Fortini conferma: Colle Fagiolara stop il 31 dicembre

L'amministratore di Lazio Ambiente conferma lo stop alla discarica di Colleferro dal 31 dicembre. Nel frattempo arrivano mille tonnellate di rifiuti al giorno.

La discarica di Colleferro chiuderà il 31 dicembre 2019. Parola di Daniele Fortini, amministratore unico di Lazio Ambiente. Che ha confermato l’imminente avvio delle operazioni di post mortem, partendo dalla parte più vecchia. È quella chiusa come lotto già 12-13 anni fa. (leggi qui Addio Colle Fagiolara, partono in anticipo i lavori per bonificare la discarica)

Fortini lo ha detto ad una delegazione di 10 persone del movimento ‘Rifiutiamoli‘, in visita a Colle Fagiolara, assieme al sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna ed all’assessore all’Ambiente Giulio Calamita.

Nel frattempo però a Colle Fagiolara vengono conferite circa 1.000 tonnellate di rifiuti al giorno. La maggior parte arriva da Roma Capitale: una media di 40 camion che ogni giorno raggiungono la cittadina. L’immondizia non è il ‘tal quale‘ gettato nei cassonetti ma il risultato delle lavorazioni compiute negli stabilimenti Tmb della Saf di Colfelice, Rida Ambiente di Aprilia, Ama Rocca Cencia, Malagrotta 1 e 2.

Mille tonnellate al giorno che sono state definite una “enormità” dalle associazioni. Soprattutto considerando il fatto che si tratta di rifiuti non sempre stabilizzati: la procedura prevede che le immondizie trascorrano un certo periodo all’interno di vasconi di cemento interrati, fino a quando non abbiano finito di fermentare; possono uscire solo una volta che hanno smesso di consumare ossigeno e sono quindi completamente stabilizzati. Invece a Colle Fagiolara arrivano spesso immondizie che producono cattivo odore: significa che non sempre hanno completato il ciclo di biostabilizzazione.

Il caso più recente è quello che il 16 aprile scorso ha portato allo sciopero degli studenti dell’Ipia ‘Parodi Delfino’. La puzza aveva reso irrespirabile l’aria nonostante fossero in funzione i nebulizzatori che spruzzando acqua appesantiscono le particelle di aria e la fanno ricadere al suolo, attenuando i miasmi. Una situazione “inaccettabile” per le associazioni, che temono l’approssimarsi della stagione calda. E chiedono di “risalire la catena fino all’origine del malfunzionamento“.

Il sito è continuamente sotto l’attenzione dell’Arpa, che interviene con più controlli a settimana. Anche della Forestale ed il Noe effettuano controlli costanti.

Il post mortem sara’ finanziato dalla Regione Lazio. Si farà carico del mancato accantonamento di risorse negli anni: andavano messe da parte con questo scopo, sia dal Consorzio Gaia, poi Consorzio Gaia SpA, quindi Consorzio Gaia spa in amministrazione straordinaria e Lazio Ambiente spa.

Un ammanco di “25 – 26 milioni di euro” per un’operazione, il post mortem, che durerà 30 anni.

Negli anni scorsi, finito lo spazio sotto terra, si è cominciato a costruire colline con i rifiuti. Un po’ come sta avvenendo ora a Roccasecca. La sopraelevazione di 7 metri fatta qualche anno fa ora però potrebbe finire in un invaso che si è creato dallo spostamento dei tralicci dopo la chiusura del 31 dicembre.

Sul compound da 500mila tonnellate, annunciato su Colleferro dalla Regione Lazio alla presentazione delle linee guida del nuovo Piano Rifiuti, le associazioni tagliano netto: “Abbiamo detto a Fortini che non permetteremo il ripresentarsi di un sistema di gestione funzionale a Roma Capitale e alla Regione Lazio, perche’ ogni territorio deve autodeterminarsi“.

E avvertono: “Se al 31 dicembre dovesse uscire fuori, in virtu’ di un’emergenza, un’ordinanza del presidente della Regione o un intervento del Prefetto per prolungare la vita della discarica, il movimento Rifiutiamoli sapra’ valutare le azioni da mettere in campo“.

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