“Lunga vita a Salvini”. Altrimenti i big locali naufragheranno

Foto: © Imagoeconomica, Livio Anticoli

La vicenda dei presunti soldi russi alla Lega può mettere in difficoltà il partito e aprire scenari un mese fa impensabili. Ma il punto è anche che non sembra esserci un’alternativa al voto di opinione del Capitano. E in provincia di Frosinone i nodi potrebbero venire al pettine.

Poco più di un mese fa il trionfo alle Europee. Primo Partito con il 34%, Movimento Cinque Stelle dimezzato, Partito Democratico in leggera risalita (ma non tale da costituire un’alternativa di governo), Fratelli d’Italia in aumento e Forza Italia in picchiata. La Lega veleggiava alla guida del Paese, con il Capitano Matteo Salvini saldamente sulla tolda di comando.
Adesso però i venti che tirano non gonfiano le vele. La questione dei presunti soldi russi ha finito con il mettere il Carroccio all’angolo, ridando fiato ai Cinque Stelle. Non soltanto a Luigi Di Maio, ma soprattutto a Roberto Fico. Nel frattempo Forza Italia è in mezzo al guado, con Silvio Berlusconi intenzionato a non cambiare e Giovanni Toti pronto allo strappo.

Il leader del Carroccio Matteo Salvini è il primo a sapere che prima o poi la curva del consenso è destinata inevitabilmente a scendere. Questo momento politico però appare decisivo. Finora Salvini non ha avuto il coraggio politico di “strappare” con i Cinque Stelle, aprire una crisi di governo, provare ad andare ad elezioni anticipate e saldare l’asse con Fratelli d’Italia della Meloni. Potrebbe continuare ad andare avanti in questo modo, molto dipenderà dalla nomina del commissario europeo.

Se sarà Giancarlo Giorgetti alla Concorrenza, allora chissà, si potrebbe provare ad andare avanti. Altrimenti sarebbe tutto un rebus.

La considerazione però è anche un’altra. Quando la curva del consenso di Salvini scenderà, bisognerà vedere cosa succederà nei territori. Cioè quanto pesa politicamente la classe dirigente locale. In provincia di Frosinone l’unico capo è il deputato e coordinatore regionale Francesco Zicchieri. Poi ci sono Francesca Gerardi (deputato e coordinatore provinciale), Gianfranco Rufa e Kristalia Papaevangeliu (senatori). Oltre al sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani e ai vari gruppi consiliari nei Comuni. Il punto è esattamente questo: esaurita la spinta del voto di opinione, è necessario puntare sul radicamento sul territorio.

Nella Lega i gruppi comunali sono divisi al proprio interno. Una soluzione non pare essere stata trovata. Il rimedio per i big locali: sperare che Matteo Salvini continui a “tirare”. Altrimenti potrebbero ritrovarsi a dover fare i conti con voti in caduta libera.

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