Il sottile filo che unisce il patto Pd – Azione con Frosinone

C'è un segnale di cambiamento molto solido che unisce il patto Pd - Azione e le scelte dei nomi da sottoporre alla Segreteria del Lazio per le candidature. È quello di un Pd geneticamente modificato: andato per la prima volta oltre l'Ulivo. Ecco perché

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

È un Partito Democratico geneticamente diverso quello che ieri ha firmato l’intesa con Azione di Carlo Calenda. Tanto quanto è un Pd intimamente rinnovato quello che domenica ha consegnato al Segretario regionale Bruno Astorre le proposte di candidature dai territori. In particolare quelle arrivate dalle Federazione provinciale di Frosinone.

Non deve trarre in inganno il fatto che la candidatura principale venga proposta per il suo uomo più di lungo corso. Francesco De Angelis è presidente del Consorzio Industriale del Lazio, prima è stato Parlamentare Europeo, prima ancora assessore regionale alle Attività Produttive, in precedenza era stato vice presidente della Commissione Bilancio. Si chiama esperienza, competenza, credibilità: un elemento dal quale solo il giacobinismo di un Movimento 5 Stelle poteva pensare di fare a meno.

I geni diversi

Enrico Letta e Carlo Calenda

Anche l’alleanza Pd – Azione, a volerla leggere con gli occhi della malizia, può essere interpretata come un ritorno al passato. Dopotutto Carlo Calenda è uscito dal Pd appena tre anni fa: lo fece per evidenziare il suo No ad una collaborazione con il M5S. Coerentemente, ora che il rapporto con i grillini è stato liquidato, i margini per un ritorno al dialogo ci sono.

È proprio questo che deve essere chiaro: l’alleanza Pd – Azione non è un ritorno di Calenda a casa; la richiesta di candidatura per Francesco De Angelis non è la perpetuazione di un modello che viene dal passato. Entrambe le cose sono invece indice di un Pd che è geneticamente diverso: capace di individuare una sintesi evitando di fare la cosa che gli riusciva meglio, scannarsi e scindersi.

È una differenza talmente sostanziale da essere genetica. L’alleanza alla quale sta dando vita con tanta pazienza Enrico Letta ha nulla da vedere con l’Ulivo. Quella era un’esperienza elettorale che univa più Partiti in un comune progetto di governo. Qui invece c’è la definitiva svolta atlantista ed europeista di una sinistra che ora mette questi temi nei suoi geni. E si candida per contrapporsi a delle destre che sono geneticamente antieuropee ed anti atlantiste.

È un Pd del tutto diverso da quello in circolazione fino a qualche anno fa.

L’apertura ai civici

Gianfranco Pizzutelli (Polo Civico)

L’altro enorme segnale di rinnovamento genetico è quello che arriva da Frosinone. Non solo con la scelta di affidarsi alla sua figura più autorevole. Che non era scontata: Francesco De Angelis alla guida del Consorzio Industriale del Lazio ci sta comodo come un papa nelle sue pantofole. Perché da lì può essere operativo, incidere in modo concreto nello sviluppo, allo stesso tempo può fare politica dialogando con tutte le forze di destra, centro e sinistra.

Proprio per questo, se il Pd avesse voluto fare una scelta esclusivamente anagrafica, poteva mettere in campo la candidatura del consigliere regionale Sara Battisti, presidente di Commissione e vice Segretario Pd del Lazio. O quella del Segretario provinciale Luca Fantini che in questi mesi ha dimostrato la sua capacità di dialogo politico e di sintesi. Indicare Francesco De Angelis significa fare una scelta di rinnovamento perché, piaccia o no, è ancora lui quello che porta le idee nuove nel Partito.

Più grande ancora è il segnale che ha portato il Partito a proporre la candidatura per esponenti del Polo Civico, la formazione di Gianfranco Pizzutelli che è stata determinante negli anni scorsi per la vittoria del centrodestra al Comune di Frosinone. Che ha dimostrato il suo civismo appoggiando questa volta il progetto del Centrosinistra. Ha dato un contributo determinante alle recenti Provinciali.

Il Pd che cambia

Luca Fantini e Francesco De Angelis

È un Pd che cambia, quello che firma l’intesa con Calenda e che candida De Angelis indicando con lui anche nomi del Polo Civico. Ed è esattamente questo il segnale che deve saper dare un Partito che punta a guidare una società in rapida e costante evoluzione.

L’altra scelta coraggiosa spetterà al Segretario regionale Bruno Astorre. Perché i collegi uninominali possono essere il simbolo dell’apertura di questo Pd nuovo. occorre ora l’abilità ed il coraggio per individuare figure trasversali che siano disposte ad accettare quella sfida. Provenienti dal mondo esterno alla politica.

Non tanto per ambire ad un seggio. Ma per fornire un segnale di cambiamento e di apertura. Che può essere il vero terreno di confronto con una destra che – va dato merito a Giorgia Meloni – se vuole aspirare ad essere forza di governo, deve completare la sua trasformazione in destra europea.

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