Il j’accuse di Gratteri e il fuoco dei Cinque Stelle su Mostarda

Il magistrato: “Molta gente anche capace, addetta ai lavori, non scenderà in Calabria perché rischia di azzerare una carriera brillante per un anno e mezzo, due, di commissariamento”. E Zingaretti prenda atto che i grillini non sono degli alleati.

Mentre in consiglio dei ministri andava in scena l’ennesima puntata di quello che gli addetti ai lavori definiscono ormai “lo scannatoio della notte a Palazzo Chigi”, Nicola Gratteri (il più autorevole magistrato italiano nel mondo), rispondeva sul tema a Giovanni Floris nel salotto di DiMartedì.

Nicola Gratteri nello studio di DiMartedì

Chiaro come sempre, Nicola Gratteri. “Dopo tutto questo parlare, molta gente anche capace, addetta ai lavori, non scenderà in Calabria perché rischia di azzerare una carriera brillante per un anno e mezzo, due, di commissariamento. Se poi non riesce nel progetto, nel risultato, azzera quello che ha fatto in quarant’anni di brillante professione”.

Floris ha incalzato: ma quanto è grosso il rischio di fare il commissario della Sanità in Calabria? Gratteri ha spiegato: “Il rischio c’è ancora, anche perché nell’ultimo decreto c’è la possibilità di scegliersi 25 collaboratori, però all’interno dell’ASP cioè l’Azineda di Sanità Pubblica della Calabria. Ma se alcune di queste ASP sono state sciolte per mafia, il commissario da dove li deve pescare? Se i soggetti attuatori devono essere le ASP e nelle ASP c’è gente che è entrata come portinaio e usciere e adesso è dirigente, un manager addetto ai lavori non va a rischiare. Quindi ci vorrebbe la possibilità di poter scegliere almeno in campo nazionale, almeno di poter avere uno staff per andare a controllare i bilanci, i pozzi senza fondo di alcune ASP che addirittura non hanno bilanci da anni”.

Non fa una piega.

Varratta, Mostarda, Miozzo

Agostino Miozzo. Foto © Sara Minelli, Imagoeonomica

Nella serata di ieri erano due i nomi in campo. Quello di Narciso Mosatarda, attuale manager della Rm6 e assessore alla Cultura a Frosinone ai tempi di Memmo Marzi. E quello di  Luigi Varratta: prefetto dal 1° settembre 2008, ha svolto le funzioni a Crotone e dal 30 dicembre 2009 è stato prefetto di Reggio Calabria per poi andare a Firenze dal 2 aprile 2012. (Leggi qui I protagonisti del giorno. Top e Flop del 25 novembre 2020).

Ancora Gratteri: “Li conosco così, ma per me conoscere vuol dire averlo “pesato”, averlo valutato sul campo di battaglia. Varratta faceva il prefetto, ora mi pare che da un anno sia in pensione. Non so poi nel mondo della sanità quali competenze… se ce la farà, non ce la farà…”.

In ogni caso, nulla da fare. I veti incrociati hanno bloccato tutto. Questa mattina il governo ha chiesto ad Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, di diventare commissario per la Sanità in Calabria. Cioè colui che dovrà risanare delle vere e proprie voragini.

Il vero problema

Narciso Mostarda (Foto: Aracne Tv)

Impossibile pensare di farlo con questo tasso di contrapposizione ideologica. Ma a dire la verità è Nicola Zingaretti che deve riflettere seriamente. Narciso Mostarda è un apprezzato e brillante manager sanitario del Lazio. È evidente che il suo nome è stato fatto da Zingaretti e quindi dal Pd. Con il Movimento Cinque Stelle (al quale fa riferimento Giuseppe Conte) che da settimane “bombarda” l’ipotesi del manager ciociaro al vertice della sanità calabrese.

Zingaretti non può non porsi il problema se davvero vale la pena continuare a governare con degli “alleati” che sanno soltanto bocciare e mai promuovere. Con degli alleati che preferiscono la Cina agli Usa e all’Europa.

Il fuoco di fila sul nome di Narciso Mostarda non può non aprire gli occhi a Nicola Zingaretti, segretario del Pd.

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