Il fattore Cassino terrorizza i big del Pd

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Qualunque cosa sia successa, ovunque siano torti o ragioni, errori o responsabilità, una cosa è certa: la sconfitta alle elezioni comunali di Cassino è avvenuta per limiti insuperabili della federazioni provinciale del Partito Democratico. Scaricare adesso ogni responsabilità sul circolo di Cassino può servire per i tatticismi interni, ma non può cambiare di una virgola quanto successo.
 La segreteria provinciale, guidata da Simone Costanzo, non è riuscita a mediare tra Giuseppe Golini Petrarcone e Francesco Mosillo.


Francesco Scalia, Nazzareno Pilozzi e Domenico Alfieri non sono riusciti a mettere in piedi un ponte di dialogo tra Petrarcone e Mosillo.

Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti non hanno provato neppure a costruire le ragioni di un accordo tra Petrarcone e Mosillo.


Né al primo, né al secondo turno.

Il Partito Democratico non è più capace di fare accordi in provincia di Frosinone? No: all’Asi e al Cosilam fa accordi, con Forza Italia e con le associazioni di categoria. Alla Saf fa accordi. Alla Provincia ha fatto accordi che hanno portato alla spaccatura, poi ricomposta e adesso di nuovo in frantumi.
 Antonio Pompeo, da presidente della Provincia, ha fatto un’intesa ampia con i sindaci sulla questione del servizio idrico, per mettere Acea all’angolo. Mauro Buschini ha fatto accordi con i sindaci alla Asl per mettere in difficoltà l’allora manager Isabella Mastrobuono.


Allora, il punto è che il Partito Democratico non è interessato a fare accordi al proprio interno. Giuseppe Golini Petrarcone ci è rimasto sotto adesso, tra un anno toccherà al candidato sindaco di Frosinone. 
La variabile che i leader non avevano considerato è che Marino Fardelli e Giuseppe Golini Petrarcone potessero aderire entrambi al Pd, siglare un patto di ferro e caratterizzare la loro corrente sul piano territoriale, cassinate per l’esattezza. In questo modo rivendicheranno una candidatura alle regionali (Fardelli), forse la prossima presidenza della Provincia (Cassino) e alle elezioni alla Camera saranno loro a dare le carte in quella parte della provincia.

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