La resurrezione di Peppe Viti. E non solo lui

Come si legge l'elezione di Peppe Viti alla guida del Centro Anziani di Anagni. E perché non è assolutamente un fatto isolato all'associazione. L'importanza del suo ruolo ed i segnali sulle prossime elezioni comunali

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

«Rinasco nel 1850»: termina così la prima strofa de «L’amica di Nonna Speranza» di Guido Gozzano. Una delle liriche simbolo del Crepuscolarismo italiano: una corrente poetica molto in voga tra la fine dell’800 ed i primi del ‘900 che ha visto un gruppo di poeti accomunati dal rimpianto del passato. Di una stagione considerata magica, in cui tutto sembrava andare per il meglio, tutto appariva più bello e buono. E magari anche i treni arrivavano in orario.

L’amica di Nonna Speranza, con il suo carico di ricordi e di teste girate all’indietro, a rimirare un passato che sembra non passare mai, potrebbe essere la perfetta cifra stilistica di quello che si annuncia come uno dei più grandi rientri della storia della politica di Anagni degli ultimi anni. Ieri infatti si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle cariche al centro anziani. (Leggi qui: La Pro Loco e la puzza di manovra elettorale).

Un ente non di pochissimo conto, perché consente di gestire le esigenze di una massa importante della popolazione anagnina. E, cosa che non guasta mai, di controllare anche pacchetti importanti di preferenze.

L’eterno ritorno di Peppe Viti

Ad essere eletto presidente, con 40 preferenze, è stato un nome che tutti ad Anagni ricordano. Quello di Peppe Viti. Si, proprio lui; uno dei politici di più lungo corso della città dei papi, assessore al bilancio di una stagione storica della politica locale. Ma soprattutto, scopritore di un giovanissimo talento della destra cittadina. Un ragazzo alto, massiccio, dall’intelligenza brillante e spregiudicata. Capace di portare la destra al comando del Comune anagnino dopo anni di gestioni repubblicane e di sinistra. Franco Fiorito.

Foto: Ettore Cesaritti

Fu proprio Peppe, a suo tempo, a capire che quel giovane avrebbe fatto strada. Cosa che poi è effettivamente successa, in un modo o nell’altro. Tutti pensavano però che, con la fine della stagione di Fiorito, anche i suoi punti di riferimento si sarebbero ritirati in buon ordine. E che il centrodestra avrebbe voltato pagina.

Ovvio quindi che l’elezione di Viti alla carica di referente del centro anziani assume un valore ben più ampio della carica in sé. Diventa, al di là delle promesse di rinnovamento, il simbolo di una stagione che ritorna. Oltre che un segnale chiarissimo del fatto che l’ex sindaco è ufficialmente rientrato in gioco. Ed il suo peso politico conterà eccome alle prossime comunali.

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