Lo spettro dell’Italexit e la strategia dei nervi saldi di Nicola Zingaretti

Foto: © Imagoeconomica, Benvegnu' e Guaitoli

Il segretario del Pd a Reggio Emilia: “Siamo in rimonta, la Lega è brava a raccontare i problemi ma è incapace di risolverli”. Intanto ci si prepara allo scenario delle elezioni anticipate, forse già in autunno. I dubbi sulla tattica da adottare nei confronti dei Cinque Stelle.

Io credo che ci sia una grande rimonta rispetto anche a solo un anno fa. Perché c’è stato e c’è chi è bravo a raccontare i problemi, soprattutto la Lega, ma è totalmente incapace a risolvere i problemi che racconta”. Lo ha detto Nicola Zingaretti, a Reggio Emilia, come riporta l’agenzia Ansa. Aggiungendo anche: “I dati che stanno arrivando dall’Italia sono drammatici: quelli dell’occupazione, dell’aumento della cassa integrazione, della crescita, del debito. Rispetto a questa condizione delle persone drammatica in realtà non hanno soluzioni”.

La prospettiva nella quale il segretario del Partito Democratico si sta muovendo è quella delle possibili elezioni anticipate. Per diversi motivi, il principale dei quali è l’entità di una manovra (non meno di 40 miliardi di euro a questo punto) che Lega e Cinque Stelle non intendono accollarsi. Perché dovranno assumere necessariamente scelte impopolari: aumento dell’Iva, taglio della sanità, patrimoniale sugli immobili, tassazione dei conti correnti.

E’ tutto in gioco considerando la drammaticità della situazione e il rifiuto di Matteo Salvini e Luigi Di Maio di voler rivedere i provvedimenti “bandiera”, cioè il reddito di cittadinanza e Quota 100, bocciati dall’Unione Europea che ha in sostanza avviato l’iter per l’apertura della procedura di infrazione.

E, come ha detto il professor Carlo Cottarelli, la vera variabile che potrebbe far precipitare la situazione è rappresentata dai Mercati, quelli che hanno in mano il debito dell’Italia e che, in queste condizioni, nella peggiore delle ipotesi non si fidano, mentre nella migliore chiedono un aumento dei tassi di interesse in cambio della continuità a prestare soldi al Paese. Il nemico è sempre lo “spread”: sopra i 300 punti diventa un problema e nel 2011 l’Italia è andata già ad un passo dal default.

Nicola Zingaretti segue la situazione con grande attenzione, perché è proiettato alle elezioni anticipate. Resta da vedere se in autunno o invece nella primavera del 2020. Il nodo da sciogliere è la strategia, soprattutto nei confronti del Movimento Cinque Stelle.

La netta sconfitta dei grillini alle Europee è stata dovuta a diversi fattori. In primis l’astensionismo. Poi è anche vero che una parte degli elettori che avevano votato per Luigi Di Maio stanno guardando sia al Pd che alla Lega. Infine, l’apertura di Roberto Fico al centrosinistra a guida Democrat.

Nell’entourage di Zingaretti la stanno valutando con estrema attenzione, ma il presidente della Regione Lazio non vede alternative al… prima il voto. Poi, sulla base dei nuovi rapporti di forza, si potrebbe intavolare una discussione. Ma la priorità è la strategia su come contrastare la possibile alleanza Lega-Fratelli d’Italia, in grado di arrivare ad ottenere la maggioranza assoluta e pronta ad ogni tipo di scelta nei confronti dell’Unione Europea, anche quella dell’Italexit.

L’ordine dal quartier generale di Zingaretti è chiaro: nessuna sponda al Governo, ma anche nessuna strategia per giocare allo sfascio del Paese. Si resta a guardare con attenzione, cercando di far capire che “Salvini, Di Maio e Conte stanno portando l’Italia a sbattere”.

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