La Logistica è il nostro futuro immediato

La Logistica ed i Trasporti sono uno dei pilastri dell'economia del Lazio. In provincia di Frosinone ci sono 1200 imprese e 9mila addetti. Il boom dei centri smistamento merci. I progetti in corso. Le trasformazioni dettate dalla pandemia

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

Pensate allo smartphone sul quale state leggendo questo articolo: con molta probabilità in fabbrica è andato a ritirarlo nel suo bancale un autotrasportatore ciociaro o dipendente di una ditta della provincia di Frosinone. Immaginate dall’altra parte dell’Europa, dove un bambino sta giocando con un palloncino: quasi sicuramente è stato prodotto dalla Gemar di Casalvieri e con ogni probabilità lo ha portato fin lì un camionista di questo territorio. Il comparto Trasporti e Logistica in provincia di Frosinone conta circa 1.200 imprese che danno occupazione a 9.000 lavoratori.

È una tradizione antica. Le più grosse imprese di autotrasporto in Italia e tra le più grandi in Europa hanno radici nella provincia di Frosinone. Così è stato fino a qualche anno fa per l’immensa flotta Arcese Trasporti che poi ha trasferito la sede, la Pigliacelli che ha ramificato e specializzato nei vari segmenti.

Roberto Calcagni

“La pandemia ha rivoluzionato questo settore. Da un lato c’è stato il lockdown che ha bloccato le fabbriche ed interrotto la catena degli approvvigionamenti. Dall’altro c’è stata la gente chiusa in casa che, anche per contrastare l’isolamento e sentirsi viva, ha ordinato molte più cose sulla rete. Ne usciremo trasformati: le fabbriche hanno capito che se vogliono essere competitive devono accorciare la Supply Chain, la catena degli approvvigionamenti e quindi questo significherà molti più trasporti ma su un raggio più limitato”. Roberto Calcagni ha 60 anni ed é il Segretario provinciale della Fit Cisl, il settore che si occupa dei lavoratori del comparto Trasporti e Logistica.

Insomma, è andata bene o è andata male?

Il 2021 per il nostro settore si è chiuso con un rialzo del PIL. È stato un aumento in linea con la media nazionale: un trend positivo che si attesta intorno al 3,8%.

La pandemia ha cambiato le cose.

Pensate al lungo periodo di lockdown: il sistema dei Trasporti è stato quello che ha tenuto in vita l’Italia. E buona parte di quel sistema ha sede nella provincia di Frosinone. C’è stato un radicale cambiamento nella mobilità delle persone e delle merci: pensate solo a ciò che prevedono le norme anti contagio a proposito della consegna dei pacchi: contatti limitati all’essenziale.

Il costo dei carburanti sta creando non pochi problemi.

Sull’aumento del costo dell’energia siamo preoccupati sotto tre aspetti. Il primo è quello sul piano industriale: il carburante è un costo fisso sul quale si può incidere poco. Siamo preoccupati perché le imprese a quel punto sono costrette a cercare economie comprimendo altre voci di bilancio come il costo del lavoro; e noi non siamo disposti a trattare. L’altro aspetto è la scelta fatta da molte imprese: stop alla produzione e questo significa per noi stop al trasporto delle materie prime, stop al trasporto dei prodotti finiti.

Il terzo aspetto sono le conseguenze sul costo della vita dei nostri lavoratori e delle loro famiglie, che si ritroveranno un impoverimento sostanziale e preoccupante del potere salariale dei propri stipendi.

Top e flop dei vari settori nel vostro comparto durante la pandemia

Trasporto non significa solo spostamento delle merci. Significa anche spostamento delle persone. Pensate al dimezzamento dei flussi turistici, la riduzione di due terzi dei viaggi lavoro, la cancellazione di eventi, fiere e gite scolastiche. C’è stata la conseguente caduta in generale della mobilità.

Questo ha reso drammatiche le condizioni delle aziende del trasporto privato di persone: autobus turistici, scuolabus, noleggio autovetture e taxi). In molti casi siamo dovuti intervenire per ottenere i sostegni dello Stato, definire accordi contrattuali di secondo con livello. Fit Cisl ha promosso una fitta interlocuzione puntando alla salvaguardia di aziende e lavoratori.

Uno dei piazzali della Logista
In questi due anni Anagni è esplosa come polo della Logistica. Nell’area tra Anagni e Ferentino ci sono ben 4 progetti ancora in corso per la realizzazione di altrettanti poli di smistamento delle merci. A Ferentino è previsto il polo logistico del freddo più grande d Europa.

Osservo con molta attenzione e speranza il continuo svilupparsi di poli logistici sul nostro territorio. In particolare del più grande Polo di Logistica del Freddo del Centrosud Italia. È questa una grande risorsa, ben strutturata con sistemi all’avanguardia. All’avanguardia anche in tema di salute, con un sistema di movimentazione completamente robotizzato che esclude presenza di personale alle basse temperature. A regime attraverso la filiera del freddo porterà ad un numero consistente di manodopera nella nostra Provincia e non solo.

Ci sono altri quattro progetti in piedi.

Il futuro delle merci e logistica è solo di chi lo sa immaginare. Io lo immagino attraverso la volontà di dotare il territorio provinciale di una struttura (polo) a servizio delle imprese fornitrici di servizi di trasporto e logistica. Un polo in grado di incrementare lavoro e competitività, caratterizzata dalla presenza di rilevanti insediamenti produttivi e logistici. Che possano svilupparsi ed incrementarsi anche attraverso la collaborazione delle forze sociali.

Vedemmo con larghissimo anticipo la necessità di un Interporto, un centro Merci: era l’inizio degli anni Novanta. Nulla è stato fatto.

Nel frattempo lo hanno realizzato in altre località del Centro Italia. Ed il sistema privato ha sopperito ai cronici ritardi del Pubblico. Non sta a me giudicare quel progetto. Mi limito a dire che sarebbe stato straordinariamente utile per la nostra economia. E che oggi ci si sta organizzando in maniera differente. Non di meno, una serie di servizi a livello distrettuale sarebbe molto utile.

(Foto: ELEVATE / PEXELS)
Di cosa ha bisogno il Comparto?

Occorre intraprendere una politica che porti il governo, attraverso strumenti legislativi, alla defiscalizzare. Sia del costo dei carburanti, sia delle nuove assunzioni. Serve una attenta formazione. Siamo davanti ad un bivio dobbiamo avere il coraggio di fare scelte giuste e condivise con nuove regole negli appalti. Dobbiamo avere una visione di internalizzazione delle attività di autotrasporto e logistica. E bisognerebbe avere il coraggio di fare scelte concrete sulla mobilità

Come dovrebbe cambiare la mobilità?

Oggi è il momento di vigilare su una attenta distribuzione nella nostra provincia delle risorse previste dal PNRR. Occorrono qualificati progetti con cui sviluppare e creare opportunità. È necessario realizzare infrastrutture idonee con sistemi combinati ed integrati con porti e ferrovie per il trasporto delle merci. Immaginate cosa rappresenterebbe un Polo Logistico Frosinone – Sora – Piedimonte San Germano connesso con il porto di Gaeta. Immaginate cosa vorrebbe dire un centro di smistamento ferroviario pensato per le merci chia viaggeranno ad alta velocità sulla moderna rete che l’Europa sta realizzando per collegare il Continente. E su quella rotta ci siamo anche noi, c’è la nuovastazione Tav di Ferentino.

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