Il dubbio amletico: alle Comunali vestiti da civici o da politici?

All'inizio della prossima settimana ci sarà una nuova riunione della coalizione di centrosinistra. Ma il problema è vecchio. Presentarsi come civici o con i simboli? Il problema è...

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Nuove riunioni e vecchi problemi per la coalizione di centrosinistra di Anagni, alla ricerca di una composizione definitiva in vista delle elezioni Comunali della prossima primavera. Una nuova riunione è prevista per l’inizio della settimana prossima, e potrebbe chiarire il quadro. Anche se, visti i precedenti, non c’è molto da fidarsi. (Leggi qui: Nasce il Campo Civico, Natalia ha lo sfidante).

Dopo la conferma, la scorsa settimana, con tanto di nota ufficiale, della creazione della coalizione (la seconda in ordine di apparizione dopo LiberAnagni), resta il vecchio problema della sua dimensione (politica, almeno in parte, o del tutto civica). E conseguentemente delle forze che parteciperanno.

Il ruolo del Pd

Egidio Proietti

Fino ad ora infatti le sigle di quell’area si sono distinte per la volontà di mantenere un profilo civico anche se molte figure di quella coalizione hanno una identità politica molto chiara. Vedi ad esempio il vicepresidente provinciale Alessandro Cardinali: è stato a destra per tutta la sua vita politica, fino all’uscita dalla Giunta era un dirigente provinciale di FdI.

Il che però potrebbe creare problemi con quella che, nel centrosinistra cittadino, è la forza più connotata politicamente; ovvero il Partito Democratico. Il cui segretario cittadino, l’avvocato Egidio Proietti, ha affermato più volte in modo chiaro che il Pd non si siederà ad una tavola apparecchiata da altri. Tradotto; non accetteremo di stare in una coalizione che non veda la nostra centralità, e soprattutto che non preveda la presenza del nostro simbolo.

Il problema è che questa (giusta in assoluto) considerazione, si scontra contro il fatto che il resto della coalizione ha, al momento, previsto di dare a tutto il rassemblement un marcato accento civico. Non  a caso, nelle precedenti riunioni, il consigliere Pd Sandra Tagliaboschi ha partecipato, ma chiarendo sempre di presentarsi appunto come consigliere comunale e non come esponente del Partito.

Politici o civici

E dunque, prima o poi questo tema dovrà essere affrontato, ed una decisione dovrà essere presa. Proprio di questo si dovrebbe discutere la prossima settimana.

La sensazione è che sul tema ci sia, al momento, un doppio canale; quello locale, che punta alla centralità del Pd con tanto di simbolo; e quello Provinciale e Regionale, che punta al peso complessivo della coalizione, più che alla sua connotazione politica. Anche perché, è il ragionamento che si fa, se il Pd decide di entrare col simbolo, non si vede perché altre forze non dovrebbero fare altrettanto; cosa che aggiungerebbe a tutto ciò la difficoltà legata alla coesistenza di simboli politici che sarebbe arduo far stare assieme.

Del resto, vista la situazione, l’obiettivo principale, per molti, è, più che di mettere le bandierine, quello di recuperare una città amministrata dal 2018 dal centrodestra. Un centro destra che, attualmente, con la lotta interna tra il sindaco in carica Daniele Natalia e l’ex sindaco Franco Fiorito, appare diviso ed indebolito.

Un’occasione di cui bisognerebbe approfittare.

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