Il premier Conte sale ma non sta sereno. Avanzano i… Draghi

I sondaggi premiano il presidente del consiglio, mentre i partiti sono sulle montagne russe: scendono Lega e Pd, crescono 5 Stelle e Fratelli d’Italia. Renzi sotto il 2%. Ma la sorpresa arriva sull’opzione di un Governo di unità nazionale guidato dall’ex Governatore della Bce: 46% di sì.

I sondaggi vanno letti e analizzati tutti. Arrivando fino all’ultima riga. Nella settimanale rilevazione di Ixé per il programma CartaBianca di Rai 3 (condotto da Bianca Berlinguer), cresce ancora la fiducia nel Governo Conte, salita di 15 punti dall’inizio dell’emergenza Coronavirus.

Sul versante dei Partiti, salgono il Movimento 5 Stelle (15,6% dal 15,1) e la Sinistra (3,9% dal 3,5), mentre flette il Pd (22,6% dal 22,9) dopo la scalata delle ultime settimane. Non si arresta invece il calo di Italia Viva di Matteo Renzi, che scende addirittura sotto la soglia del 2%: è infatti all’1,9% dal 2,2.

Il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte

Nelle file dell’opposizione, prosegue la discesa della Lega (26,2% dal 26,5), mentre salgono Forza Italia (7,4% dal 7) e Fratelli d’Italia (12,8% dal 12,7), lasciando il centrodestra sostanzialmente stabile al 46%.

Ma guardiamo anche uno studio condottoda Emg Acqua di Fabrizio Masìa per il programma Rai Agorà. Uno studio concentrato sulla fiducia nei leader politici, che vede il premier Giuseppe Conte saldamente al primo posto con il 43% delle preferenze. Sul secondo gradino del podio a pari merito con il 36% la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e il capo della Lega Matteo Salvini. Terzo al 24% è il segretario del Pd Nicola Zingaretti, appena guarito dal Coronavirus. Seguono poi Luigi Di Maio (20%), il leader delle Sardine Mattia Santori e Silvio Berlusconi, entrambi al 18%. Ultimi in classifica Giovanni Toti (15%), Carlo Calenda e Matteo Renzi al 14%, infine Vito Crimi (11%).

Importanti segnali di apprezzamento invece per Mario Draghi, l’ex presidente della Bce da molti considerato come l’uomo adatto per guidare il processo di ricostruzione del Paese dopo l’emergenza Coronavirus.

Ma, tornando al sondaggio Ixé, c’è un capitolo che ha fatto suonare l’allarme rosso nel quartier generale di Conte e del Governo. Ci si concentra sulla figura di Mario Draghi e sulla sua ricetta: “Siamo in guerra, aumentare debito pubblico per salvare economia e lavoro”. Bene, Ixè ha sondato il terreno anche su un eventuale governo di unità nazionale guidato da Mario Draghi.

Mario Draghi (Imagoeconomica)

L’ipotesi trova l’apprezzamento del 46% degli intervistati, mentre i contrari sono il 29% (25% non rispondono). Un dato enorme se si considera che il gradimento di Giuseppe Conte è altissimo. Ma un dato che conferma come intanto il gradimento è altissimo, in quanto nei momenti di emergenza la gente si stringe attorno alle proprie istituzioni. Ma quando l’emergenza finirà?

Mario Draghi ha già il sostegno di larghi settori industriali, economici e politici del Paese. Vale la pena pure leggere alcuni passaggi dell’intervista cheil politologo della Luiss ed editorialista del Sole 24 Ore Roberto D’Alimonte ha rilasciato a Formiche.net, facendo il punto della situazione sugli scenari politici aperti in Italia dall’emergenza Coronavirus.

Ha detto D’Alimonte sull’opzione di un Governo di emergenza: «Sarebbe certamente Draghi la persona più adatta. Intanto perché non è un politico e, quindi, non sarebbe un possibile competitor dei leader di Partito. E poi, soprattutto, perché ha competenze indiscutibili la cui autorevolezza e il cui prestigio sono riconosciuti ovunque, in Europa e nel mondo. E l’Italia in questo momento ha il disperato bisogno di accrescere la propria reputazione internazionale. Anche a Bruxelles ovviamente, dove i suoi rapporti e le sue capacità diplomatiche potrebbero risultare fondamentali nell’ottica di un pieno sostegno dell’Unione al rilancio dell’economia italiana».

E alla domanda “Quanto immagina possa durare il suo eventuale mandato da premier?”, D’Alimonie ha risposto: «Draghi sarebbe chiamato a gestire la fase più difficile e grave, quella della ricostruzione post-bellica. Poi si tornerebbe fisiologicamente e giustamente a elezioni, alla competizione politica, mentre l’ex presidente della Bce potrebbe legittimamente aspirare al Quirinale».

Sergio Mattarella con Mario Draghi Foto © Paolo Giandotti / Imagoeconomica Roberto Gualtieri

Ma Draghi accetterebbe? D’Alimonte: «Non lo so. Di sicuro posso escludere che guiderebbe un esecutivo di questo tipo senza un reale spirito di condivisione e una vera presa di coscienza della gravità della crisi da parte delle forze politiche. Draghi, a mio avviso, non farebbe mai il presidente del Consiglio di un governo di maggioranza – com’è accaduto, ad esempio in passato, con Lamberto Dini o Mario Monti – ma solo di unità nazionale».

Siamo in guerra. E dopo ogni guerra c’è un Governo di unità nazionale.

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