L’urlo no vax che allontana la Lega dal Centro

Diversi esponenti del Carroccio non hanno resistito al richiamo della foresta della piazza sulla campagna di vaccinazione. Ma in questo modo sfuma sul nascere l’obiettivo di sfondare al Centro.

Da una parte la volontà di allargarsi al Centro per rappresentare l’area moderata del Paese. Dall’altra il richiamo della foresta della piazza, di una piazza no vax se si parla di vaccini e di green pass. Per la Lega di Matteo Salvini non sarà semplice convincere il Paese di essere una forza centrista.

Scrive l’Huffington Post: “C’è una verità incontrovertibile che esce dalla Piazza del Popolo dei No-Vax: delle decine di migliaia di persone attese, se ne sono presentate qualche migliaio. Non per questo meno rumorose né tantomeno audaci specie quando, intonando contro i politici “il vaccino siamo noi / il virus siete voi” a mo’ di coro, confessano di trovare ispirazione dalla musica. Così come quando fanno partire i classici vaffa da stadio contro Draghi e Burioni, bersagli preferiti”.

Niente etichette è l’etichetta

(Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Una manifestazione, pardon una fiaccolata, perché “ci siamo accorti che la quantità di cera prodotta avrebbe sporcato la piazza” come afferma un esponente del Comitato Libera Scelta, che ha racchiuso le idee più disparate, accumunate solo dalla richiesta di mettere “giù le mani dai bambini”. “Non siamo no vax, nazisti, fascisti, comunisti. Siamo persone di buon senso, che vogliono scegliere in base a delle alternative, specie in ambito sanitario”, continua l’organizzatore rifiutando le etichette, come è norma in queste occasioni, e che ringrazia le varie delegazioni politiche”.

Presenti i vari Siri, Sgarbi, Bagnai, Borghi, Pillon e Rinaldi: il primo a parlare, avvolto dai telefonini che ne riprendono ogni parola, è proprio il leghista Siri che ricorda come “noi siamo per la libera scelta, tu sei libero di farlo e io sono libero di non farlo”. Il riferimento è al vaccino, chiaro, contro cui si scaglia anche Vittorio Sgarbi ma soprattutto l’onorevole Borghi, in questi giorni sotto accusa per alcune dichiarazioni al limite. “Siamo qui per evitare cose molto brutte”, avverte il deputato. “La prima è il vaccino obbligatorio ai bambini. Io sono un papà e non vedo perché devo essere costretto a fare un vaccino sperimentale ai miei figli. L’Inghilterra non lo consiglia, la Germania non costringe nessuno”. Come loro, “perfino Macron, Siamo l’unico Paese dove si obbliga un bambino a vaccinarsi”. Ma, attenzione, anche qualora i più piccoli fossero esclusi dalla campagna vaccinale, “se ne può iniziare a parlare, ma vi pare che noi dobbiamo fare sempre l’associazione vergognosa tra vaccinati e contagioso?”.

Il governo ed il Green Pass

La conferenza stampa di Mario Draghi e Roberto Speranza (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Il fatto però è che siamo in un momento delicatissimo della pandemia. A favore della campagna vaccinale si sono espressi il premier Mario Draghi e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E tantissimi altri. Molti, dall’assessore regionale del Lazio Alessio D’Amato all’immunologa Antonella Viola, parlano apertamente di “pandemia per non vaccinati”.

E sul piano politico il Governo si gioca tutto sul Green Pass. Più ancora che sulla giustizia. C’è una parte di centrodestra di governo, la Lega, che sta stretta nel sostegno alla campagna di vaccinazione. I corsi della piazza no vax sono eloquenti. Ma così sfuma sul nascere l’obiettivo di svoltare al centro.

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