Il patto impossibile per le elezioni alla Basilica di Canneto

La foto li ritrae sorridenti. Rilassati. Mario Abbruzzese, Antonio Pompeo, Marino Fardelli e Andrea Amata non sono reduci da un pranzo politico nel quale hanno gettato le basi per un’alleanza, non hanno risolto il nodo del gruppo di Forza Italia in Provincia (dove Gianluca Quadrini e Vittorio Di Carlo chiedono deleghe più ricche, togliendole al loro amico Danilo Magliocchetti, sostenendo che loro non si riconoscono nella linea di Mario Abbruzzese); non hanno individuato nemmeno la via unitaria per le elezioni comunali a Cassino costituendo il fronte anti Giuseppe Golini Petrarone. In realtà, erano al santuario di Canneto: non per chiedere la grazia ma per assistere alla cerimonia di elevazione a Basilica Minore (Qualcuno, per confondere le acque ha provato a fare credere che erano al matrimonio dell’assessore comunale Igor Fonte di Cassino). Ad un certo punto, uno dei protagonisti dell’immagine ha esclamato: “Facciamoci una foto e facciamola avere ad Alessio Porcu, vediamo cosa scrive nel blog“. Accontentati. Ma adesso sveliamo anche qualche retroscena.

Abbruzzese, Pompeo, Fardelli e Amata in apparenza sono lontani tra di loro anni luce. In realtà non è così. Anche se non faranno alcuna alleanza elettorale a Cassino.

La situazione. Mario Abbruzzese ha messo in campo la strategia più intelligente con cui evitare polemiche tra i suoi fedelissimi che aspirano alla candidatura a sindaco di Cassino. Una tattica superiore e più efficace delle primarie inventate dal centrosinistra. Si riassume nel motto: “Andate e scannatevi da soli“. In pratica, tutti quelli che tra le sue file pensano di poter fare il sindaco sono stati lasciati liberi di far partire la loro campagna elettorale: “in questo modo – si lasciano sfuggire dal suo quartier generale – si renderanno conto che la campagna elettorale non è solo fare un comunicato al giorno per i quotidiani locali, capiranno così quanto sia dura organizzarsi gli incontri con la gente, andare casa per casa, chiedere i voti, prendersi gli insulti da tutti, sentire le lamentele della gente, soprattutto pagare manifesti e riunioni, per non parlare di quelli che se non gli paghi una bolletta o non gli metti in mano un buono benzina non ti guardano nemmeno in faccia…”. Si sono autocandidati almeno in quattro. La convinzione è che poco alla volta, si fermeranno tutti: come gli orsetti della pubblicità Duracell. A quel punto? Mario passerà e recupererà tutti, facendogli fare una lista civica ciascuno, mettendoli a capo della lista, a sostegno del suo candidato sindaco in modo che possano capitalizzare il lavoro fatto in questi mesi. Meglio consigliere comunale che niente. Ed il candidato sindaco? Lo sa solo lui. Questi mesi diranno se sarà uno dei corridori liberi che sono già partiti oppure uno dei due professionisti sui quali ha puntato l’attenzione ma non vogliono sentir parlare di politica.

Marino Fardelli continua la sua corsa personale.  Tutti pensano che stia facendo credere che si candiderà a sindaco a capo di una coalizione di centro in chiave anti Petrarcone, per potersi tirare indietro all’ultimo momento in cambio dell’appoggio al suo obiettivo e cioè la conferma del seggio in Regione. Possibile. Ma la realtà – ad oggi – è l’esatto contrario. E cioè il vero obiettivo di Fardelli è il Municipio e per raggiungerlo è disposto a sacrificare la candidatura in Regione. Sa che c’è troppo affollamento (Mauro Buschini e Daniela Bianchi, quali consiglieri uscenti, saranno in campo; Antonio Pompeo non vede l’ora di lasciare una Provincia nella quale non prende un soldo di indennità, non può amministrare praticamente niente perchè non ci sono soldi, deve solo mettere tasse per far quadrare i conti e Francesco Scalia gli ha promesso la candidatura a Roma, Nazzareno Pilozzi se dovesse saltare la candidatura alla Camera ha già pensato ad un trasferimento alla Pisana). E l’obiettivo del Comune potrebbe essere alla sua portata se ci fossero gli uomini giusti ad appoggiarlo. Scalia ha detto si. Alfredo Pallone – che ha la vista più lunga di tutti – ha messo la fiche: se ci saranno i numeri giusti attorno a Fardelli lo appoggerà, pretendendo però un ticket con uno dei suoi colonnelli nel ruolo di vice sindaco.

E Peppino Petrarcone? Sta cercando di capitalizzare la ritirata strategica – fatta in pessimo modo – sull’elezione del CdA Cosilam. Il presidente della Camera di Commercio Marcello Pigliacelli ha già fatto un endorsement dicendo “Se abitassi a Cassino voterei senza dubbio per Petrarcone“. I prossimi mesi diranno se è vero oppure è solo una strategia. Un dato è certo: Pigliacelli ha dimostrato – a chi basa il giudizio sulle cuffiette musicali al collo o le sciarpette indossate anche in estate – d’avere molta più testa di quello che i superficiali gli attribuiscono. Ha ispirato le alleanze con cui Francesco De Angelis è diventato presidente dell’Asi, Pietro Zola è diventato presidente del Cosilam, lui stesso è diventato presidente della Camera di Commercio. A Cassino ha già cementato un asse di industriali capace di spostare voti e generare consenso. Con chi andrà? Con certezza starà con Francesco De Angelis che in una sola mossa ha fatto sentire alla sezione Pd di Cassino il proprio peso politico (senza di lui, il figlio del segretario non sarebbe mai entrato nel CdA Cosilam). Staranno con Petrarcone? I contatti sono avviati. Vanno avanti da settimane. Si riproporrebbe così, anche a Cassino, lo scontro tra le due anime Pd con Petrarcone sostenuto da De Angelis e Fardelli sostenuto da Scalia.

La realtà dei fatti è che l’unica cosa seria, al momento, è la foto scattata nella Basilica Minore di Canneto. Che di serio ha solo la goliardia dei protagonisti e la voglia di strappare un sorriso dicendo “Vediamo cosa scriveranno sul blog”.

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