La copertura politica preventiva di Zingaretti a Conte

Il segretario nazionale ha convocato una videoconferenza con i big del Pd prima che il premier desse l’annuncio del nuovo decreto. In quel summit sono state dettate le linee, anche verso l’Europa. La conferma che l’uomo forte è Nicola Zingaretti.

Ha voluto dare copertura politica preventiva al premier Giuseppe Conte, prima cioè che quest’ultimo annunciasse in diretta televisiva nuove misure del Governo. Il segretario nazionale del Partito Democratico Nicola Zingaretti ha convocato una riunione in videoconferenza con il suo “vice” Andrea Orlando e con i presidenti dei gruppi parlamentari del Partito. «Per fare il punto sulla drammatica situazione attraversata dal Paese».

In una nota del Partito Democratico si legge: «Tra i membri di governo e i vertici del Partito è unanime e convinto il sostegno ai ministri Gualtieri e Amendola, e al Presidente Conte, nella difficile trattativa con gli altri Paesi europei. Pur apprezzando le misure finanziarie adottate dalle istituzioni europee, si ritengono queste, da sole, assolutamente insufficienti. Il continente colpito dal virus non ripartirà senza un serio programma di investimenti e forti politiche espansive comuni».

Nicola Zingaretti © Imagoeconomica, Sara Minelli

Poi il passaggio decisivo e politicamente pesantissimo: «L’Unione non può sottrarsi a questa evidenza, per questo va allargato il fronte, già oggi ampio, dei Paesi che sostengono l’esigenza di una svolta sociale nell’ambito delle politiche europee come presupposto per un rafforzamento dell’Unione. Adeguando strumenti finanziari ad un contesto di emergenza sanitaria e economica mai conosciuta fino ad ora».

Su questa premessa nella videoconferenza il ministro Gualtieri ha quindi anticipato «gli obiettivi del prossimo decreto che rafforzerà le misure del primo provvedimento, avendo come obiettivo l’immissione di liquidità immediata e misure di sussistenza per fare fronte ad una situazione di indigenza di numerose famiglie italiane, già da queste prime settimane».

Il ministro Boccia ha invece «ricordato con un focus le misure e le risposte coordinate sui territori dalla protezione civile che continuano a ricevere senza sosta, anche con la collaborazione delle forze armate, materiali sanitari e altri generi necessari per l’emergenza e l’assistenza».

Proseguire con le opposizioni

Nella riunione è stata quindi «ribadita l’esigenza di proseguire con la cabina di regia tra governo e opposizioni per definire le prossime misure responsabilizzando così tutte le forze politiche ed auspicando un cambio di atteggiamento delle opposizioni che consenta una proficua collaborazione».

Il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte con il ministro Roberto Gualtieri

Conclusioni affidate al segretario nazionale Nicola Zingaretti, che ha ribadito «la scelta del Pd di farsi fino in fondo carico, anche grazie all’importante ruolo svolto dalla sua compagine di governo, delle difficoltà del Paese e di svolgere questa funzione con un profilo di serietà e responsabilità in grado di costituire un riferimento solido per il Paese». Più chiaro di così è impossibile.

Il Partito Democratico è il caposaldo del Governo: detta la linea e sorregge Conte nelle scelte che il premier annuncia, sia al Paese che all’Europa. Nicola Zingaretti si conferma il vero e unico leader di una maggioranza chiamata ad affrontare la sfida più difficile per il Paese dal dopoguerra ad oggi. Lo fa in maniera discreta ma decisiva. Il capo è lui.

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