L’enciclica di Papa Goffredo

Foto © Imagoeconomica / Paolo Cerroni

Bettini scatenato nell’analisi dell’ultimo dell’anno: nuovo endorsment a Giuseppe Conte, con invito a fare una sua lista. Ma soprattutto l’uomo di fiducia di Nicola Zingaretti fa capire che il Pd non ha più paura delle elezioni anticipate.

Fa bene a voler continuare a fare politica, Conte si è conquistato un ruolo importante, ha fatto scelte politiche nette contro la destra, ha avuto pazienza e decisione“. In un’intervista al Corriere della Sera, Goffredo Bettini, già deputato Pds e Ds, europarlamentare, ispiratore politico e suggeritore del segretario Pd Nicola Zingaretti, torna a definire il tracciato del dibattito politico attuale.

Spiega “che il premier, al contrario di personalità come Monti o Dini, sta lavorando non solo per risanare i conti ma anche per rilanciare la crescita in un contesto di maggiore giustizia sociale e che in questa prospettiva è una carta importante per il futuro della Repubblica”. 

Zingaretti e Bettini © Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica

Un ulteriore endorsement per il capo del Governo. Ma non perché debba per forza aspirare ad essere eletto Capo dello Stato. Ma perché deve restare in politica anche se non dovesse essere più lui il premier.

Il ragionamento di Bettini è sofisticato. Dice: “C’è un fermento di forze liberali, cattoliche, moderate ma sinceramente democratiche che intendono organizzarsi meglio contro la destra e se Conte le dovesse raccogliere, questo sarà un bene. Anche nella forma di una sua lista elettorale, perché Conte è un nostro alleato, non un avversario”. Ma se il Conte bis cade, allora per Bettini “si va dritti alle elezioni“. Ma il Governo, trae un primo bilancio Bettini, ha “evitato che Salvini varasse una finanziaria tutta in debito che ci avrebbe portato fuori dall’Europa”.

Ricapitolando: Giuseppe Conte è un alleato del Pd che potrebbe guidare una lista in grado di attrarre tutti quei moderati di centrodestra che non vogliono stare sotto l’egida della Lega di Matteo Salvini e di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Inoltre Conte potrebbe cercare di aggregare anche una parte del Movimento Cinque Stelle. Ma c’è un elemento che emerge dalle parole di Bettini.

Il Pd non teme le elezioni anticipate.

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