Gentiloni: io sto con Zingaretti

L'ex presidente del Consiglio dei Ministri, intervenendo a Che Tempo che Fa fa un endorsement esplicito a Nicola Zingaretti in corsa per diventare segretario nazionale Pd

Lo avevano visto alla ex Dogana per l’iniziativa di Nicola Zingaretti. Ma anche alla residenza Ripetta per la presentazione del libro del suo ex ministro Marco Minniti. L’ex presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni ha sciolto i dubbi: al prossimo congresso Pd sosterrà il governatore del Lazio per farlo diventare Segretario Nazionale del Partito.

Lo ha fatto con un endorsement esplicito: nello studio Rai di Che Tempo che Fa, commentando con giudizi più che positivi la candidatura di Zingaretti alla guida del timone Dem.

«Io non sono tra i candidati: penso che Zingaretti sia un ottimo candidato. Può essere un’idea di stagione nuova. Minniti non so se si candiderà, lo difenderò sempre per quello che ha fatto».

 

Nel corso dell’intervista Paolo Gentiloni ha affrontato anche il tema delle criticità nel suo mandato a Palazzo Chigi. Aveva la possibilità di imporre una legge elettorale diversa da quella che ha portato elezione di una maggioranza gialloverde. Ma non lo ha fatto.

«La legge elettorale avvantaggiava gli altri, ma è stato un errore obbligato. Ho sempre pensato che sarebbe stata una cattiva legge elettorale ma mi sono rassegnato a una richiesta fortissima arrivata dal Parlamento. E’ stato un errore e talvolta gli errori sono molto gravi».

 

A proposito del governo Lega – M5S. Paolo Gentiloni ha riconosciuto che il governo Conte – Salvini – Di Maio ha «un notevole consenso (…) ma il consenso è effimero. (…) Non credo che la situazione dentro il governo esploderà a breve, ma se dovesse accadere si dovrebbe andare ad elezioni».

Nel Pd molti, a partire da Matteo Renzi, sono convinti che questo governo arriverà appena alle prossime Europee. E che crollerà sotto il peso delle scelte economiche che sarà obbligato a fare. Gentiloni ha una visione più prudente: «vedo una grande precarietà economica: la manovra si può ancora correggere. Ci sono ancora due o tre giorni di tempo e con Bruxelles si negozia. Ma se tu stai in Europa e dici che non ti interessa la violazione delle regole, non ti arriva la bacchettata di Bruxelles ma dei mercati».

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