella scorsa primavera, il commissario Illuminato Bonsignore aveva indicato tre possibili siti possibili, tutti contestati dai territori; giorni fa la Regione aveva anche scritto alla Provincia, suggerendo di valutare anche una proposta giunta da una società privata.

Missiva alla quale ora la Provincia guidata da Gerardo Stefanelli, sta per ribattere punto su punto: la competenza sulla scelta dei siti è della Provincia; sarà necessaria una Valutazione ambientale strategica (Vas) e questa può essere fatta solo sui tre siti indicati dal commissario, dato che è il suo atto – commissariale – ad avere valore amministrativo. (Leggi qui: Stefanelli: “La discarica? Non tocca a noi farla”).

Un lungo braccio di ferro, ora rinviato ai futuri equilibri politici che emergeranno dalle elezioni regionali del 12 febbraio. 

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