I messaggi nascosti di Mastrangeli

Come va letta l'intervista rilasciata in queste ore da Riccardo Mastrangeli. A chi sono rivolti i messaggi in codice. Dove vuole arrivare il sindaco di Frosinone candidato presidente della Provincia

Una serie di messaggi tra le righe. Sono quelli lasciati dal sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli nell’intervista rilasciata in mattinata a Ciociaria Oggi. Messaggi che possono aprire un nuovo scenario in vista delle elezioni provinciali di domenica prossima: quelle che indicheranno il successore di Antonio Pompeo nel palazzo di piazza Gramsci.

Per decifrare i messaggi si deve tenere presente lo schema di partenza. E delle battaglie interne.

Lo schema e le battaglie

I candidati alla Provincia

Lo schema iniziale è chiaro. E cioè: Riccardo Mastrangeli è l’unico candidato dichiaratamente di centrodestra “civico in quota Lega”; punta a realizzare l’accoppiata Capoluogo – Provincia già concretizzata in molte altre località italiane nello spirito della riforma Delrio.

Mentre Luigi Germani (sindaco di Arce) è il candidato della continuità con Antonio Pompeo. Esponente del Pd, viene sostenuto dalle aree del presidente uscente, del sindaco di Cassino Enzo Salera, dell’ex Segretario provinciale Simone Costanzo. Su di lui c’è Fratelli d’Italia e ci sono i civici di Vacana.

La componente maggioritaria del Pd e buona dei centristi di Azione ed Italia Viva stanno sul nome del sindaco di Sora Luca Di Stefano.

La frammentazione nasce dalle battaglie interne ai singoli Partito o schieramenti. Tra Lega e Fratelli d’Italia è in atto un braccio di ferro per la leadership del centrodestra. FdI rivendica quel ruolo guida in virtù del 30% dei consensi registrato alle Politiche; la Lega lo rivendica in virtù dell’enorme numero di sindaci ed amministratori che può schierare di fronte alle sole due amministrazioni FdI (Ceccano e Patrica).

Nel Pd c’è la lotta tra le correnti, specchio della spaccatura interna sul piano regionale. Da un lato Area Dem di Dario Franceschini e Bruno Astorre (con Pompeo, Salera & co.) e dall’altro l’area di Claudio Mancini, Goffredo Bettini e Francesco De Angelis. Agguati e coltellate sono stati evidenti nei mesi scorsi. In particolare al momento delle candidatura del sindaco di Roma e del governatore del Lazio. Poi ci sarà la sfida per il Congresso regionale. Lascerà almeno una vittima politica sul terreno e le provinciali di Frosinone sono solo una tappa dello scontro.

I messaggi di Mastrangeli

Foto © Stefano Strani

Vanno lette in questo scenario le dichiarazioni del sindaco di Frosinone. Il primo passaggio chiave è sull’identità politica. È un messaggio a tutti gli amministratori che credono ci sia una differenza tra centrosinistra e centrodestra. In particolare a quelli che sono o guardano con favore a Fratelli d’Italia ma non se la sentono di seguire la linea che gli dice di votare un candidato del Pd come Gino Germani. Dice Mastrangeli «nella vita si hanno visioni e prospettive. Che prendono forma sulla base delle proprie convinzioni ed esperienze. In questo senso io rivendico la mia visione di centrodestra, all’interno della quale ho un progetto di crescita civico per la Provincia, che va al di là dei rigidi steccati politici».

Il secondo messaggio è di concretezza. Punta su quei sindaci che hanno in piedi progetti legati al Pnrr. E su quelli che vorrebbero agganciare un progetto europeo ma sono troppo piccoli per riuscire a svilupparlo. Qui c’è uno dei principali punti di differenza con la visione di Gino Germani. Per il quale va bene ciò che il presidente Antonio Pompeo ha messo in piedi. Mastrangeli invece ritiene che non basti e lo dice in base all’esperienza personale al Comune di Frosinone. Offre anzi una visione diversa: e dice ai piccoli Comuni che «la Provincia dovrà avere un ruolo centrale e finora del tutto inedito. Fare da raccordo e sviluppare progetti che coinvolgano più Comuni, come se fossero un’immensa area metropolitana».

Su questo aspetto, la sintesi migliore sta nell’endorsement fatto dal sindaco di Fiuggi Alioska Baccarini: «Devo realizzare un grande progetto che rilancerà l’intero comprensorio. Come interlocutore in Provincia voglio avere la persona che in questi anni ha realizzato a Frosinone progetti come l’acquisizione del Nestor e della sede ex Bankitalia».

Il cambio di scenario

Il messaggio politico più forte è quando Riccardo Mastrangeli dice delle Provinciali «Non siamo allo stadio, non è una competizione olimpica. Se vinco, con me vince un modo di vedere l’insieme delle diverse Comunità ed un modello di governo dei territori». È un chiaro segnale a Fratelli d’Italia affinché si giunga ad una sintesi politica.

Dice Mastrangeli «Non escludo che il centrodestra possa andare unito. Almeno nel segreto dell’urna. Ha ragione il mio competitor Gino Germani quando al Manzoni di Cassino ha detto “mai con la fiamma tricolore” volendo sintetizzare che le unioni politiche innaturali sono solo inciuci». È un invito evidente a quella parte di FdI che non intende sostenere un sindaco Pd solo per fare un dispetto alla Lega.

Infatti aggiunge «La mia è una visione di centrodestra dentro la quale c’è un progetto amministrativo civico. È per questo che sarà più naturale per gli elettori di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega votare per me e non per un sindaco notoriamente e legittimamente del Partito Democratico».

L’alleanza necessaria

La logica vuole che prima di domenica una sintesi venga raggiunta. O palese o sotterranea. Perché ad oggi c’è un sostanziale equilibrio numerico tra le parti. Tutti possono vincere ma al tempo stesso tutti possono perdere. E chi perde si gioca molto in termini di credibilità sullo scenario romano. Ai leader degli schieramenti verrebbe imputata una mancanza di unità che non ha pagato. Rischiando ripercussioni in chiave Regionale.

Tutti hanno troppo da perdere. E come ebbe a dire Enrico di Navarra “Parigi val bene una Messa”. Una sintesi appare lo scenario meno campato in aria. Nessuno si ritirerà. Non ufficialmente. Ma i numeri diranno se una parte del voto è stata spostata. Evitando una lotteria all’ultimo Consigliere e garantendo una vittoria che a quel punto sarebbe matematica.

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