Lazio, via ai test sierologici: i più imponenti in Italia

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Via da lunedì ai test sierologici nel Lazio. Diecimila al giorno per almeno un mese. Autorizzati 172 laboratori. Confermato l'obbligo di vaccinazione contro l'influenza per gli over 65. L'inchiesta sulle mascherine: "Tutti gli atti alla Procura"

La nuova battaglia contro il Covid-19 nel Lazio inizia lunedì. La Regione darà il via ad una delle più grandi campagne di screening sierologico in Italia. «Servirà per aprire una stagione di sicurezza» ha annunciato questa mattina il governatore Nicola Zingaretti. Al suo fianco c’erano i due protagonisti dei giorni più critici: il suo assessore alla Sanità Alessio D’Amato ed il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito.

La scelta degli uomini non è stata fatta a caso. Nemmeno quella della data: oggi sono cento giorni di lotta al virus nel Lazio. E neppure la scelta del luogo: la video conferenza è stata organizzata in una delle sale dell’Istituto Lazzaro Spallanzani: il centro di riferimento per l’Epidemiologia, la Sorveglianza ed il controllo delle Malattie Infettive. In pratica la struttura che nel Lazio ha coordinato la risposta medico scientifica al coronavirus.

Lunedì via ai test

Nicola Zingaretti con Alessio D’Amato Foto © Sara Minelli / Imagoeconomica

È da quel luogo simbolo che Nicola Zingaretti ha annunciato «Da lunedì inizia una nuova fase nello sviluppo delle strategie di contrasto al coronavirus. Partirà un’indagine attraverso i test sierologici. Servirà per aprire una stagione in sicurezza».

Si parte con 10mila test al giorno, l’indagine corpirà il 100% dei sanitari e delle forze dell’ordine. La campagna durerà almeno 30 giorni e coinvolgerà circa 300mila persone. Si conta di avere già intorno al 25 di questo mese i primi risultati.

Un secondo step partirà dopo una settimana. Riguarderà i 172 laboratori autorizzati nel Lazio. «Il cittadino potrà accedervi – spiega l’assessore Alessio D’Amatocon la prescrizione del medico curante». Il test sarà «in prevalenza venoso, ma in particolari circostanze come gli istituti penitenziari avverrà con modalità di prelievo capillare».

A caccia della bestia

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Servirà a capire cosa sta facendo il virus, come si sta spostando, dove è stato. E quindi dove andare a cercarlo per evitare che si accendano nuovi focolai. «Questi test sierologici porteranno ad una mappatura importante – ha spiegato Zingaretti – facilitando anche l’individuazione di eventuali contagi nel più breve tempo. Consentendo di intervenire con più rapidità».

Servono a questo i test sierologici. Oggi una diagnosi certa se si è positivi o no al Covid può arrivare soltanto dai tamponi. Sono loro a ‘fotografare‘ se il virus Sars-CoV2 è nelle nostre mucose respiratorie. Allora i test sierologici? Servono per individuare chi è entrato a contatto con il virus. Perché potrei essere negativo al tampone ma essere stato positivo un mese fa e non saperlo. Il test sierologico legge le tracce lasciate nel nostro organismo, lo fa individuando gli anticorpi prodotti per reagire alla bestia. Così racconta la storia della malattia dentro ciascuno di noi.

E se il sierologico trova tracce della malattia scatta la necessità di effettuare anche un tampone.

Non è una patente di immunità

Coronavirus, provetta con i test © Imagoeconomica

Sono stati mobilitati 172 laboratori. E se dal test risulta che non abbiamo tracce di Covid-19? «Questa indagine non attribuisce una patente di immunità. Può consentire l’individuazione degli anticorpi IgG e IgM e così stabilire che c’è stato incontro tra la persona ed il virus» ha spiegato Alessio D’Amato.

L’intera Germania ha nel suo campione lo stesso numero di soggetti che ha lo studio nazionale in Italia. Il solo Lazio fa due volte il campione nazionale.

Cosa si aspetta il Lazio da questa campagna così massiccia? Cerca conferme: «Pensiamo che si confermerà il basso tasso di circolazione del virus.Contiamo di stare intorno al 3%. Ci attendiamo anche un 1% di soggetti asintomatici».

Ecco perché è così importante una campagna così massiccia. L’aspettativa dell’assessore è anche quella di riuscire a intercettare una fetta di asintomatici. Questo «ci consentirà di anticipare e cogliere in maniera prematura l’attività virale in corso. Questo test avrà dunque una doppia connotazione: da un lato una grande indagine epidemiologica per verificare la circolazione del virus, dall’altro anche un’attività di individuazione precoce di soggetti asintomatici che stanno sviluppando il virus».

Vaccinazione obbligatoria

Coronavirus, medici in mascherina © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

Non è solo un test scientifico quello che mette in campo la Regione Lazio. È anche un forte segnale politico. Come l’altro provvedimento annunciato dal Governatore. Scandendo le parole e guardando dritto la telecamera: «Nel Lazio sarà obbligatorio il vaccino antinfluenzale per i cittadini over 65. Una scelta fatta per garantire il contrasto al virus ed all’insegna della sicurezza per i cittadini più a rischio».

C’è anche un altro segnale: di legalità. Non tutto ha funzionato alla perfezione in alcune Rsa ed in alcune Case di Riposo per anziani. La Regione Lazio ha avviato un controllo a tappeto. Ci sono stati centri che si sono trasformati in focolai di infezione, per alcuni è stato necessario procedere con l’isolamento, altri sono stati svuotati.

Ci saranno conseguenze. L’assessore Alessio D’Amato assicura che non c’è spazio nel Servizio Sanitario regionale per chi ha tradito il rispetto delle regole.

Traditori degli anziani

Coronavirus, anziano con mascherina © Alvaro Padilla / Imagoeconomica

«Lo voglio dire: «chi ha tradito gli anziani non può stare nel servizio sanitario regionale. Su questo saremo molto severi con tutti e lì dove emergeranno situazioni gravi si procederà alla revoca dell’accreditamento con il Ssr».

L’assessore ha ricordato che durante l’emergenza coronavirus sono state monitorate oltre 600 Rsa «con ispezioni in loco per la verifica degli adempimenti prescrittivi dati già nel febbraio scorso» dalla Regione.

«Dove ci sono situazioni di criticità – ha ribadito – vengono svolti audit per verificare la piena applicazione delle indicazioni regionali date. E lì dove emergono situazioni serie e gravi si è proceduto anche a interi svuotamenti di strutture che non corrispondevano agli adempimenti indicati, e a segnalare all’autorità competente eventuali irregolarità».

Per D’Amato, occorre «ripensare complessivamente alla rete di assistenza degli anziani, che a mio avviso deve essere maggiormente adeguata alle esigenze che gli anziani hanno in termini di pluripatologie e cronicità. In molte circostanze – ha concluso – quello che abbiamo visto non è accettabile».

L’inchiesta sulle mascherine

Lavoratrici impegnate nella produzione di mascherine © Imagoeconomica

C’è una spina nel fianco: la gara per rintracciare le mascherine nel momento dell’emergenza. Nicola Zingaretti era già isolato in casa e con la febbre alta per via del virus. Il sospetto è che non tutto sia stato limpido: un’indagine verificherà se è cosi.

Nicola Zingaretti non si sottrae. In conferenza stampa conferma la sua posizione e quella della Regione Lazio: «abbiamo tutto l’interesse perché su questa vicenda delle mascherine si faccia piena luce. C’e’ stata una sollecitazione anche da parte delle forze di opposizione che ho raccolto e che condivido. Assicuro che stiamo facendo di tutto anche attraverso l’invio della documentazione alla Procura della Repubblica per appurare che cosa è accaduto. E se qualcuno si è approfittato di una situazione di necessità rispetto a questo approvvigionamento. Lo facciamo per difendere i cittadini e per difendere le istituzioni».

Nessuno sconto. Se qualcuno ha approfittato di una situazione di emergenza «ne dovrà pagare le conseguenze anche perché oltre alla legge stiamo parlando di una malattia che ha messo tutto il sistema in grande fibrillazione. Lo dico da presidente, da cittadino e da ex malato di questa malattia».

«Ripeto, tutta la documentazione che noi e la Protezione Civile abbiamo viene puntualmente inviata alle forze preposte all’indagine. Ovviamente noi lavoriamo per il pieno recupero degli esborsi fatti dalla Regione come è giusto che sia».

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