L’incorreggibile egoismo del Pd

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A cosa è servito il congresso provinciale del Partito Democratico sul piano delle scelte per le candidature a sindaco e per l’utilizzo del simbolo? Il rimpallo di responsabilità tra la federazione provinciale e i circoli locali di Cassino e Sora è emblematico. Meglio sostenere Francesco Mosillo o Giuseppe Golini Petrarcone? Marino Fardelli sarà della partita oppure no? Il simbolo sulla lista di Ernesto Tersigni ci sarà o no?

Eppure era stato detto e scritto che il segretario Simone Costanzo, il vicesegretario Sara Battisti e il presidente Domenico Alfieri, in qualità di massimi rappresentanti del partito a livello provinciale, avrebbero dato loro le indicazioni. Dopo essersi consultati con i big.

La verità è che il profilo unitario è servito a celebrare il congresso al cospetto del responsabile regionale Fabio Melilli e del senatore Bruno Astorre, lo stesso non regge nei rapporti tra i leader sul territorio.

L’onorevole Nazzareno Pilozzi e la senatrice Maria Spilabotte stanno già preparando le elezioni politiche e la vicenda del petrolio che ha scosso il Governo Renzi potrebbe accelerare il tutto. Dopo il referendum autunnale sulle riforme si potrebbe andare a consultazioni anticipate. Sicuramente per la Camera, forse anche per il Senato. Dipenderà dall’esito referendario.

Anche il senatore Francesco Scalia è proiettato alle elezioni politiche. Mentre Mauro Buschini si preparerà al bis alla Regione e Antonio Pompeo sta provando a capire in quali spazi può infilarsi. Francesco De Angelis è stufo di fare il presidente dell’Asi e scalpita. L’attacco di Gianni Cuperlo a Renzi e il ritorno in campo di Massimo D’Alema possono rimettere in discussione qualcosa.

Perciò alle comunali, a Cassino come tra un anno a Frosinone, ognuno per sé e nessuno per tutti.

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