Frosinone, l’ex tecnico Cavasin lancia la sfida più stravagante

L’allenatore veneto riparte dalla Prima categoria: guiderà il Barisardo formazione della provincia di Nuoro. Una scelta a dir poco singolare per un trainer che ha vinto la “Panchina d’Oro” ed ha collezionato 418 presenze nei campionati professionistici. In Ciociaria una stagione in Serie B ma poco feeling con la piazza. Tuttavia ha conquistato una salvezza tranquilla e contribuito alla valorizzazione di elementi come Lodi, Eder e Salvatore Bocchetti.

Alessandro Salines

Lo sport come passione

Ci vogliono coraggio, passione e un pizzico d’incoscienza per decidere di allenare in Prima Categoria dopo aver vinto la “Panchina d’Oro” e collezionato 418 gare nei campionati professionistici. Ma l’ex canarino Alberto Cavasin, 65 anni, uno dei decani degli allenatori italiani, è abituato a scelte singolari (“Anche da giocatore sono sceso dalla Serie A alla C”, ha detto alla Gazzetta dello Sport) e controcorrente.

E così l’altro giorno ha guidato il primo allenamento della Barisardo, formazione di un piccolo paese di 3900 anime in provincia di Nuoro che milita del girone C della Prima categoria. Cavasin dunque riparte dai dilettanti a distanza di 3 anni dall’ultima apparizione in Serie C sulla panchina del Sant’Arcangelo. Cavasin in 31 anni di carriera ha allenato 17 club tra Serie A, B e C e tra questi anche il Frosinone per una stagione.

La diciottesima squadra è il Barisardo per un’avventura che in pochi avrebbero previsto. 

CAVASIN ED IL MAL DI SARDEGNA

Alberto Cavasin ai tempi del Frosinone

Alberto Cavasin era in procinto volare in Africa per guidare la Nazionale del Congo. Poi però l’amore per l’Isola, dove è stato tante volte in vacanza, e il gancio dell’amico Paolo Campolo hanno fatto cambiare idea all’allenatore nato a Treviso.

Ho conosciuto il presidente del Barisardo Roberto Ibba, una persona molto appassionata e genuina – ha raccontato Cavasin – Mi ha invitato in paese per ben due volte. Pensavo di ripartire al massimo da una Serie D, ma ho riflettuto tanto. E alla fine sono stato convinto dalle idee del presidente che vuole fare qualcosa d’importante per il territorio”. Il Barisardo punta a vincere il campionato che scatterà il 26 settembre.

La società ha un’organizzazione di alto livello per la categoria ed ha un seguito di 500 tifosi a partita. “C’è uno staff tecnico vero ed io ho potuto portare un collaboratore (Alberto Possamai ndr) – ha proseguito Cavasin – Abbiamo giocatori non sardi ma anche locali. Al campo c’è sempre il tutto esaurito, l’obiettivo è la promozione ma dobbiamo vincere ben 9 derby…”.

Cavasin metterà esperienza, carisma e competenze per cercare di conquistare il campionato e regalare una gioia a questo minuscolo borgo con spiagge da sogno e dominato dalla Torre aragonese.

DAL MIRACOLO LECCE AL FROSINONE

Maurizio Stirpe ed Alberto Cavasin

Cavasin, ex difensore (ha marcato pure Maradona) di varie squadre, inizia ad allenare nelle giovanili del Padova. Poi si fa le ossa tra Treviso, Trenvo, Fano, Ravenna, Gualdo, Fiorenzuola e Cesena. La svolta della carriera arriva al Lecce a partire dal 1999 dove conquista due miracolose salvezze di fila in Serie A tanto che da essere insignito della Panchina d’Oro 1999-2000.

Dopodiché trascina la Fiorentina dalla C2 alla C1 e guida in A senza troppa fortuna Brescia, Treviso e Messina.

Nel 2007 approda quindi al Frosinone. I giallazzurri, al secondo anno in Serie B, si presentano rinforzati in tutti i reparti per puntare alla parte sinistra della classifica con vista sui playoff. L’organico è di buon livello con giocatori importanti per la Serie B come Sicignano, Antonio e Salvatore Bocchetti, Scarlato, Amerini, Biso, Argilli, Pecchia, Lodi (autore di 20 reti), Eder, Evacuo, Margiotta e Dedic. Malgrado ciò il Frosinone non sfonda e non va oltre un dignitoso decimo posto con 56 punti (sesto attacco del campionato con 63 reti), 15 vittorie, 11 pareggi e 16 sconfitte.

Alla fine il bilancio non è deludente ma neppure esaltante. Inoltre Cavasin non riesce a legare con la piazza e probabilmente neppure con il gruppo. Questione di carattere. Inoltre l’eredità lasciatagli da Ivo Iaconi, tecnico della prima promozione in B ed amatissimo dai tifosi, si è rivela pesantissima. Tuttavia il tecnico veneto ha il merito di contribuire alla valorizzazione di elementi come Lodi, Salvatore Bocchetti ed Eder che hanno spiccato il volo verso palcoscenici più prestigiosi.

TANTE DELUSIONI

A giugno 2008 Cavasin saluta tutti e lascia il posto a Piero Braglia. I rapporti con la società comunque restano cordiali. Il tecnico ad esempio non manca ai funerali del cavaliere Benito Stirpe nel dicembre 2008 e partecipa all’inaugurazione dello stadio “Stirpe” il 28 settembre del 2017 sottolineando in quell’occasione il grande lavoro svolto dalla dirigenza giallazzurra.

Dopo la stagione al Frosinone, Alberto Cavasin non è riuscito più ad esprimere il suo valore. Ha collezionato soltanto risultati negativi come al Brescia, al Bellinzona in Svizzera, alla Sampdoria dove è retrocesso in Serie B, al Leyon Orient in quarta serie inglese e al Sant’Arcangelo.

Ora ci riprova nel Barisardo nella sfida più stravagante della sua carriera. “E’ una novità assoluta, ma si sta bene e la gente è molto ospitale. Per non parlare della cucina…”. Con coraggio, passione ed un pizzico d’incoscienza Cavasin è tornato per cercare il colpo di coda della sua lunga carriera.   

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