Le alchimie della politica nel Paese sull’orlo del baratro

Foto: © Imagoeconomica, Benvegnu' Guaitoli

La Lega lavora per elezioni anticipate, i Cinque Stelle sono divisi nella strategia, Pd e Forza Italia valutano il da farsi, il Capo dello Stato non vorrebbe sciogliere le Camere ma dipenderà dagli scenari. L’ipotesi di un Governo tecnico e il possibile “massacro” dei mercati.

Matteo Salvini non crede che il Governo possa andare avanti chissà per quanto tempo. Ormai lo dice apertamente. Nel Movimento Cinque Stelle le posizioni sono diverse: Luigi Di Maio, dopo la scoppola alle Europee, è sulla difensiva e ha il timore che un ritorno alle urne determinerebbe un nuovo arretramento dei Cinque Stelle.

Il presidente della Camera Roberto Fico ha ricominciato la contrapposizione frontale con la Lega e lo si è capito bene ieri in occasione delle celebrazioni per la Festa della Repubblica. Il premier Giuseppe Conte nel corso della giornata renderà note le sue condizioni per andare avanti. Alessandro Di Battista tace, Davide Casaleggio Beppe Grillo pure, ma questi ultimi due vogliono che di Maio vada avanti come capo politico.

L’elemento più importante del panorama politico italiano è che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella da un lato non vuole una crisi al buio, ma dall’altro sa perfettamente che il nuovo cavallo di battaglia elettorale di Salvini (sforare il rapporto del 3% tra deficit e Pil) esporrebbe l’Italia non soltanto ad una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea, quanto ad un “massacro” da parte dei mercati, cioè da quegli investitori che prestano soldi al nostro Paese per finanziare un debito pubblico insostenibile.

È con quei soldi che vengono pagati gli stipendi pubblici, è con quei soldi che si pagano i servizi come la Sanità, è con quei soldi che si pagano le pensioni. Fermare quel flusso significherebbe far piombare l’Italia nella situazione della Grecia di qualche anno fa.

Ma tutta questa situazione, grazie ad un’abile strategia di comunicazione, finisce con il rafforzare Matteo Salvini sul piano interno. Perché gli dà il destro di dire che l’Europa non vuole dare credito alle misure italiane.

La realtà è che il Paese è ad un passo dal baratro e che alla fine il Movimento Cinque Stelle potrebbe trovarsi nella situazione paradossale di sostenere un Governo tecnico pur di raggiungere il doppio obiettivo di non far interrompere la legislatura e di rompere il contratto di governo con Salvini.

Il numero uno del Carrocio dal canto suo ha una doppia opzione: ricomporre il quadro del centrodestra, al quale però mancano comunque i numeri a Montecitorio e Palazzo Madama, restare all’opposizione di un Governo tecnico che non avrà altra strada che quella di una manovra durissima (e quindi crescere nel consenso).

Potrebbe anche chiedere elezioni anticipate, ma dipenderebbe comunque dal Colle. In mezzo ci sono il Pd e Forza Italia. Cosa fare? Sostenere un Governo diverso, mettersi sull’Aventino oppure bocciare un’ipotesti tecnica e non lasciare altri spazi al Capo dello Stato se non quello di sciogliere le Camere.

Sarà un’estate di scelte difficili.

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