La puzza che non ha nomi e neppure cognomi (di R. Castellano Sindici)

Il mistero della puzza fantasma che si è concentrata su Ceccano. E soprattutto i segnali per le elezioni regionali che è stato possibile respirare grazie a quei miasmi. Perché tutto porta alla politica.

Romano Castellano Sindici

Conte del Sacco (ma non inquinato)

Ceccano era un paesotto della Ciociaria fatto di gente semplice e dedita all’agricoltura. Antonio Annunziata negli anni Trenta li trasformò in operai che profumavano di sapone e di lotte. Nel 2015 un manipolo di uomini guidati da Roberto Caligiore e dal suo alter ego Massimo Ruspandini (alter ego, perché i ceccanesi ancora non hanno capito chi comanda) al grido di né destra né sinistra e a voler essere precisi anche “né affari” conquistò il paese di operai trasformandolo nella Contea dei misteri.

 

E in questi giorni il mistero che sta lasciando i cittadini a bocca aperta e a narici chiuse è quello della puzza che ha invaso la città. Addirittura una scuola elementare, quella di Passo del Cardinale è stata evacuata dopo un’ordinanza firmata dal sindaco Caligiore.

 

L’Arpa e il gestore del gas, fatti i sopralluoghi hanno accertato che l’odore nauseabondo non proveniva da lì. Ma trattandosi di bambini quale sindaco avrebbe il coraggio di sfidare gli ansiosi genitori che da giorni chattano sui loro gruppi, scrivendo ipotesi spesso a limite del buon senso e allarmandosi a vicenda? Ma si sa, i genitori sono creature mitologiche dalla natura e dai comportamenti che sfuggono alla umana comprensione.

 

Torniamo alla puzza. Nessuno sa da dove provenga cosicché il sindaco Caligiore, ieri, ha sbandierato il suo attivismo nel coordinare le “indagini”. È cosa risaputa ai più: davanti alle emergenze si “gasa”, neppure fosse Ike Eisenhower a capo delle truppe statunitensi in Gran Bretagna nel 1942.

 

Alle 6,45 era già davanti alla scuola elementare con i vigili urbani e l’Arpa per fare il punto. Il vicesindaco Massimo Ruspandini, invece, presidia la scuola da ben due giorni con tanto di telefonino all’orecchio e camminando da una parte all’altra del cortile come se stesse coordinando i soccorsi dopo un attentato dell’Isis. Non è un mistero che Passo del Cardinale sia la sua zona elettorale e che la lista civica Nuova Vita, dopo lo strappo in maggioranza di qualche mese fa con un proprio consigliere passato all’opposizione, stia tentando di strappare i voti, casa per casa, al condottiero Ruspandini che sta cavalcando con il suo esercito alla conquista di uno scranno alla Pisana alle elezioni regionali del 2018.

 

In politica il cadavere passa sempre e di “cinesi” ad attenderlo sulla sponda del fiume Sacco ce ne sono parecchi. Improbabile una vittoria di Ruspandini? Forse, ma a volta ci si potrebbe accontentare anche degli strapuntini.

 

Nel giro di due giorni la puzza si è trasformata da un tragico problema che investe la città fabraterna da sempre, almeno a memoria d’uomo, a un palcoscenico politico dove ognuno degli attori cerca il proprio riflettore. Il sindaco Caligiore dice di aver contattato l’Arpa, quest’ultima in una nota afferma di essere intervenuta per monitorare il fenomeno di inquinamento odorigeno, su richiesta dell’assessore all’ambiente Mauro Buschini del Partito democratico.

 

Il consigliere regionale Giancarlo Righini interviene accusando la Regione Lazio (l’obiettivo sono i democrat) di essere poco efficiente nella lotta all’inquinamento. Intanto Fratelli d’Italia e Gioventù nazionale stanno facendo circolare un manifesto con su scritto: “Mauro Buschini, Daniela Bianchi. La sentite la puzza? Basta!”

 

A Ceccano la campagna elettorale per la regionali 2018 sembra essere iniziata. E già puzza.

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